Scende la pioggia su di me…

Scende la pioggia su di me… E’ una canzone bella. Molto bella. A una come me, che adora la pioggia e che si sente sempre in balìa degli eventi atmosferici, sta proprio a pennello. La pioggia mi è sempre piaciuta. Quando ero ragazzina, appena iniziava a piovere, andavo fuori, senza ombrello e passeggiavo da sola sul lungomare. Il mare è bello sempre, lo adoro, ma con la pioggia è stupendo. Nessuno va sulla spiaggia quando piove. Io ci andavo sempre. Il mare si arrabbia, il vento lo spinge verso la terra e la pioggia lo riempie. Il rumore della pioggia sulla spiaggia è particolare. Chissà se qualcuno lo ha mai ascoltato veramente. Uscivo fuori senza ombrello a piedi o in bicicletta e correvo in spiaggia a guardare il mare, il vento, le onde. E’ la forza della natura che nessun uomo può governare. Una delle ultime cose che l’uomo non può gestire. Il mare d’inverno con la pioggia. Quando Laura era piccolina la portavo fuori (lei con l’ombrello, sennò si raffreddava) la imbacuccavo tutta, le mettevo gli stivaletti per la pioggia e poi le dicevo: “Fai tutto quello che vuoi”. E allaora lei, felice, saltava nelle pozzanghere, splashava tutto e tutti con un sorriso che andava da qua a là, faceva della pioggia la sua compagna di giochi. Era felice. Tanto quanto lo ero io di vederla fare quella cosa stupenda che tutte le mamme sempre impediscono ai bimbi quando, invece, è nella loro natura fare. Basta solo coprirli bene e poi, una bella doccia calda non appena si rientra a casa. Adoro quando c’è il temporale. C’è gente che si spaventa da matti quando sente i tuoni e vede i fulmini. Io, invece, sto alla finestra a guardare la forza della natura scatenarsi sulla città. A me fa paura il buio. Odio il buio. Potrei impazzire di paura al buio. La pioggia, invece, no. E’ come se si scatenasse il putiferio. E’ come se lo facessi io quel rumore, come se io scrollassi le fronde degli alberi con il vento impetuoso; come se io scorressi assiemie ai piccoli e densi fiumiciattoli lungo gli argini dei marciapiedi, arrivare a bagnare gli anfratti più nascosti, portare via gli ombrelli dalle mani della gente che corre e si nasconde sotto i portoni. Mi sfogo così. A guardare la pioggia. E poi penso: “Si, dai, scendi e pulisci tutto. Pulisci tutto, lava tutto.” Quando ero bambina mia mamma ci insegnò una filastrocca: “Piove, piove; la Madonna raccoglie i fiori; li raccoglie per Gesù e domani non piove più”. La canto sempre a Laura quando piove. Mi ricorda quando abitavamo al vomero e stavamo dai miei zii. Ora? Ora sto a Milano, a San Siro, ma la canto lo stesso 🙂 tanto la Madonna non si offende. 🙂

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