Io, Strano e il Nero

Io, Strano e il Nero

http://www.youtube.com/watch?v=Po4WJfrmUrg

Avrei voluto filmarmi, prima arrabbiata come una matta isterica, mentre, con il cacciavite in mano, prendevo a calci e insulti il mio pc e poi, quattro ore dopo, tristemente felice, con le lacrime agli occhi mentre il mio corpo immobile stava là, a fissare lo schermo e le mie dita, inconsapevoli, lentamente accarezzavano la tastiera pensando che mi sentivo come una bimba che era riuscita, per la prima volta, a fare una cosa difficilissima (tipo scendere le scale senza aggrapparsi alla mano della mamma) ma non c’era lei a cui dirlo, con cui gioirne, con cui sorriderne. Nessuno.

Ormai sono tre anni che ho imparato a scaricare i film. Ultimamente, però, il mio pc è pesantissimo. I film mi fanno dimenticare, per pochi attimi. Mi servono a “volare via”. Così, il mio povero pc, si è ingolfato. Vado sul sito dove recensiscono tutti i film che sono mai stati fatti, scelgo quelli che mi possono piacere e poi li scarico, se li trovo. Fatto sta che, ormai, non potevo più tenerli là dentro perchè sono davvero pesanti e poi, non posso nemmeno vederli con Laura perchè, quando guardiamo le cose sul mio pc, nella mia camera da letto, lei si muove come se avesse l’artèteca in tutto il corpo e io vedo i film in balìa di un continuo movimento tellurico, nonostante le mie minacce…

E allora, ieri, mi sono decisa. Nella luce del caldo tramonto milanese che invadeva la mia camera, ho preso il masterizzatore esterno della Samsung (ODD che in inglese vuole dire strano) che mi aveva regalato Paolo, me lo sono messa davanti, sulla scrivania e gli ho parlato.

“Senti”, gli ho detto “tu devi capire una cosa: in questo momento non ho pazienza. Le ragioni non te le spiego e non ho il tempo di farlo, ma dato che non ti ho mai chiesto niente di particolare, non ti ho mai usato, prestato, menato e sei stato attaccato a ‘sto pc per mesi senza fare il tuo lavoro, sappi che ora è venuto il momento, perciò: o fai il tuo dovere e mi fai capire come fare a masterizzare con te oppure ti fiondo giù dal sesto piano e non ti reimballo nemmeno.”

Nessuno ci crede. Nessuno ci crede che, alle macchine, si può parlare e che loro ti ascoltano. Non sono pazza. Io questa cosa l’ho sempre pensata. Sennò come avrei fatto ad arrivare da Sanremo a Milano con una 126 rossa la cui testata è morta proprio nel momento in cui parcheggiavo davanti a casa mia, a San Donato Milanese? Si era paralizzata tra la nevi del Turchino. Non ne voleva proprio sapere e io, mentre i camion mi sfrecciavano accanto perchè non ero nemmeno riuscita a portarla nella corsia d’emergenza, la imploravo, dicendole “ti prego, Rossa, ce la fai, ce la fai, ce la devi fare! non mi puoi mollare qua nel mezzo della notte, cò ‘sta neve! se devi morire, per favore, muori a Milano, ok? Prometto che poi ti faccio ricoverare e starai benissimo”. E così fu. Lei ripartì, io la guidai lungo duecento km pregando, mentre facevo il rosario ad anello che mi aveva regalato Suor Silvia e fumando una sigaretta dopo l’altra. Schiantò proprio davanti al mio portone, né prima né dopo. Poi dovetti chiedere i soldi in prestito (due milioni) per farle rifare la testata, ma la gioia di sapere che mi aveva ascoltata fu immensa perchè restò nella mia vita fino a pochi mesi prima di partorire e mai la dimenticherò. Dopo venne “Pandina”; la mia panda verde acqua che va avanti nonostante tutto, come me, e che non butterò mai via. Con lei, ne abbiamo viste tante.

Beh, il masterizzatore (o il mio angelo custode) ieri sera mi ha detto che dovevo trovare il driver. Vado sul sito della Samsung, a caso, e cerco di scaricarne uno qualsiasi perchè il mio modello è vecchio e incrocio le dita. Non si capiva come fare. Non so dove ho cliccato, non me lo chiedere, ma alla fine ho scaricato un coso che forse finiva in .dat o .org o .salamadonna che si è annidato nel mio pc e ha riconosciuto il mio masterizzatore, si sono bevuti un bicchiere di Aglianico e hanno deciso di lavorare assieme. Allora, trionfante, ho messo un cd nel masterizzatore del pc (non mi chiedere perchè) e mi sono detta che ero pronta per masterizzare… Non proprio. Il masterizzatore interno del pc si è letteralmente ingoiato quel maledetto cd e mi ha mandato un messaggio sullo schermo che diceva: “application cannot be run – application will be terminated” e poi “blue screen” e tutto va in crash. Non avevo la bocca aperta. Ero così sconcertata che mi è venuto praticamente un colpo. Riaccendo il pc, ma il cd maledetto che avevo messo dentro non ne vuole sapere di uscire. Nel frattempo sento il motore che va come se fosse una Ferrari a Maranello e, da dietro, mi arriva una zaffata di aria calda, come se stesse per scoppiare. Oddio, oddio, oddio… Incomincio a prenderlo a calci. Ebbene sì, lo ammetto. L’ho fatto. Niente. Pugni. Niente. Apro il cassetto della mia scrivania e ci trovo un cacciavite. Dato che ho pensato che, se ci avessi infilato la punta del cacciavite, nella fessura che teneva il CD, lo avrei magari scheggiato e l’effetto estetico del Nero Dell, non avrebbe più avuto il suo appeal, cosa faccio? Prendo il cacciavite per la punta e sbatto il manico del cacciavite contro l’entrata del masterizzatore interno e gli dico che proprio da lui questo non me lo aspettavo. Che, se non avesse sputato fuori il CD all’istante avrei preso il mezzo litro di alcool che avevo in bagno e glielo avrei sparso addosso facendone un falò serale. Niente. In quel momento mi chiama Elsa. Le dico che sono in un momento da neurodeliri e lei, serafica, mi dice: “Ma perchè non provi a spegnere e riaccendere?”. Ma famm ò favooooorrrrrr!!!! Ma pensi che sono cretina???? e lei “No, ma provare non fa male”. Ok, aspetto che E-mule finisca di scaricare La bussola d’oro e poi, dopo 8 minuti, spengo e riaccendo e tu sai cosa succede? Il malefico figlio è ‘ndrocchia esce fuori al mio primo, paventato, umile, gentile e timoroso pigiare il tastino. Lo odio. Odio tutto e tutti. Odio feroce. Ma sò contenta.

Non voglio neanche sapere cosa ci sta dentro quel malefico CD. Lo prendo, lo spacco e vedo decine di piccoli pezzettini luccicanti fiondarsi sul mio pavimento. Gioia, tripudio e gaudio. Morte al nemico.

Ok, ora mi viene un dubbio: ma io ce l’ho un programma per masterizzare? Qualcuno mi aveva detto che senza quello non facevo ‘na pippa. E vado a cercare Nero. Ci clicco sopra e…. “Your demo version has expired”. !!???!!!! “Ma puozz jettà ò sang!!!” Stavolta niente calci al pc. Soltanto pugni sulla scrivania. Con quelli mi faccio male solo io perchè, sicuramente, l’Ikea l’avrà testata pure per queste felici occasioni.

Ok, cancello il programma. Lo tolgo dal pc e cerco di reinstallarlo. “Missing files. Not possible to proceed”. Beh, direi che sono davvero a buon punto. Davvero. Mollo tutto. Disperazione assoluta. Vorrei, vorrei, vorrei… Ah, si! Vorrei essere un ingegnere informatico!!! Si, meglio se esco fuori a fumare, và. Così, mi siedo sulla mia poltrona del terrazzo e incomincio a piangere, mentre fumo. La vita, a volte, anzi spesso, è davvero una merda.

Di nuovo davanti al pc. Digito “Nero” su google e me lo vado a comprare. Nero versione 8… mi vien da ridere… 8 è il mio numero. Destino, non siamo altro che destino… Pago i miei 65 euro e me lo scarico. Pure là, non ti dico… Sbaglio a mettere dentro il codice seriale e quello mi dice “Per favore, stai attenta la prossima volta che lo metti”… Del tipo, sappiamo che sei una pirla, abbiamo la pazienza di dirtelo, ma ora vedi di non fare altre cazzate chè pure qua marca male. Che umiliazione. Finalmente lo scarico. Riavvio e mi vedo la bellissima icona rossonera che appare sul desktop.

Sono le 9. Ci sono riuscita. Ho i mezzi, forse, che sono pronti a lavorare assieme, se solo io, ora, gli dico la cosa giusta da fare. Qualcuno mi diceva che i pc fanno quello che gli dici tu di fare. Una parola… Allora vado. Devo scegliere un film. Il mio primo film da masterizzare. E la scelta va subito a “Senza zucchero”. Non lo conosce nessuno. E’ un film che ho visto quest’anno, con Laura, sulla RAI agli inizi di Agosto.  Ci era piaciuto così tanto che ancora ora, sento la musichetta del film nel cervello e, spesso, Laura, mentre guido, mi chiede di cantargliela. Film molto carino. Niente di demenziale, tragico, stratosferico. Un film di speranza e amore. Di questo abbiamo tutti bisogno. E così dico a Nero di masterizzarlo e Nero, fedele come Argo, mi dice “Certo, darling, aspetta che mò me lo analizzo un momento e poi ti dico”. E lui va, va, va… E io aspetto, aspetto, aspetto… Poi, mi dice di inserire un CD e io, stavolta non sbaglio, chiedo al redivivo masterizzatore esterno di ingoiarsi il CD e lui, come Nero, se lo prende docilmente. Fino a quando… Fino a quando Nero se ne esce fuori e dice: “Il CD non ha abbastanza volume, me ne devi dare uno più capiente” o qualcosa del genere… Dio buono del paradiso, ma sei scemo????

Ne metto dentro altri. Li provo tutti. Nulla. DVD? E lui “Nooneeee, ti ho detto che voglio un CDR/RW… masseipropriocretinanelcervello???”…

Forse, si. Anzi, hai ragione. Sono proprio una cretina. E io che credevo fosse ‘na strunzata. Ma ci vuole concentrazione per queste cose e io, in questo momento, ho solo voglia di nascondermi. Come in quella poesia di Ungaretti, del gomitolo di lana…

A mezzanotte meno venti, l’ho mollato là. Stamattina ho controllato su internet se ci sono dei CD con più di “800 quel che è” e non ce n’è. Non ho capito dove ho sbagliato. Non lo so. Davvero no. Dire che sono scorata, è un eufemismo. Ma non ci posso fare nulla. Stasera ci riproverò. Cercherò di capire cosa ho sbagliato, dove ho sbagliato, perchè ho sbagliato. Del resto, ultimamente, solo questo sono capace di fare.

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