Regalo inatteso

S6300764

Un regalo. Un semplice regalo del destino. Succede quando meno te lo aspetti e, magari, proprio quando stai peggio messo, diciamocelo (o forse quando ne hai proprio più bisogno e qualsiasi cosa va bene, pur di sopravvivere?). Ad ogni modo, il mio regalo è stata una canzone. Una canzone che mi ha fatto iniziare a piangere come una bimba sperduta, mentre ero alla cassa del PAM, davanti ad una esterrefatta cassiera che, imbarazzatissima, non sapeva cosa fare. C’erano delle canzoni, in quel cellulare. Canzoni che non avevo caricato io. Canzoni. Semplici canzoni che aspettavano di essere cantate ed ascoltate da me. Così, cuffie alle orecchie, mentre riempivo il carrello, scivolando lentamente di scaffale in scaffale, mi lasciavo cullare dalla scoperta di note che non conoscevo o note che mi accarezzavano il cuore per l’ennesima volta. Ed è stato allora che è successo. Mentre la mia spesa scorreva sul nastro scuro della cassa, dirigendosi verso le mani nervose e automatiche della cassiera, una voce maschile, dolce, timida ma così forte e sicura allo stesso, mi riempie il cervello e inizia a cantare:

Se tu fossi nei miei occhi per un giorno
vedresti la bellezza che piena d’allegria

io trovo dentro gli occhi tuoi
ignaro se magia o realtà
Se tu fossi nel mio cuore per un giorno
potresti avere un’idea
di ciò che sento io
quando mi abbracci forte a te

E petto a petto, noi
respiriamo insieme
Protagonista del tuo amor
non so se sia magia o realtà

Se tu fossi nella mia anima, un giorno
sapresti cosa sento in me
che m’innamorai da quell’istante insieme a te
e cio che provo è solamente Amore

Da quell’istante insieme a te
e cio che provo è solamente Amore

Ammetto la mia ignoranza. Non la conoscevo. Non ho mai visto Cinema Paradiso. Non mi ricordo perchè, ma non l’ho visto. Questa canzone? Questa canzone è ciò in cui credo e non pensavo che qualcuno fosse riuscito a metterlo in parole. Ci si prova sempre, ma non ci si riesce mai. Un regalo. Un bellissimo regalo tra le cui note potrò accoccolarmi, nei momenti peggiori (e ce ne saranno) e stringermi a me stessa, magari piangendo e disperandomi, ma consapevole del fatto che esiste.

Sai, un uomo, una volta, mi raccontò della sua consapevolezza, quando era in auto, di ciò che succedeva nel suo animo quando ascoltava della musica che gli dava un’emozione. In quel momento tutto ciò che era attorno a lui sembrava assumere un’aspetto diverso, bello, attraente, amorevole, legato, comunque, alla musica che stava ascoltando. Mi trovai d’accordo con lui e in quel momento ricordai una cosa che mi era successa a Londra. Ipod? Cellulare? Musica stereo che esce dai muri? No, all’epoca erano usciti i primi walkman. Io ero a Londra, da sola, dispersa, impaurita, ma coraggiosa e intenzionata a rimanere per riuscire a fare qualcosa della mia vita. L’unico mio compagno, nelle giornate di solitudine immensa in quella megalopoli, era quel walkman della Sony che ancora custodisco gelosamente. Stavo tornando da Piccadilly, giù nella metropolitana. Le maioliche coloratissime di quella metropolitana mi hanno sempre affascinato. Ero stata da Our Price e avevo comprato una cassetta di Mariah Carey. L’avevo messa dentro aspettandomi musica blues, soul, ritmica e assordante, ma niente. Pensai che era rotto. Senza guardare aumentai il volume, ma niente. Non lo tirai fuori dalla mia giacca perchè la scala mobile era ripidissima e io non mi ci ero ancora abituata e là lo lasciai, dimenticandomene per qualche secondo. E’ stato là che è successo, alla fine della scala mobile di Piccadilly. Una musica mi invase le orecchie come se dei marziani stessero atterrando sulla terra, mentre un vento caldo mi accarezzava i capelli e tutto tremava attorno a me e sotto i miei piedi. La canzone era “Vision of Love” :

Treated me kind
Sweet destiny
Carried me through desperation
To the one that was waiting for me
It took so long
Still I believed
Somehow the one that I needed
Would find me eventually

I had a vision of love
And it was all that you’ve given to me

Prayed through the nights
Felt so alone
Suffered from alienation
Carried the weight on my own

Had to be strong
So I believed
And now I know I’ve succeeded
In finding the place I conceived

I had a vision of love (ooooh)
And it was all that you’ve given to me
I had a vision of love (ooooh)
And it was all that you’ve given me

I’ve realized a dream
And I visualized
The love that came to be
Feel so alive
I’m so thankful that I received
The answer that heaven has sent down to me

You treated me kind (yeah)
Sweet destiny (I’m so glad that you did)
And I’ll be eternally grateful
Holding you so close to me
Prayed through the nights
So faithfully
Knowing the one that I needed
Would find me eventually (would find me)

I had a vision of love
And it was all that you’ve given to me
I had a vision of love
And it was all that you turned out to be

L’inizio è stupendamente magico. Quello che mi tremava intorno e sotto i piedi era la banchina della Piccadilly line perchè stava arrivando il treno che spingeva l’aria calda delle gallerie verso il marciapiede. Strane combinazioni del cuore o strane illusioni dell’anima. Ad ogni modo, che succeda al PAM o nella Piccadilly Line, la vita ti sorprende proprio quando meno te lo aspetti. E io sto ancora aspettando…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...