Il più bel regalo di Natale

Il regalo più bello, questo natale, mi è stato fatto dalla natura. Dopo pranzo sono uscita con Massimiliano, mio cognato, a fumare una sigaretta sul terrazzo e, mentre lui si gustava il suo sigaro toscano e io cercavo di sfuggire alle ghiacciatissime folate di vento che venivano dalla spiaggia, meraviglia delle meraviglie, cosa ti vedo?

5 cigni. 5 bellissimi, fierissimi, sinuosi cigni bianchi che si inoltravano nel mare attraversando i due moli proprio davanti a casa mia. Erano stupendi. Voglio dire, hai mai visto cinque cigni nel mare? Io si, ma solo l’altro ieri e per la prima volta. Una meraviglia. Ce n’era uno che si trovava un pò più indietro e allora il capo-cigno si è fermato ad aspettarlo e tutti si sono voltati verso di lui, come a rimproverarlo; potevi quasi sentirli che lo stavano chiamando. Io e mio cognato siamo rimasti là a bocca aperta, come due bambini davanti a Babbo Natale. Ho pure pensato di fare una foto, ma non avevo il coraggio di muovermi perchè mi avevano ipnotizzata. La spiaggia deserta, le nuvole piene di pioggia che oscuravano il cielo del primo pomeriggio, il vento freddo che scuoteva le palme e ululava, davvero, ululava come nei film, Max che mi guardava sconcertato e io che dicevo solo “non ho parole”. A dire il vero, non ho retto molto e ho incominciato a parlare con meraviglia della cosa mentre Max stava là, solo ad osservare e a dire “Eh sì, l’è proprio ‘na cosa estrana!” 🙂 ‘sti toscani… mi fa troppo ridere quando parla. Porello, si vede proprio che cerca di parlare con meno accento possibile, ma proprio non ci riesce. E’ un ragazzo dolce e buono. Ognuno, credo, nella vita trova proprio quello che gli serve. Antonella ha trovato lui. A volte mi chiedo se ci sarebbe stato qualcun altro a prendersi questo fardello che è il dolore della malattia di Anto. Lui ha due palle grandi quanto una montagna. Alla fine lei ha dovuto ammettere che non si può far finta di niente, non dico sempre, ma far finta di non avere un problema quando, invece, fa parte integrante della tua vita, purtroppo. L’artride remautoide la sta consumando, ma loro proveranno a fare anche un bambino l’anno prossimo. Ci vuole davvero un gran coraggio e tantissimo amore. A volte mi dice che si paralizza di nuovo il ginocchio e che le mani le si bloccano. Povera bimba. A volte li guardo e mi sembrano così bimbi, così più giovani di me e mi chiedo se saranno capaci di affrontare la vita e tutti i suoi scherzi. Poi ripenso a quei cinque cigni. Hanno sfidato il gelo del mare e il vento per scendere giù nel lungomare dalla foce del fiume dove hanno il loro comodo e protetto nido, a capire il perchè. E allora penso che se Max ha incontrato Anto e l’ha voluta sposare, beh, allora può affrontare tutto il resto, come i cigni. Poi penso che, a volte, l’amore, l’affetto iniziali esistono ma poi va tutto a puttane ma, vabbè, ma questo è un altro discorso. Comunque, Max mi ha detto che poi li ha visti sul marciapiede davanti al Vittoria, mah. La cosa più stupefacente era che questi non stavano tanto lontani dalla foce dell’Argentina, che è accanto a casa mia, ma che, per una questione di logistica, attraverso il mare è una bella curva di almeno un chilometro dai loro nidi appollaiati sull’isoletta del fiume, intendo. Voglio dire, non è che si arriva ai due moli per caso, capisci? E infatti si vedeva che erano proprio diretti verso una meta già stabilita, a capire quale. Scherzando ho detto a Max che erano in gita natalizia, sai quando la gente fa la gita Pasquale? Loro fanno quella natalizia, chennesai? Uno spettacolo bellissimo e davvero inusuale, lo so. Per questo lo vedo come il regalo più bello, proprio perchè è quasi impossibile da vivere una seconda volta. Già, tutte le cose belle che succedono una sola volta, nella vita, si dovrebbe apprezzarle di più proprio per questo. E allora mi viene in mente mia figlia. Lei di sicuro l’ho apprezzata anche per quello. Dopo di lei non ne avrò più altri di figli. Il mio più grande dolore, fino ad ora. Spero solo una cosa. Che Dio non me la tolga prima che io muoia. Se succedesse mai, impazzirei, morirei, non sarei più io e non me ne fregherebbe più nulla del mondo intero e nemmeno di me. Vabbè, basta con i lieti pensieri, eh? 🙂 Il regalo più brutto che ho avuto a Natale? Nessuno, è vero. E’ stato davvero un bel Natale. Ho fatto tanti filmini. Ho cucinato il pranzo dall’inizio alla fine. Tutti gli antipasti, le tagliatelle con il sugo di noci che aveva già fatto quest’autunno mia mamma (questo non l’ho fatto io, lo ammetto), le scaloppe al limone, le verdure in pinzimonio. Ah! Io non ho cucinato la pastiera! 🙂 e ci mancava pure quella! Ma la cosa più bella del Natale e di tutte le altre feste è sempre la stessa, per me: apparecchiare la tavola. Adoro farlo. E’ l’unica cosa bella che mi è rimasta dell’aver lavorato tanto nei ristoranti. L’ho fatta proprio carina, quella di Natale, ma eravamo solo in 6 (io, marco, laura, mamma, anto e max) perciò era molto informale mentre, invece, quella di Santo Stefano è stata una cosa fatta in pompa magna. Eravamo in quindici! Pure là, mia mamma mi ha chiesto di apparecchiare. Oramai è compito mio da tanti anni, l’apparecchiare la tavola: La faccio proprio bella che quando la gente entra in sala da pranzo o in cucina apre la bocca dalla sorpresa e dal piacere di guardarla. L’anno scorso Lucia si sentiva quasi in colpa a dover disfare i tovaglioli a forma di ventaglio che avevo piegato sui piatti. Vabbè, ma Santo Stefano è un’altra storia e la metto in un altro post (magari con le foto, eh?). A proposito: la vita è proprio bella, davvero!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...