Ode (no!) a San Siro

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Tu chiedimelo. Tu chiedimi quando ha vinto l’Inter e io ti dirò esattamente quando. Non è perchè io sia interista, figurati. E nemmeno perchè sono milanista, arifigurati. E nemmeno perchè sono una calciopatita, aririfigurati. Lo so perchè io e un milanista, che non conosco (e deve pregare il buon Signore che io non lo conosca mai) abbiamo un rapporto a dir poco etere (si, etere)-carnale. Lo so, perchè, ogni volta (più o meno) che l’inter ha vinto, quel maledetto milanista mi ha comunicato, a modo suo, di non aver digerito la vittoria dei nero azzurri. Come mai? Beh, diciamo che lui mi lascia dei regali ogni volta che succede, il pirla rossonero che non è altro. La prima volta fu circa 12 anni fa; era un lunedì mattina e, arrivando davanti alla mia auto per andare in ufficio, cosa ti vedo? Tutti e due i miei tergicristalli erano divelti, sradicati dal loro posto. 😦 Sono sicura che hanno combattuto, hanno resistito, hanno urlato il loro dolore, i due poveretti, ma, alla fine, gli è toccato soccombere all’ira funesta del pirla milanista. E vabbè, pensai, qualche cretino. E sostituii i tergicristalli. Poi, iniziò a scomparire l’antenna. Tu non sai quanto costa l’antenna di una Panda del ’97. Tanto, troppo, per me che l’ho dovuta comprare almeno tre volte prima di risolvere l’inimmaginabile quiz pallonistico. Me lo fece notare Marco. E dire che, mai nella mia vita, ci avrei pensato… Secondo me, a chi vengono certe cose in mente, prima o poi, deve averle fatte. Forse è per questo che fu arrestato in Turchia, prima di conoscermi, quando andò a vedere il Milan giocare, ma non lo sapremo mai. Ogni volta che gli chiedo come mai l’hanno arrestato quando è andato a vedere il Milan, lui mi dice: “Cose da giovani, lassa perde…” Vabbè, ad ogni modo, il disgraziato sconosciuto, ogni qual volta che il Milan perdeva, se la pigliava con la mia auto e mi rubava l’antenna. Quante volte gli ho augurato di infilarsela dove dico io. Quante volte, piena di rabbia, ho immaginato che, con la mia antenna, qualcuno gli facesse una bella uretroscopia o, meglio ancora, una rettoscopia con andirivieni continuo e senza vaselina per almeno cinque ore! Da allora, ho pregato Dio che i suoi gusti di vendetta rimanessero ancorati alle antenne delle auto dei poveri San Siresi e sai cosa ho fatto? Ogni venerdì sera, di ritorno dall’ufficio, ho svitato l’antenna. 🙂 Poi, qualche anno dopo, qualche disgraziato come lui, ha pensato bene di far fare le partite pure il mercoledì! Maddico io!! 😦 Ma allora non avete nessun criterio?? Dimmi chi ha deciso questa cosa! Dimmi il suo nome e dimmi dove abita, che vado ad aspettarlo sotto casa sua e faccio un regalino alla sua, di auto! E comunque, eccomi qua, a togliere l’antenna pure il mercoledì. E, quando, la mattina dopo, prima di avviare, accendo la radio e sento Radio Maria invece di Radio Due, tiro due “Porcalazozzainfameladraeguasta”, esco fuori (caldo, freddo, pioggia o neve che ci sia) e riavvito l’antenna. Ragazzo/uomo/vecchio/donna che tu sia, sappi solo una cosa: se ti becco, ti spezzo le ossa in così tanti pezzettini che per rimetterli assieme dovranno chiedere l’aiuto degli anatomopatologo di CSI Las Vegas e New York messi assieme!!! Mò? Mò che l’inter ha vinto, sento i clacson impazziti, la gente che urla e i motorini che strombazzano. Dentro di me, però, gioisco e non per la vittoria calcistica, ma perchè l’antenna, ieri, mi sono ricordata di svitarla, tiè! 🙂 Gioie e dolori di una casa accanto allo stadio, dovrei chiamare questo post. Sai cosa vuol dire vivere a pochi metri da uno stadio dove fanno pure i concerti? Vuol dire sentirseli tutti senza dover pagare il biglietto 🙂 si, ma vuol dire pure preparare la valigia nei momenti più impensati. Perchè? Senti questa: una calda sera d’estate di un pò di anni fa mi trovavo sul divano a guardare un film. Marco era andato a suonare e Laura dormiva. Avevo visto un pò di andirivieni sulla strada principale che porta allo stadio (la mia), ma non ci avevo fatto più di tanto caso. Beh, verso le dieci di sera, proprio nel bel mezzo del momento clou del film, il mio divano (con sopra me e i 6 cuscini di PoltroneSofà) inizia a spostarsi in avanti grazie ad un movimento tellurico sussultorio continuo… GASPPP!!!! Ricordo benissimo di aver urlato “Checcazzzz!!!!” e di essere corsa in cameretta a prendere Laura che dormiva della grossa. Ricordo pure, come lo ricordo ora, che si dice che, durante un terremoto, bisogna posizionarsi sotto una porta o una trave portante. M’è venuto il panico, lo ammetto 😦 ho pensato una cosa assurda. Ho pensato: scusa, ma la porta a soffietto della cucina va bene lo stesso? E, magari, è meglio la porta a incastro nel muro del salotto? TTTio Booono del Paradddissooo!!! Spantecavo di paura. Laura dormiva con la testa ciondoloni sulla mia spalla. Io, in mezzo al corridoio, sentivo i movimenti del terremoto salirmi su per le gambe. Il cuore mi scoppiava in petto e già mi vedevo, con tutto il mio appartamento dell’ultimo e sesto piano, crollare addosso a tutti i piani che stavano sotto e mi chiedevo quanto male facesse il solaio a caderti in testa, quando… quando, tutto smise di botto. Marò 😦 che paura… Strinsi mia figlia al petto e, con le poche forze che mi erano rimaste, presi le chiavi di casa, riempii un sacchetto con della biancheria, presi di corsa la borsa con il cambio di Laura e il biberon e scappai fuori. Iniziai a scendere velocemente le scale perchè mi ricordai che non bisogna prendere l’ascensore e, scendendo, avrei voluto suonare a tutti i campanelli per dire ai miei coinquilini di scappare via, ma avevo troppa paura che ricominciasse a terremotare… 😦 Penso che sia stato verso il secondo piano che è incominciato a venirmi il dubbio e ho iniziato a rallentare. Penso che, sia stato là, che ho inziato a chiedermi come mai nessuno stesse scappando come scappavo io. Penso che, quando sono arrivata davanti alla portineria e ho visto il Sig. Santucci che rientrava a casa dopo aver portato il cane fuori, mi è venuto un atroce dubbio… “Uè, buonasera, Rosa! E dove va di bello a quest’ora con la Lauretta?” 😦 😦 “Ehm, mi scusi, ma lei non lo ha sentito il terremoto?” “El taramòt? Qual taramòt? Ahh! El L’è minga el taramòt, quel là, tosa! L ‘è il Vasco Rossi che el sta a spacà le balle!” Ecco 😦 Ora tu chiediti come mi sono sentita. Non me lo ricordo 😦 so solo che ero allo stesso tempo sollevata e incazzata di brutto. E quanto mi ha riso dietro il Signor Santucci, lo so solo io… 😦 E quanto mi ha riso dietro Marco, lo sanno tutti perchè si è sentito fino al Trotter, il pirla che rideva… 😦 Però, so pure che, io assieme a tutti i San Siresi, quella sera, ho chiamato i vigili e ho dato mostra di tutto il mio dissenso per i superWatt che sono arrivati fin sotto il mio divano. E so anche di aver scritto una lettera dalla quale uscivano fuoco e fiamme al sindaco, al presidente della regione e ai rappresentanti della zona.  Non so se è stato anche merito della mia lettera, ma so solo che, da quella sera in poi, il comune di Milano ha deciso di mettere su tutti (e quando dico tutti, intendo, davvero, tutti) i pali della zona, il calendario con le manifestazioni da qui a 4 mesi!! 🙂 Quando si dice che l’unione fa la forza!! 🙂

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