Dignità

Troppe volte, in questi giorni, ho sentito la parola dignità. Troppe volte, nel passato, la gente che diceva di amarmi, lo faceva menzionando la dignità. A volte l’ho ascoltata e non ci ho fatto caso. A volte mi fermavo e cercavo di capire, ma non ci riuscivo. Cosa è la dignità? Perché è così importante la dignità? Naturalmente, vai su internet e cerchi di capire meglio. Di avere una spiegazione più comprensibile e non perché tu sia cretina ma perché, davvero, non riesci a capire cosa di tanto più importante dell’amore possa avere la dignità. Tu che metti l’amore davanti a tutto, non puoi pensare che la dignità sia più importante di lui. Però, visto che ultimamente sei davvero cambiata e stai incominciando a dare il beneficio del dubbio perfino a te stessa, ci provi, paventando uno smottamento emotivo e un terremoto psicologico (l’ennesimo) per il tuo cuore e la tua anima ormai a pezzi. Tanto, ti dici, abbiamo fatto 30, facciamo pure 31. E allora ecco la prima cosa che leggi:

Con il termine dignità, si usa riferirsi al sentimento che proviene dal considerare importante il proprio valore morale, la propria onorabilità e di ritenere importante tutelarne la salvaguardia e la conservazione. Per i modi della sua formazione e le sue caratteristiche intrinseche, questo sentimento si avvicina a quello di autostima, ovvero di considerazione di sé, delle proprie capacità e della propria identità. Pertanto il concetto di dignità dipende anche dal percorso che ciascuno sceglie di compiere, sviluppando il proprio “io”.

Leggi bene, lentamente, parola dopo parola. Cerchi di farle tue. Le leggi, le leggi e poi, ancora, le leggi. E poi elucubri: si parla di un sentimento che considera importante il proprio valore morale. Se ho capito bene, più reputi importante il tuo valore morale, più hai dignità di te stesso. E allora, pensi: ok, allora, dipendentemente dal tipo di sentimento che io avrei nei confronti del mio valore morale, dovrei avere una dignità equamente sviluppata, presente, importante. Però, mi chiedo che cosa si intenda per valore morale e vorrei tanto sapere chi ne stabilisce i gradi. Voglio dire, come si fa a sapere se il proprio valore morale è abbastanza alto o se è troppo basso? C’è un decalogo che è stato dato, anche lui scolpito su pietra, assieme ai 10 comandamenti? Se sei una prostituta che valore morale hai? Se sei un uomo che ama un altro uomo che valore morale hai? Se sei un insegnante che valore morale hai? Se meni tua moglie dalla mattina alla sera, che valore morale hai? Se ti fai di ecstasy perché non sai che cosa fare della tua vita, che valore morale hai? Se copi un compito in classe che valore morale hai? Se sei un prete pedofilo che valore morale hai? Se vivi la tua vita subendo senza mai dire nulla, che valore morale hai? Se affronti i momenti di crisi scappando dai problemi che valore morale hai? Se invece rompi i coglioni cercando di imporre agli altri i tuoi non-ricambiati sentimenti che valore morale hai? Se non dai mai il beneficio del dubbio che valore morale hai? Se fai tutto bene e sempre che valore hai? Se fai il pasticciere che valore hai? Nessuno può rispondere. Nessuno. Lo capisci se leggi bene la seconda frase. Ma prima di questo, è meglio non tralasciare nulla e ti soffermi sulla seconda parte della prima frase: “…la propria onorabilità e di ritenere importante tutelarne la salvaguardia e la conservazione.” Ritenere importante tutelarne la salvaguardia e la conservazione. Dunque, il compito di chi ha dignità è di tutelarla. E chi non lo fa? Cosa succede? Fa la figura di merda di quello che implora? Che supplica? Che ossessiona? Fa così tanta pietà e pena agli altri da farli scappare via? Pena e pietà. Schifo, magari. Si, penso proprio di si. Chi non ha dignità, se ho capito bene, non considera importante il proprio valore morale. Ma ritorno indietro a cercare di capire cosa è il valore morale e allora trovo questa spiegazione:

“Il concetto di valore, riguardo alla moralità, indica anche la proprietà di alcune forme dell’agire umano (interiore ed esteriore) di essere degne di stima e di ammirazione in se stesse e non per altri motivi (utilità, vantaggio, convenienza, esteticità ecc.)”

perciò, valore morale vuol dire che tu fai qualcosa che è degno (ancora la dignità 😦 … ) di essere stimato ed ammirato dagli altri. Un vigile del fuoco che salva un uomo che penzola da un filo a 100 mt di altezza. Un ricco possidente che lascia tutti i suoi averi per andare a fondare un ordine monastico. Un musicista che inventa una melodia dolcissima che fa sognare la gente. Un regista o un attore che fanno un film così bello da farci ridere a crepapelle o piangere da impazzire. Ok, ci siamo. Penso di avere del valore morale. Non sono un vigile del fuoco e non sono la missionaria che volevo diventare ma penso di aver fatto cose che hanno meritato la stima e l’apprezzamento da parte degli altri. Che fossero degne, non lo so, però è successo. Ora, voglio scoprire se ho dignità. Se riesco a trovarla da qualche parte. Ma devo capire se do importanza al mio valore morale, per avere dignità, giusto? Mentre leggo, trovo questo disegno:

Se l’hanno disegnata con questo masso di marmo sulla schiena, di sicuro non pensavano che fosse facile avere dignità. Almeno, io così la vedo. Se fosse stata una cosa facile, mi sarei immaginata una sdraiata su un sofà come la Maya Desnuda o qualcosa del genere. Mi vien da ridere perché ha le mie stesse forme fisiche. In qualche modo, riesco sempre a trovare qualcosa che mi faccia identificare in quello che sto facendo, mi serve a capire meglio. Si, non ho i suoi piedi affusolati ma il resto ci può stare. J Però, bando alle ciance e ricomincio a fare i miei pensieri filosofici da 3 soldi. Tanto, sono solo per me. E torno alla seconda frase della prima cosa che ho trovato su internet:

“Per i modi della sua formazione e le sue caratteristiche intrinseche, questo sentimento si avvicina a quello di autostima, ovvero di considerazione di sé, delle proprie capacità e della propria identità.” Beh, non mi meraviglia, allora, che chi non abbia dignità (stima del proprio valore morale) non abbia autostima. Io, così m’han sempre detto, non ho autostima e faccio finta di averne così tanto da sembrare una gradassa (ma questa è un’altra storia). A questo punto, direi che non ho dignità. È un dato di fatto. Di questo mi devo rendere conto. C’è gente che ha un’alta opinione di sé stessi e dunque ha una dignità e gente, come me, che non ha nessuna opinione di sé stesso e perciò niente dignità. Lo devo affrontare. È così e basta. Però, dato che ho 43 anni e penso che la mia vita non sia ancora finita, magari posso farci qualcosa e così passo alla prossima frase:

Pertanto il concetto di dignità dipende anche dal percorso che ciascuno sceglie di compiere, sviluppando il proprio “io”.

Me lo sono riletto almeno cento volte: “…dipende dal percorso che ciascuno sceglie di compiere, sviluppando il proprio io.” Beh, è una cosa mica facile da farsi. Voglio dire, non è che uno si sveglia da un momento all’altro e decide di avere così tanto valore morale da ritenerlo così importante da proteggerlo nonostante tutto e tutti, no? No, per niente facile.

E allora passo alla pagina successiva, dove avevo salvato degli aforismi sulla dignità e ti trovo questo:Ricerca

Penso che sia una cosa bellissima. Penso di aver capito. Davvero. Ora, io sto piangendo. Se Aristotele lo sapesse… ma forse lui lo sa. 🙂

Sono felice perché ho capito che io ho dignità. Certo, non ne ho da vendere, ma ne ho. Ne ho perché la mia coscienza sa che sono meritevole. Perché so quello che valgo, quello che posso dare, quello che posso donare e so che è tanto. So che posso inventare canzoni con la mia chitarra e donarle a chi amo veramente. Posso costruire orecchini e collane con le perline che ho comprato con mia figlia questa estate e donarle a chi amo. Posso cucinare cose buonissime da offrire a chi amo. Posso fare, partendo da zero, un intero CD o un libro sulla sclerosi multipla senza capirci una mazza e donarne dieci copie, rubandole dal mio ufficio, alla mamma di una bambina che va a scuola con mia figlia e che ha il papà che sta morendo lentamente. Posso tirare su una bimba appena nata, quando ho solo 10 anni, e finire col sentirla chiamarmi “mamma”. Posso diventare la migliore amica di bevute di tre anzianissimi ubriaconi inglesi e schiantare di dolore quando uno di loro muore, solo come un cane, tra le mie braccia. Posso giocare come una pazza con 19 bambini, a una festa di compleanno, ed essere assediata perché non vogliono che smetta di giocare con loro. Posso correre, nel mezzo della notte, dalla mia migliore amica che è in crisi e che nessuno può consolare. Posso raccontare aneddoti su mia figlia e mia mamma facendo schiantare la gente dalle risate. Posso scrivere cose belle che toccano il cuore. Posso fare le mie mitiche smorfie che nessuno capisce come faccio a farle ma che sono così tenere e simpatiche. Posso amare un uomo con tutta me stessa non lesinando nulla. Posso baciare l’uomo che amo e, ad ogni bacio, far sì che sembri sempre l’ultimo dolce, appassionato bacio. Posso guardare la gente negli occhi e, senza parlare, farmi capire. Posso incazzarmi come una iena ma poi chiedere scusa perchè so di aver sbagliato. Posso coltivare una intera piantagione di agapanti su un terrazzo di Milano partendo da un singolo tubero senza mai concimarli. Posso finalmente dire a mio marito che mi voglio separare perché il troppo è troppo e sentirmi la donna più libera del mondo perché non devo più uccidere la mia dignità. Si, ora io so che cosa valgo. E io so che cosa merito. E ora so che non devo più implorare, chiamare, urlare, telefonare, supplicare, disperarmi. Perché io sono meritevole e chi sa come io sono, chi dice di amarmi, chi dice di sapere quanto valgo, se mi vuole, sa dove sono. Consapevoli del fatto che nessuno è perfetto e cose brutte e poco meritevoli le faccio pure io e, proprio perchè io ho dignità, ho pure diritto al perdono e alla comprensione. Si, ho deciso che non permetterò mai più a nessuno di farmi del male, calpestando il mio amore e tutti i miei sforzi per stare bene assieme. Nessuno. E, se succederà, sarà solo ed unicamente colpa mia. Perchè alla fine, ho capito, che dignità è amore verso sè stessi, prima di tutto, e perciò, non si combattono (amore e dignità) ma convivono assieme perchè, l’uno senza l’altro, non possono esistere. E poi, sono contenta perchè, almeno, ero a metà strada e non era così tanto brutta come l’avevo temuta, grazie a Dio e grazie a San Giuseppe Moscati e…. grazie pure a Sabrina!! 🙂

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