Carbonara e Lezioni di Anatomia

pasta-alla-carbonara

Stasera mi preparo una carbonara a modo mio. Di tutte le versioni che ti propinano, alla fine della fiera, come si dice qua, è sempre la tua la migliore, è ovvio. Nonostante io sia raffreddata all’inverosimile, con la testa che mi sembra avvolta da un piumino dell’Ikea, sento proprio il bisogno di assaggiare la pancetta sfrigolante intrisa di panna e uova; ebbene si, che carbonara-a-modo-mio sia, Gloria a Dio nell’alto dei cieli! Arriva lei, dall’alto dei suoi 9 anni e incomincia a parlare, parlare, parlare che nemmeno io lo so, come fa a parlare e mangiare allo stesso tempo, però succede. Il mio stato pietoso non la colpisce e continua a parlare di mille cose. Annuisco distrattamente sentendola ciciarare. Così, proprio mentre sto girando la prima forchettata nel piatto, pregustando il mio primo boccone di carbonara bella piena di pepe e parmigiano, mi chiede: “Mamma, ma tu, hai mai visto due piccioni uno sopra l’altro?”

Ok, niente panico ninnè. Hai davanti una tipa che tre ore fa (dopo che eri arrivata in ritardo alla sua prima mostra d’arte) ti ha rimproverata dicendoti: “E brava! Vergognati! Papà e la nonna vengono da lontano, uno con la moto e l’altra a piedi e sono puntuali e tu, invece, che stai a pochi passi da qui, sei pure arrivata in ritardo!” Vabbè, allora, stai zitta e fai mente locale. Le potresti dire che stavano giocando alla lotta. E tutto finirebbe là. Del resto, tutti gli animali lo fanno. Ma lei sa cosa vuol dire fare la lotta. E se te lo ha chiesto vuol dire che sa che c’è qualcosa di diverso implicato. Ci pensi su, ripensi al rimprovero e al modo in cui te l’ha fatto. Per un bizzarro momento, hai visto la donna che sarà e ne sei stata davvero orgogliosa. Allora decidi di dirle la verità e che Dio ti aiuti.

“Si, che li ho visti. Stanno uno sopra l’altro, quando fanno l’amore. Infatti, stavano proprio facendo l’amore, secondo me”. Lei ti guarda con mezza forchetta in bocca, ne trangugia in fretta quello che ci sta attorno e poi, con gli occhi spalancati, ti dice: “L’amoreeee??? Ma anche i piccioni fanno l’amore?” Diciamolo chiaro, ormai hai capito che da qua non se ne esce tanto velocemente (e facilmente) e allora ti rassegni, metti da parte il piatto pieno (che tanto non ne sentivi neanche il sapore, con il maledetto raffreddore e la febbre che ti ritrovi) e le dici: “Eccerto! Gli serve per fecondare la femmina. Come ti ho spiegato l’altra volta. Come fanno gli uomini e le donne.” Ok, l’hai detto. Questo è il punto del non ritorno. La seduta di paglia della sedia incomincia a darti un fastidio tremendo al didietro nonostante, ci sia in mezzo il cuscino. La guardi di sottecchi. Un breve sbuffo di insoddisfazione viene seguito da un momento di pensa, pensa, pensa Winnie Pooh, che quasi, quasi te la vedi proprio là, davanti a te, che fa come il mitico orsetto mentre si dice la frase e batte con l’indice sulla fronte.. poi: ”Ma anche i piccioni si fecondano? Ma proprio in quel modo? Proprio così?” Sgomento, adesso sai cosa vuol dire provare sgomento. Non puoi ridere, non puoi; non devi, questa cosa è seria davvero. Da quello che dirai, dipende la vita sessuale di tua figlia e la sua opinione sull’amore e sul sesso! Non devi ridere. E allora, come sempre nella vita, ti tappi il naso e ti tuffi a pesce: “Beh, non conosco le altre posizioni dei piccioni, ma so di sicuro che quella serve a fecondare la femmina. Sennò come fa il maschio a fecondarla? Come nei documentari, ti ricordi? Come per l’uomo che, per fecondare la donna e per fare i bambini, deve depositare il seme nell’ovetto della femmina. L’ovetto si trova nella patata. Quella posizione serve a far entrare il pisellino del piccione, che ha il semino, nella patata della picciona dove c’è l’uovo e a depositare il semino” Per un terribile attimo ti sei sentita parlare e per il secondo terribile attimo ci pensi: patata, pisello, uovo… Ahahah fosse mai che le stai dando una strana ricetta?? “Comunque, Lala, serve per fare i cuccioli, per fare i bambini. Ma questo succede solo se ci si ama tanto e quando si è molto grandi.” Sei contenta di te stessa. Sei stata esaustiva, chiara e precisa. Hai perfino coperto il lato “emotivo” della cosa e le hai fatto capire che non sono cose da farsi ora. Non ci dovrebbero essere più domande, proprio no. E invece, con aria truce e decisamente sull’incazzato andante, lei ti chiede: “Ma per fare i bambini bisogna per forza farsi fecondare dal maschio? Io non voglio farmi fecondare dal maschio!!” Non ci credi. Non ci vuoi credere. Non è vero. Tu non ci credi che per un brillante, incredibile, allucinante attimo hai immaginato di sentire una cosa del genere. Stai zitta e… e lei la ripete! Beh, il troppo è troppo. Ok cocca allora, se la guerra vuoi, la guerra avrai. “Lalina, per avere i bambini bisogna necessariamente farsi fecondare dal maschio. Qualsiasi animale, insetto o microbo fa così, più o meno. Così è e basta. Adesso, comunque, fammi un favore, stai zitta un attimo e mangia, tanto non ci devi proprio pensare alla fecondazione, per ora. Quando sarai grande, magari, avrai cambiato idea e, magaaaariiii, ti piacerà farti fecondare, ok? Comunque, lo si fa quando ci si vuole bene. In fondo è fare l’amore, mica menarsi a sangue!” Sguardo di pura ribellione. Posa la forchetta e alza il tono di voce: “Ma io non voglio farmi fecondare! Non ci si può fecondare da sole? Io lo faccio da sola, mi prendo il seme e me lo metto nell’ovetto e così lo faccio da sola il bambino! Non ci si può fecondare da sole?” UUUGGesùGGGiuseppeSantAnnaeMMMariaaaaa!!! Non devi ridere, non devi. Se lo fai, sei cretina e rovini tutta la didattica. NON LO FAAAREEE. E allora non lo fai, ma dentro vorresti urlare, sbatterti per terra come una tarantolata e sbavare dalle risate, ma non lo fai e allora, con un’aria assurdamente serafica e calma, dopo aver inalato un bel pò, rispondi: “Lalina, solo in casi eccezionali una donna può fare qualcosa tipo auto-fecondarsi, ma sono solo casi eccezionali nei quali l’uomo non è presente. Solo casi eccezionali.” Dementeeee! E adesso? E se adesso lei ti chiede quali sono i casi eccezionali tu che le rispondi, eh?? Cretina due volte che sei! Ma a lei non frega proprio. A lei non importa sapere dei casi eccezionali. Lei si ritiene sicuramente un caso eccezionale e salta subito alla domanda seguente: “Bene, e dove si fa questo? Dove è che ci si autoinsemina? E come si fa?” Dai Rosa, piangi. Abbi il coraggio di piangere. Arrenditi e chiedi di essere giustiziata in fretta. Se sei fortunata non usano la sedia elettrica, ma una bella mannaia, proprio là, su quella cervicale che ti sta uccidendo. Voce stanca e arresa: “Lontano da qua, Lala, molto, molto lontano.. Non so come si faccia esattamente, ma so di sicuro che ti fanno una puntura”. Azz!! Cervello sveglio, nonostante tutto, eh? Lo sai di aver avuto un lampo di genio! Lei odia le punture. È quasi certo che ‘sto discorso demente finirà qua, ora e per sempre e tu potrai morire in pace tra le braccia della dea Influenza schiantando la testa sul tavolo accanto al tuo freddo piatto di carbonara. E invece no. “Lontano, eh? Beh, se è solo una puntura non fa niente…Ma poi il bambino come esce? Voglio dire, poi ti tagliano la pancia o se ne esce da solo?” Ommadonnamiadelcarmine con tutti i santi del paradiso in fila assieme ai chierichetti! Fulminatemi ora con uno strale, vi prego! Ora!!! Ormai sei un burattino nelle sue mani, lo sai: “Non necessariamente, solo in casi eccezionali ti tagliano”. Eh, ma allora se proprio cretina! Di nuovo i casi eccezionali! E ora parlale pure del cesareo, del podalico, dell’utero retroverso e dei parti settimini! Hai visto? Hai visto dove si va a finire a fare la parte di quella che sa tutto?! Ma non hai imparato proprio niente dalla vita e, invece, anche qua, lei passa alla prossima. Si vede che Dio ti ha messo una mano in testa, pure stavolta. Allorché, lei, serissima, sbattendo la forchetta nel suo piatto vuoto dice: “Vabbè, ma io comunque non mi voglio far fecondare. A me nessuno me la deve toccare la patata. Non mi ci devono mettere dentro nulla alla mia patata. Io me la curo la mia patata, io le voglio bene, non voglio mica che me la maltrattino la mia patatina!” Emmò basta! Machissenefrega della didattica e di tutto il resto. Ma faciteme ò favooorrrr!! Schiatti. Schiatti tutta in una volta a ridere e ridi, ridi e ridi. Tossisci, ti sbatti sulla sedia e dai botte sul tavolo con la mano perché devi “sentire” che non è un sogno.. Dio quanto ridi. E lei ti guarda con aria stupitissima e si sta quasi per offendere, ma tu la previeni e dici: “Scusami, amore mio, ma proprio non ce la facevo più!! Non ti preoccupare, nessuno te la tocca la patata fino a quando non lo decidi tu, te lo prometto. Punto e basta. Anzi, fai bene! Ora non ti preoccupare, ok?” Sorride lei, sorridi tu. Siamo entrambe serene, grazie a Dio, ma lei la deve chiudere con un chiarimento: “Si, ok. Però volevo solo dire che uno se lo deve curare il suo corpo, no? Io ci tengo al mio corpo. Uno deve stare attento alle cose del suo corpo, sennò perde i denti come ha fatto papà la settimana scorsa, che non se ne è neanche accorto, e ora ha una finestra in bocca più grossa delle mie!” Ah, ecco…! Mi pareva strano, fosse mai che una volta ne succede una normale in questa famiglia?! “Già, ehm, Lala, che frutta vuoi?”

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