Vorrei, vorrei… quello che non potrei…

Voglio un angolo. Voglio un angolo dove andare a riposare e fare tutte le cose che devo fare. Quell’angolo è la mia camera da letto o magari un’altra cosa che non ho. Niente di esagerato. Sai, quando vedi che hai bisogno di raccoglierti (letteralmente raccogliere i tuoi pezzi) che sono sparsi un po’ ovunque e poi cercare di metterli assieme al meglio, quasi come un puzzle, per riuscire a funzionare bene come prima? Ecco, una cosa del genere. Nonostante le vacanze di natale, devo dirlo, non sono tornata a casa meglio di prima. Onestamente e senza alcuna cattiveria, capisco che non è più possibile rilassarmi e stare bene a casa di mia madre. È troppo difficile entrare nel suo giro di vita e cercare di far coincidere la tua necessità di stravaccarti e quella sua di mettere tutto continuamente a posto, secondo le sue abitudini. Sarà perché è anziana? No, succedeva pure prima solo che, allora, io reggevo il tiro e avevo le forze per non farmi tangere il fatto che si sveglia così presto, che il cane è più importante di Laura e perciò la può svegliare a qualsiasi ora facendo diventare isterica pure mia figlia oltre a me, che lei mette Al Bano a tutto volume e noi ce la dobbiamo sorbire, mentre canta con lui e spolvera il salotto, che lei apre tutte le finestre perchè bisogna fare aria nonostante fuori ci siano -8 di temperatura, che non si può accendere più di tanto il riscaldamento perchè costa… Beh, io non mi sono per niente rilassata, anzi. Ho continuato a sognare una cosa che mio marito mi promise che mi avrebbe fatto avere in casa nel giro di poche settimane (circa 11 anni fa) e non mi ha ancora procurato. Una vasca da bagno. Ricordo che il mio primo ragazzo, una sera, fece a tutti una domanda più o meno cretina perché, secondo me, già si capiva l’analisi che lui avrebbe fatto alla tua risposta, ma sembrava che nessuno, a parte me, l’avesse capito. “A te piace fare di più la doccia o il bagno?” C’era questa ragazza, molto prorompente e ben dotata, con due labbra che sembravano un canotto che, dopo aver capito che a lui piaceva la doccia, disse che pure a lei piaceva e gli fece l’occhiolino. Lui disse che quelli che fanno la doccia sono dinamici e sempre allegri mentre quelli che fanno il bagno sono statici e lenti. Vabbè, tanto era già finita… E meno male! Avevo 24 anni ed era il mio primo ragazzo, non potevo mica rovinarmi con un cretino del genere che rimorchiava le ragazze con delle domande così ovvie? A me è sempre piaciuto fare il bagno. Un bagno lungo, caldo, quasi al buio. A volte, mettevo le candeline profumate di ciliegia o vaniglia o qualcosa di altrettanto dolce (sai quelle piatte e basse?) sul bordo della vasca e poi spegnevo la luce e mi lasciavo andare lentamente nell’acqua mentre una musica dolce mi cullava. Dovevo essere da sola a farlo perché, se c’era qualcuno in casa, veniva sempre a chiedere qualcosa o a rompere le palle. Così come faceva Marco. Diceva che era una stronzata, quello che facevo e me lo rovinava accendendo la luce e facendo casino. In quei tempi pensavo che lui potesse capire che volevo che entrasse in vasca con me e quando glielo dissi lui mi rispose dicendo che era l’ennesima stronzata che mi facevo venire in testa. Vabbè, e poi parlano della castrazione chimica… Mai pensato a quella emotiva che subiscono le donne nella mia posizione? Bastardi. Così capii che dovevo farlo da sola. Tutto da sola… Sempre. Ormai sono 11 anni e mezzo che siamo in questa casa e io non ci volevo venire proprio perché non c’era la vasca da bagno. Per me era essenziale, per poter vivere meglio. Se hai la vasca, la doccia la puoi fare lo stesso, ma se hai solo la doccia, con che cacchio lo fai il bagno? La libertà di scelta, ecco, quella io volevo. E poi, io facevo almeno due bagni alla settimana… 😦 Beh, lui mi promise che me l’avrebbe fatta mettere nel giro di poche settimane, pur di prendere quella casa. Io acconsentii, perchè lui me l’aveva promesso. Non l’ho mai avuta. Nonostante l’avessi chiesta più volte. Sempre altre cose sono state più importanti di me, di quello che volevo, che mi serviva, che mi avrebbe fatto stare meglio. Prima la sala prove, poi i suoi strumenti, poi il suo corso di barman, poi Laura, poi il suo lavoro, poi i mobili in casa, poi la sua auto, poi la sua moto, poi le vacanze, poi i denti… Mai io. Se ce l’ho con lui? Si, perché non dovrei? Perché dovrei far finta di essere buona, gentile e comprensiva quando tutto quello che io mi sono vista tornare indietro è solo “nulla”? A volte veramente la sogno. Sogno una vasca da bagno. La sogno con tutta me stessa. A volte la sogno stretta e fredda. A volte calda, accogliente, grande, bianca, incassata e piena di bolle e di musica bellissima, dolcissima, come quella di Gibson della pioggia, dei temporali o del mare, intorno a me e poi anche le candele. Le uniche volte che posso fare un bagno è quando vado da mia mamma e, neanche là, ormai lo posso fare da sola perché c’è sempre Laura che vuole entrare in acqua con me o mia mamma che dice che non devo sprecare l’acqua. Prima succedeva quando andavo in giro per lavoro, ma ora non più perché ci mettono in camere da due o tre persone (per risparmiare) e in alberghi con docce e basta. Odio la doccia. La detesto. La mia l’ho cercata di rendere “più amichevole” nei miei confronti, mettendoci dentro uno sgabello bianco di plastica che uso come sedile, quando mi lavo. Ma non è la stessa cosa. Io non mi lavo e basta; per me è terapeutica, la cosa. O almeno, dovrebbe esserlo ma non lo è… Tiro giù le persiane, se è giorno, o spengo la luce se è sera. Accendo solo una lampadina dello specchio e mi siedo. In questo modo, non posso fare altro che stare là ferma, a subire lo scroscio d’acqua. Certo, che è bello se stai sotto una vera cascata d’acqua, ma la doccia non è la stessa cosa. La doccia mi dà l’impressione di non darmi il tempo di godermi quel momento perché sto sprecando acqua che non si ferma dove sono io. Ogni volta che faccio la doccia, Laura mi viene a chiedere qualcosa o Marco mi viene a dire qualcos’altro. Non la sopporto questa cosa. La odio. E seppur io l’abbia detto più volte, a nessuno gliene frega niente. Si, ho proprio bisogno di rilassarmi… 😦 ma dove? Quando? Come? Vorrei piangere ma non lo faccio perché mi prenderebbero per cretina. Allora sto zitta e, come un mulo, vado avanti fino a quando non schianterò. Intanto, qualche volta, vado su internet, come oggi, e mi guardo le immagini delle vasche da bagno e sogno… Sogno quella che vorrei avere, nella quale mi vorrei lentamente, dolcemente immergere… Oggi ne ho trovata una. Questa. Questo è quello che vorrei, capisci? Quest’ambiente, quest’atmosfera, questo relax… Si, magari quando muoio… Ma forse, nemmeno allora… Vabbè, almeno ho sognato per un po’…

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