Il potere della scopa

Sabato pomeriggio… Passerotto non andare viaaaa…

Ci sono stati dei momenti, nella mia vita, in cui, il sabato, non facevo un’emerita mazza. Sono sicura che ci sono stati. Ci devono essere stati. Il problema è che non me li ricordo 😦 Mi piacerebbe sapere quante donne si svegliano il sabato mattina (magari pure tardi, ammettiamolo) e, con la divisa da agente segreto dello SWAT casalingo (mollette al capo, pantaloni della tuta, t-shirt disfatta dall’usura, scopa alla mano e pantofole amiche di tante polverose avventure) si inerpicano su per gli irti colli delle pulizie del week-end. Io vorrei proprio sapere quante sono. Milioni, probabilmente. Io sono una di loro e dico solo una cosa: FA SCHIFO FARE LE PULIZIE!!! FA SCHIFO FARE LE PULIZIE ED E’ UNA GRANDISSIMA PERDITA DI TEMPO PERCHE’, TANTO, GLI ACARI SI MOLTIPLICANO ALLA VELOCITA’ DELLA LUCE E I MICROBI PURE!! 😦 Sai la pubblicità di quell’enorme gomitolo di polvere che, valigia alla mano, si allontana dalla casa della signora che ha appena usato quel mitico detersivo? Ecco, io vorrei andare a casa di quello che gli è venuta in mente una pirlata di pubblicità del genere e gli vorrei dire che quel gomitolo di polvere si è trasferito a casa mia e che il suo detersivo NON FUNZIONA!! A chi mi dice che stirare non è un problema, perchè si può guardare la televisione mentre lo si fa, io rispondo che ci ho provato e: 1) non sono riuscita a vedere niente della puntata di CSI dove Grissom baciava Sara perchè ero troppo intenta a mettere il Foille sulla mano sinistra.. 😦 2) io odio stirare, odio stirare, odio stirare e, nel caso non si fosse capito: IO ODIO STIRARE! Certo, si può chiedere a qualcuno di farlo per te, ma tu lo sai quanto costa? E poi devi assumerli, no? E quante delle signore dei milioni di cui sopra se lo possono permettere? Poche, credo, perchè mica può venire una volta al mese ad aiutarti, no? L’unica volta che qualcuno è venuto ad aiutarmi (una gentilissima signora egiziana, prestatami dalla mia portinaia) è stato quando mi sono rotta il tendine giocando a pallavolo e non potevo nemmeno andare bene al gabinetto, con l’ingessatura, le stampelle e la sedia a rotelle che mi impedivano perfino di dire ahia. Tre mesi. Sono stati tre mesi di passione e d’amore puliziesco per me e la signora. Lei era così gentile. Io le ero così grata. Poi, il gesso me lo hanno tolto. Poi io ho ripreso la mano in casa e non me la sentivo di dirle di andarsene via perchè sapevo che ne aveva bisogno. Così, lei arrivava e l’unica cosa che doveva fare era di ripassare là dove ero già passata io. 🙂 Sì, lo so, sono strana. Beh, successe che dopo qualche settimana di “ripasso” lei mi chiamò e mi disse: “Rosa, io credi che tu non avere più bisogno di me. Io sapere tu brava pulizie ora. Scusi, io non venire più.” Che donna, che grande donna. Piansi un pochino, lo ammetto. Ed ecco che, da allora, faccio io i lavori in casa, di nuovo 😦 Ogni volta che prendo la scopa per pulire casa, penso la stessa cosa; sempre la stessa cosa. Ci sono quei test sui giornali o quelle domande sui giornali che dicono: dimmi chi vorresti essere e ti dirò chi sei. Ti mettono davanti Cleopatra, la reggina ‘Lisabbetta, Marylin Monroe, Albert Einstein, Papa Giovanni, Adolf Hitler. Che cacchiata. Così palese, la scelta. Così palese, il risultato. Mai che ci mettessero quella che dico io. Chi? Stammi a sentire: una volta, qualche anno fa, chiesi a mia nipote che cosa volesse diventare da grande. Lei mi rispose, serenamente e con un sorriso da qua a là: “Io voglio fare Giada de Blanck, zia!” “Uè! 🙂 questa sì che ha capito tutto della vita!” disse mia mamma. 🙂 Cosa risposi io? Beh, pensai molte cose. Pensai che la televisione era una cosa dannosissima e che mia sorella non avrebbe dovuto permettere a mia nipote di vedere quella trasmissione (anche se io l’ho vista tutta, quell’edizione, perchè Walter Nudo è un figo assurdo e volevo che vincesse; a tal punto che ho mandato 10 sms la sera della finale!) 😉 Poi mi girai verso mia figlia e le feci la stessa domanda. Al che lei rispose con lo stesso sorriso di sua cugina: “Vorrei fare la biologa marina, mamma, ma solo all’Antartico!” Marò… :-/ Zitta, stetti, no? Poi pensai che la televisione era una cosa dannosissima e che mio marito non avrebbe dovuto permettere a nostra figlia di guardare tutti quei documentari (anche se io tengo come una reliquia una videocassetta del 1985, che comprai su una bancarella a Londra, che spiega come si diventa una donna giraffa!) 🙂 Finita questa serie di pensieri, stringo stretta la scopa e poi concludo il mio ragionamento così: mi immagino seduta nello studio di Pippo Baudo, la domenica. Lui viene verso di me con il suo passo chilometrico, i capelli con una assurda ed evidente ricrescita canuta e mi vuole intervistare. La prima domanda che mi fa è: “Chi vorresti essere, Rosa?” Oh, io faccio lo stesso sorriso di mia nipote e mia figlia e dico: “IO VOGLIO ESSERE MARY POPPINS!!!!”

poppins4Io, con tutto il mio cuore, tutta la mia anima, tutto il mio fegato e ce mettimm pure à curatèlla, voglio essere la signora con il cappello floscio e l’ombrello col manico di corno! Vi prego, vi prego, vi prego! Trasformatemi! Oraaa! Quel film è una cosa stupenda, per me. Guarderei milioni di volte la stessa scena. Quella in cui tutte le cose vanno al loro posto solo perchè lei glielo dice, di farlo. Marò, che sogno. Marò, che cosa stupenda sarebbe. E invece? Invece mi ritrovo qua, con questa scopa in mano e i magici stracci della Vileda che ti promettono di farti fare solo una passata e tutto è lucido quando, poi, devi pulire tre volte di più perchè lo straccio della Vileda sporca più dello sporco che vuoi eradicare, con tutti i maledetti pelucchi che si porta dietro! Ah, ma cosa ne sapete, voi uomini, dello stress da pulizie di casa?? Una volta, signori, noi restavamo a casa a fare le pulizie e tutto finiva là. Potevamo, poi, dedicarci a creare manicaretti per il nostro uomo, curare il nostro corpo (sempre per quell’uomo), aiutare i nostri figli, frequentare le amiche, indugiare nei nostri hobby e, se volevamo, ma solo se lo volevamo, potevamo trovarci un lavoro. Grazie Erica Jong, grazie! E grazie per esserti ricreduta, dopo che hai fatto il danno… L’ho letto il tuo articolo sull’amore eterno e sul nuovo ruolo delle donne nel mondo. 😦 Si, lo ammetto (e non me ne frega niente di tirarmi indietro tutte le femministe del mondo) io voglio fare la casalinga che “solo casalinga” non è! E, come me, ci sono migliaia di altre donne nella mia situazione. Io voglio che mio marito guadagni come me e lui messi assieme, così da potermi permettere di non lavorare tre volte di più di lui e far sembrare al mondo che faccio solo la metà. Perchè?? Mò te lo spiego io! Io lavoro fuori di casa (lavoro che mi piace) e prendo uno stipendio. Poi vengo a casa e faccio ben tre lavori (accertati) in più e nessuno, ripeto, nessuno mi paga per nessuno di questi tre lavori, anzi, mi viene detto che divento un’indemoniata, il sabato! Ma dimmi tu! Uè, à bello de San Sirooo!! Ma tu lo sai che una cuoca, in un ristorante, si becca, come minimo, 2000 euro al mese? E tu lo sai che una donna delle pulizie si becca, almeno (nero o non nero) 800 euro al mese? E tu lo sai che una baby-sitter si becca 1000 euro al mese? E non ti metto “quell’altra cosa” perchè i prezzi non li so!! Ma dimmi se è possibile. Io indemoniata? Ma tu sì scèm ‘ncapa! Lui arriva a casa giusto quando sto per accingermi a pulire il gabinetto e dice: “Che stai facendo? Posso?” Che sto facendo? Niente. Sai, mi stavo lucidando lo smalto con la nuova spugnetta verde e gialla dell’Esselunga mentre aspettavo che la maschera di bellezza di polvere e grasso si seccasse e, toh, mi è caduta la rivista Giovani e Belle proprio nel cesso!! Puoi? Puoi cosa? Tienitèla! Vai al bar! Vai dal vicino! Torna in ufficio! Vai addò vuò tu ma lièvt à naaanzzz!! Io non capisco, maledizione, come faccia ad arrivare proprio in quel momento! Eppure, lo giuro, ho cambiato il giro delle camere più volte, ma lui arriva sempre quando sto per inginocchiarmi davanti al sacro contenitore di ceramica ed iniziare a deliziarmi ad esplorare le sue recondite intercapedini con spugna e TOT al limone verde o qualsiasi altro detersivo il quale, ammiccandomi dagli scaffali e promettendomi un gabinetto splendido, si fa comprare da me. Compro sempre tanti detersivi, lo so. E pure là, la prima volta, ha avuto da ridire. Quando io vado al mare con Laura, lui resta da solo a Milano. Oh, dolce la vita a San Siro, senza la moglie e la figlia che ti assillano, neh? Beh, però, quando io parto gli dico sempre la stessa cosa: “Per favore, quando torno, tutto deve essere come l’ho lasciato, pulito e lindo, ok?” “Certo” risponde lui “non dubitare!” E chi dubita? E’ stato così che, la prima volta che è rimasto a casa e io ero nel mezzo dell’ultima passeggiata con Laura sulla spiaggia, prima di tornare a Milano, lui chiama disperato dicendo: “Ma Signùùrrr! Ma dove è che hai messo lo straccio per lavare a terra e lo Spic e Span?? Possibile mai che in questa casa non si trovi mai nulla??” Sai lo sguardo di un ebete al quale hanno chiesto la formula per trasformare il piombo in oro? Ecco, quella ero io. Spic e Span? Straccio per lavare a terra? Amoreee, ma svegliati! Magari, vuoi pure sapere dove ho messo la cenere e il secchio di ferro con il pezzo di legno rigato per lavarti le mutande?? E’ stato così, che la mia dolce metà, ha scoperto l’esistenza del mitico Mocio Vileda, del secchio auto-strizzante e dei detersivi di nuova generazione con le particelle radioattive che puliscono là dove nemmeno tu vedi che c’è lo sporco… 🙂 Uomini, mah… Chi può farne a meno? Fosse anche solo per sentirti un pò più intelligente in situazioni simili 🙂 🙂

Sì, lo so. Sei ancora fermo alla cosa di Erica Jong. E allora te la spiego meglio, così non mi dai della cretina senza capire. Erica Jong è quella signora che ha osannato, ventenni fa, la libertà delle donne, colei per la quale milioni di mutandine si sono fatte bruciare in nome della libertà sessuale erroneamente confusa con la libertà vera e propria etc… Premetto che sono d’accordo (fino a un certo punto), ma penso pure che abbiamo esagerato. Non sto insultando le suffragette o le donne che hanno combattuto per i nostri diritti. Dico solo che tutto quello che è arrivato qua è stato il seguente sbagliatissimo riassunto: vuoi la parità? vuoi fare le cose che fanno gli uomini? vuoi avere gli stessi diritti? Ok, noi te li diamo. No, bello! Scusa ma tu non me li hai dati e tu non me li dovevi dare perchè io ce li avevo già. Tu mi hai dato gli stessi doveri e nessuno, e sottolineo nessuno, dei piaceri che ti arroghi solo tu. Io lavoro, mi faccio il mazzo in quattro, porto lo stipendio a casa e, in più, devo fare le stesse cose di prima ma, IN PIU’, capisci? Non è che posso fare come te: arrivare a casa, togliermi la giacca, sbattermi sopra il divano e aspettare che la cena sia pronta. L’idea di libertà delle donne che è arrivata da questa parte è, dunque: avete la libertà di fare pure (oltre a quello che già fate) quello che facciamo noi e pure con uno stipendio minore del nostro. Ed ecco la pirla che monta i mobili dell’Ikea, ripara il muretto del terrazzo, imbianca le pareti, tiene i conti, paga le bollette, cambia le lampadine, cerca di chiudere con cacciaviti e pinze quel maledetto ombrellone che sta sul terrazzo e non ne vuole sapere di chiudersi e, delizia delle delizie, ti prepara i sacchi della pattumiera che tu, baldo cavaliere, ti degni di andare a buttare! Parità?? Ma facìtem ò favoooorrrr!!!!

Infine: la sai una cosa? Io sto allenando una guerriera. Mia cognata sta allenando un guerriero (me l’ha detto lei). Sembra, quasi, che ci siamo messe tutte d’accordo perchè, dovunque io mi guardi e qualsiasi cosa io senta dalle mamme della mia generazione, tutte la pensano allo stesso modo. Io, a mia figlia, sto dicendo, da ancora prima che nascesse, che suo marito DEVE aiutarla a fare TUTTE le pulizie di casa perchè, altrimenti, non è un uomo. Mia cognata sta facendo la stessa cosa, gliel’ho sentito dire, con mio nipote. Dunque, ciò che ne verrà fuori, miei cari, sarà una generazione di GENTE (non uomini o donne, ma GENTE e questa, per me, è parità) che si aiuta e che avrà imparato a condividere il potere (e il piacere) della scopa e dei suoi affini. Lo so, lo so… Ce ne sono di uomini che aiutano, lo so. Peccato, però, che io non ne conosca. Peccato che si contano sulle dita di una mano e peccato che non ne ho sposato uno perciò… Perciò, complimenti, continuate così e divulgate la lieta novella del Mocio Vileda e del secchio auto-strizzante. Dio ha già preparato il vostro angolino in Paradiso, ne sono sicura! 🙂29901-clip-art-graphic-of-a-man-using-a-dustpan-and-broom-to-clean-up-a-mess-on-the-floor-by-djart

6 pensieri riguardo “Il potere della scopa

  1. Complimenti per il blog 🙂 posso dirti che mio marito fa parte di quei mariti che aiutano in casa (pensa che cambia pure il pannolino al piccolo compresa di materialeorganicodegradabile ma una volta l’ho quasi trovato con i guanti) ma ancora non stira quindi non avendo qualcuno che fa cio’, mi tocca e io ODIO stirare!!:DD e comunque anche se aiuta il “tocco” maschile si nota 😉 saluti siculi Zagara.

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  2. ma si può stirare guardando il televisore, com’è che non ci riesci?
    guarda, io metto tutte le cose asciutte, belle piegate, sotto il materasso… poi mi ci distendo sopra e mi guardo un film… oddio, non escono fuori proprio perfette, ma bisogna sapersi accontentare… magari sbaglio l’appretto… 🙂

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