Volareeee oh, oh…

Non ti piace viaggiare in aereo. Non è che tu abbia paura ma è che, ogni volta che sei nella sala d’aspetto di un aereoporto, prima di partire, inizi a fare brutti pensieri e allora ecco che partono sfilze di sms patetici alla tua migliore amica con le tue ultime disposizioni su sistemazione di figlia, marito, criceto, diari personali e dio sa cos’altro nel caso qualche pirla sbagliasse a pigiare il bottone e invece di andare “sempre più in alto, ma non troppo” tu finissi davvero così tanto più in alto da posizionarti su una bella nuvoletta accanto a San Pietro o magari un pò più in basso. Si, non ti piace. Pensi sempre che, se Dio avesse voluto che l’uomo fosse capace di volare, gli avrebbe dato un belllissimo paio di ali con tanto di piume e contropiume. Pensi che sia innaturale che quella scatoletta di ferro contenga tante anime e se le porti in giro per il mondo. Ti piace che i tuoi piedi vengano attratti dalla terra e ti piace che là restino. Per questo voli solo quando è davvero necessario e badi bene di piazzarti quel bellissimo e comodissimo cerottino proprio dietro l’orecchio onde prevenire eventuali inopportuni e quanto mai imbarazzanti “svuotamenti personali”. Viaggio di lavoro. Viaggio di ritorno Madrid-Milano. All’andata è stato un incubo. Si, tu sei una che si lamenta ma se dici INCUBO davvero è stato un incubo. Sballottati nella pioggia e nel vento. La gente che ammutoliva a ogni discesa inaspettata. Tu che guardavi fuori dal finestrino nel vuoto bianchissimo e assoluto pensando “Ma chi cavolo me l’ha fatto fare? Potevo dire che stavo male. Potevo dire che ringraziavo per la stima. Potevo dire che, secondo me, della mia presentazione a Madrid sulle importazioni in Europa di merce che viene dal Far East, nessuno se ne sarebbe fatto una pippa secca. E invece io sto qua. Certo, non vomito perchè il cerotto funziona. Ma vuoi mettere? Già, ecchissenefrega se mi trovano con lo stomaco pieno, ma morta, grazie al cerottino??? E invece ora stai qua. La presentazione l’hai fatta. La movida l’hai vissuta in pieno… eccome… C’è ancora quell’ettolitro di birra che sta combattendo con le tre bottiglie di Riojo nel tuo stomaco mentre le tapas salatissime fanno da arbitro.Bleah… Solo al pensiero ti rendi conto che forse ti dovevi mettere tre cerotti per orecchio… Vorresti dormire, tanto, tanto, tanto e svegliarti nel tuo lettone dopo 6 o 7 giorni. Vabbè. Salendo in aereo ti accorgi che ci sono tre scolaresche di arzilli e ganzissimi diciassettenni. Ragazze che lumano i ragazzi. Ragazzi che lumano le ragazze che fanno finta di non lumare i ragazzi. Sorridi. Alla loro età pure tu facevi lo stesso ma ora ti metti su quel piedistallo dove si mettono i quarantenni o giù di lì e pensi “cavolo, non avrei mai pensato di pensarlo…” Però, chedduepalle! Continuano a fare casino, continuano ad andare avanti e indietro. Li senti urlare. C’è quello dietro il tuo sedile che continua a calciare da un’ora la tua spalliera. Oh, e non ci mettiamo che hai paura che l’aereo sbandi con tutto questo movimento che ‘sti maledetti stanno facendo. Oddio, oddio, oddio. Ma chi me l’ha fatto fare? A un certo punto un movimento strano ti colpisce. La tua vicina, una spagnola, è troppo ferma. Davvero troppo ferma ma, nel frattempo, qualcosa si sta agitando, nel suo grembo. Ti giri e la vedi. La signora spagnola ha in mano un rosario nero, grosso, che sta snocciolando velocemente con le dita mentre tutto il corpo è paralizzato. Ok, ora basta! Ti alzi, ti giri verso il ragazzo che sta continuando a fare il cretino con le compagne di classe che sono arrivate a fare più casino di prima e urli: “Se non vi rimettete seduti, paralizzati tutti e tre in questi merdosissimi sedili nel giro di due secondi e se non la smettete di fare gli stronzi e disturbare la gente che vuole riposare e fare un viaggio in santa pace, quanto è vero Iddio, esco da questo sedile, vengo là dove siete, vi uccido a pugni e calci e di voi tre troveranno soltanto così tanta polvere e ossa rotte che ci vorranno gli archeologi di Tutankamen per rimettervi assieme!!!” Silenzio, sbalordimento di circa tre file su tutti i lati e un “si, ci scusi signora…” seguito da qualche risolino nelle ultime file dove hai guardato con aria torva causando dolori di bile ai malevoli indiziati. Ok, sarò pure una vecchia rompipalle, ora, ma almeno posso morire in silenzio. E grazie per aver viaggiato con la nostra compagnia…

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