Che c…o di Karma!

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Io ci credo nel karma. Sai quelli che dicono che se fai una cosa cattiva o buona, in questa vita, di sicuro ti ritorna indietro nella prossima? Ecco, io ci credo. Ci credo ancora di più della croccanteria delle nuggets del McDonalds, se mai si può trovare qualcosa di più croccante (uhm… forse i ciccioli frolli modenesi?). Ad ogni modo, io ci credo; ma credo anche di avere avuto il culo di sperimentare qua, in questa vita, il mio prossimo karma (sempre più avanti di tutti gli altri, io…). Una volta, quando ero all’università e facevo la baby sitter per una famiglia milanese molto facoltosa feci una cosa della quale non sono mai andata orgogliosa. Mai. Li lasciai di punto in bianco, da un giorno all’altro. Io ai bambini ci tenevo tantissimo. Il piccolino aveva solo due mesi e lo curavo come fosse mio figlio, dalle 7 di mattina alle tre di pomeriggio, assieme a sua sorella di 10. Erano bellissimi, ma… Ma i genitori erano di un tirchio assurdo e così severi con la bambina che io proprio non sopportavo di essere presente a certi loro comportamenti. Così, un giorno, non andai più. Così, di punto in bianco. Lei mi chiamò, mi supplicò di andare almeno per ancora una settimana. Mi disse che aveva bisogno di me perchè quella sera doveva andare a teatro e non sapeva a chi mollare i bambini (proprio così, disse “mollare”). Che gente… Gente che non sa cosa ha in mano. Gente che soffre per avere figli che non avrà mai e gente che ne ha così facilmente e li butta nelle mani del destino, della vita senza alcuna cura. Non ci andai. Sai cosa successe più o meno 15 anni dopo? La mia baby sitter (ragazza sarda molto, molto carina e gentile) mi mollò nella più assoluta merda (in tutti i sensi) lasciandomi da un giorno all’altro senza qualcuno che stesse con Lala che aveva, all’epoca, solo 6 mesi. Marò… Se ci penso. Mica mi lasciò perchè ero stronza, neh? Mi lasciò perchè, lei e mio marito litigavano sul modo di fare le cose. Beh, non sai quante volte ho pensato che me la sono meritata. Non l’ho mai accusata, ma ho avuto la prima prova che, se ci pensi bene, non devi mica aspettare la prossima vita per vederti sbattere in faccia le bastardate che hai fatto. E quella non fu la prima volta. Bisogna avere più prove per poter dare atto delle proprie affermazioni, giusto? Ed ecco la prossima. Londra, anni ’80, ragazza nel pieno della sua gioventù, vita libera, amicizie da tutto il mondo, discoteca, lavoro, gioie, dolori, nebbia, amori e delusioni. Durante una festa le presentano un ragazzo dagli occhi stupendamente neri e dolci. Lei è triste perchè ha appena chiuso con uno egoista e stronzo e ha bisogno di ridere e stare bene. Iniziano a parlare. Lei, si sa, ha un carattere simpatico e “avvolgente” e lui si lascia avvolgere, come nelle spire di un serpente che male non ti farà, ma qualche cicatrice te la lascerà. Niente sesso, niente cose strane. Si frequentano, passeggiano, parlano, ridono, parlano e ridono ancora. Si rincorrono nella nebbia di Londra, spessa e grigia, perchè a lei era venuta l’idea. Lui ci prova, lei non lo lascia fare perchè, comunque, ha ancora nel cuore l’altro. Lui cerca di farle capire il concetto di “chiodo schiaccia chiodo”, lei gli dice che non funzionerebbe e, da un giorno all’altro, non si fa più trovare. Non c’erano i cellulari. Non aveva il telefono a casa. Una sera, accostandosi alla finestra per guardare fuori, mentre pioveva (lei adora la pioggia), lo vede. Là, nel buio freddo londinese c’è lui. Appoggiato ad un lampione, senza ombrello, guarda alla sua finestra. Lei scappa via dalla finestra. Tante sere, per mesi, lui rimase là, fino a quando lei non spegneva la luce per andare a letto e nel buio della notte si accostava alla finestra, spostava un pochino la tenda e lo vedeva andare via, mesto, camminando lentamente verso Shepherd’s Bush Road. Che bastarda. Quale inenarrabile bastarda fu lei. In tanti andarono da lei riportando la disperazione del ragazzo dagli occhi neri dolci, ma lei non era interessata. Qualcuno le disse che, un giorno, perchè non riusciva a dimenticarla, lui aveva deciso di lasciare lavoro e amici e tornarsene al suo paese… Lontanissimo da lei. Sai una cosa? Non ci avevo mai pensato, ma quel fottutissimo Karma ha colpito ancora. Se ci sto male? Si, che cacchio, si. Però, ho almeno una soddisfazione, non posso mica essere l’unica sfigata a vedersele tornare indietro in questa vita, no? E così, spero, spero immensamente nella bontà karmica per chi so io. Ma ora, nella luce del tramonto, mentre sto scrivendo, sto anche facendo il conto, spannometricamente, delle bastardate che ho fatto fino ad ora e ho solo una consolazione: mica tante, anzi. O forse vale pure quando non cedetti all’irlandese che si era fatto tatuare una rosa di 20 cm di diametro sulla schiena, per me???

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