Nel mio letto, no!

517-russare

Si è svegliata male, mia figlia, stamattina. “Papà ha russato di nuovo, stanotte. L’ho sentito dalla mia cameretta. Questa storia deve finire, mamma, io non ce la faccio più!” Mi vien da ridere. Questa storia, nella mia camera da letto, è finita da un pò di anni. Sai quando, innamorati, piccioncini, carini-carini, ci si addormenta tutte le notti stretti, abbracciati e beati nella posizione del cucchiaio? Beh, con lui è durata circa un anno e poi è iniziato l’inferno. Oramai, sono 15 anni che mi ritrovo accanto l’orso Yoghi con l’accento milanese e, ogni volta che lo guardo, mi vien da ridere. Ora, rido. Allora? Allora pensavo di essere l’unica donna al mondo ad avere nel letto un rombante motore di Ferrari che andava a intermittenza. La cosa più brutta è avere accanto uno che soffre di apnea notturna e ti dice (quando glielo fai notare) “Ma fammi il favore! Voi napoletani dovete sempre fare le scene isteriche. Che apnea e apnea! Ho solo mangiato un pochino pesante!” Ah, si?? Beh, pesante ‘na mazza! Per russare così dovresti esserti mangiato un mammouth con tutte le ossa, per cena! E poi si incazza e mi dice: “E non ti permettere più di svegliarmi per farmi girare sul fianco!” Ora, con tutto il rispetto e l’affetto del mondo, dimmi tu che razza di vita una può fare! Io le ho provate davvero tutte. Marò, come si arrabbiò quella volta che sperimentai il suggerimento di sua madre: “Rosa, tu prendi una spazzola e mettigliela dietro la schiena, quando dorme sul fianco. Così, quando lui si gira per mettersi a pancia in su, che lo sappiamo che è la posizione che lo fa russare, lui sente la spazzola e ritorna sul fianco.” Oh, la disperazione fa fare cose strane, lo sai? La spazzola aveva i dentini di legno che gli si conficcarono nella schiena alla prima girata. Uè! Mica era colpa mia??!! Pure là, le mie generazioni napoletane furono insultate fino a quella più vicino a Mosè. E pensare che una suocera mantovana me l’aveva suggerito. Già là, avrei dovuto capire 🙂 Comunque, ho letto che se uno va in apnea per più di 15 secondi, rischia di danneggiare parti importantissime del proprio cervello! Certo che, guardandoti, il danno oramai è fatto, diciamolo 🙂 ma io mi sveglio mentre tu russi. Io aspetto con ansia che tu vada in apnea (perchè, che tu ci voglia credere o no, my darling milanese, in apnea ci vai e ho le registrazioni che lo provano!) e là è il delirio. Io, con il terrore addosso, inizio a contare i secondi di silenzio assoluto delle tue narici e dei tuoi polmoni: 1) marò, ma chi me l’ha fatto fare 2) marò, ma che notte schifosa 3) marò, ma così io sclero 4) e questo non respira più… 5) marò, ma non mi potevo mettere i tappini? 6) ok, se al decimo non respira ancora, gli dò un pizzicotto e sto ferma così pensa che sono le zanzare 7) marò, ma che suònn 8) ma è scemo?? non respira ancora!! 9) oddio, si avvicina il decimo secondo 10) il disgraziato respira! e io mi lascio andare.. Ecco, tu immagina ‘sta cosa per cinque, sei, sette volte a notte. Altro che il dolce talamo nunziale! A volte, succede che al decimo secondo io il pizzicotto glielo dò e lui si gira e ricomincia a respirare. In quel preciso momento, vorrei avere una mazzuola per dargliela in testa perchè non mi ringrazia nemmeno, che gli ho salvato un pezzo di cervello! Ma che ci vuoi fare… Così, tra una notte di M e una di MM si va avanti fino a quando… Fino a quando, una sera, lui va a suonare e io guardo un bellissimo film di tanti anni fa, dove ci sono delle persone che si “auto-uccidono” per andare dall’altra parte e sperimentare la morte, per poi tornare indietro e raccontarlo al mondo; scienziati che sperano di trovare il segreto del post-mortem. Forse c’era pure Julia Roberts (che mi piace tanto) e uno biondo che pure lui mi piace tanto. Beh, io mi vedo ‘sto film dove si ammazzano e si rianimano in tutte le maniere per evitare il danno cerebrale e la morte, ovviamente. Vado a letto pensando che la gente è proprio cretina, và.. Ci sono persone che combattono la morte ogni attimo della loro vita e questi pirla qua, invece, la cercano, vabbè. Quando lui va a suonare, di solito, torna tardissimo. Arriva proprio quando io sono nella mia fase REM profondissima che più profonda non si può. A volte mi vien da pensare a quando, all’inizio, lo aspettavo e lui… Lui si addormentava di sasso 😦 bella figata… Una volta si è addormentato così di sasso che io sono rimasta là, alle tre di mattina, a leggere un libro e, tutto ad un tratto, lui inizia a russare (e vabbè) e poi a parlare (si, vabbè) e poi, orrore!, si alza sul letto, tutto nudo, e inizia a urlare, con gli occhi spalancati: “Dai, maledetto! Dai! Vieni qua che ti infilzo con questo coso!!” Dire che mi è venuto male, è dire poco. Stava nel mezzo del letto, in posa come uno dei tre moschettieri in versione nudista, urlando che voleva infilzare qualcuno con il “coso” e che lui era pronto a tutto. Beh, io no, lo ammetto. Ora, al pensiero, mi vien da ridere ma, allora, ero paralizzata sul letto e pensavo che mamma me lo aveva detto che gli uomini sò strani… Ma lui continuava a urlare “Ti uccidooo!!” muovendosi sul letto come se fosse su un campo di guerra mentre io cercavo di schivarlo. Al che, sai cosa ho fatto? Ho pensato che non si devono svegliare, no? E così, gli ho parlato piano piano e gli ho detto: “Scusami, va bene, hai vinto tu, mi arrendo. Il tuo coso è più forte del mio..” e sai cosa è successo? Lui si gira, mi guarda esterrefatto e mi dice: “Che ci fai ancora sveglia? Perchè non dormi? Possibile che tu non la smetta mai di leggere quei maledetti libri di Steven King? Ma và a dormire, và!” poi si è steso e si è girato dall’altra parte a russare! Oh, porca la miseria! Beh, anni dopo, quella sera che avevo visto il film di Julia Roberts, pensavo a tante cose e pure a questa e me ne sono andata a dormire ringraziando Dio che lui non ci fosse (amore e passione, sappiatelo, giovani amanti, si dileguano dopo le prime notti insonni 🙂 ). Anche quella notte è tornato tardi, ma io, ormai, dormivo della grossa. Fino a quando ha iniziato a russare. Marò, quanto russava! Ho fatto tre o quattro contate, lo ammetto, e dopo il decimo secondo, lui ricominciava a respirare. Alla quinta volta (o giù di lì) che lui ha ricominciato a russare,  io stavo ancora dormendo e così lui ha continuato il suo ciclo andando in apnea senza che io me ne accorgessi. Non so perchè, (sarà stato l’insolito silenzio) mi sveglio che lui non respira. Orrore! Non potevo sapere da quanto tempo non respirasse, no? Mi è venuto un coccolone. E cosa potevo fare? Mica potevo rimanere là, come una scema, ad aspettare che l’apnea gli succhiasse via tutto il cervello e mi lasciasse un orso Bubu?? Non so come, mi sono ricordata che nel film di quella sera uno saltava a cavalcioni di un altro (o qualcosa del genere) e gli batteva forte sul petto per farlo respirare. 😦 Ebbene si, non startelo nemmeno a chiedere… Io, con i miei dolci 70 chili, sono zompata addosso all’orso Yoghi e ho cominciato a menarlo sul petto urlando: “Respira! Marcoooo!!! Respira, maledetto, respira!!” Marò. 😦 Non l’ho mai visto così incazzato 🙂 🙂 Tu provaci. Provaci ad andare a dormire dopo aver suonato fino alle tre di mattina. Provaci ad entrare nel letto e ringraziare Dio di aver creato il solido materasso, il morbido cuscino, le profumate lenzuola. Chiudi gli occhi serenamente e poi… poi, tutto ad un tratto, svegliati con tua moglie che ti prende a pugni sul petto urlando: “Respira, maledetto, respira!” Cosa ha fatto? Mi ha semplicemente catapultata dall’altra parte della camera con una mossa sola (100 kg per 1.85m, l’orso Yoghi…). Me ne ha dette così tante che non le posso ripetere, perchè questo blog è raccomandato, ma basti solo sapere che molte parolacce non le conoscevo e che, a un certo punto mi ha dato perfino dell’indemoniata! 🙂 Beh, da allora, lui non dorme più con me 🙂 Ecco, l’esperienza insegna, giusto? Oh, sante donne che avete un marito che russa come un trombone e non ne vuole sapere di farsi curare perchè dice che siete delle terrone che esagerate o che non vuole andarsene a dormire da un’altra parte perchè dice che non ce n’è bisogno: saltategli addosso e prendetelo a pugni nel petto. Credetemi, funziona! Ora? Ora io dormo nel mio bellissimo letto dell’Ikea e mi rilasso da Dio. Ora lui dorme nel suo bellissimo letto ortopedico dell’Ikea, lontano dalla mia camera da letto, ma accanto a quella di Laura 😦 e, lo ammetto, qualche volta (rarissimamente, però) si sente davvero. Cosa farò? Mmmm… Non lo so, potrei dire a Laura di saltargli sul petto urlando: “Respira, maledetto, respira!!” 🙂 😉

3 pensieri riguardo “Nel mio letto, no!

  1. allora ha ragione chi dice che i letti separati in camere separate sono la soluzione ideale?!. anche mia moglie russa, ma io non ho il coraggio di dirglielo in quanto dorme così poco che mi sembra grande sentirla dormire e mi guardo bene dal muoverla. a volte, sicuramente, russerò anch’io; non so; ricordo che in passato lei si era lamentata in qualche occasione; o si è abituata, o si è rassegnata o si è stufata di lamentarsene; uno di questi giorni mi devo ricordare di chiederglielo. beh, cmq l’importante è trovare un punto d’incontro e di equilibrio. se non altro tua figlia conosce già il problema; ciao albix

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    1. Sì, letti separati in camere separate sono la soluzione ideale davvero. Se non hai un’altra camera, mettila in salotto o in qualsiasi altra camera. Non sai quanto meglio si dorme e, magari, si va pure d’accordo ;-)…

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