Viuleeeenzaaaa!!

Sai quando stai davvero messo male e vorresti sfogarti, in qualche modo, ma non ci riesci? Sai quando tristezza, rabbia, dolore, frustrazione perchè non puoi cambiare il corso delle cose, ti fanno sentire così impotente da farti torcere lo stomaco come un’asciugamano strizzato a torcione? Beh, succede pure a me, a volte. La storia del cactus può funzionare fino a un certo punto, ormai l’ho capito, e così cerco, nelle cose che mi circondano, dei segni, delle cose che mi diano speranza e mi facciano stare un pò meglio. Se te la racconto, non ci credi. Ma tanto, saresti dovuto esserci pure tu, per poterci credere, perciò, credimi e continua a leggere. Uscita dall’auto, nel parcheggio sotterraneo del mio ufficio, mi fermo un attimo a cercare le chiavi per chiudere l’auto. Non le trovo, apro la portiera e mi tuffo a pesce per vedere se erano cadute sotto i sedili. In quel momento, sento una donna che piange e la voce di un uomo che dice cose che, da dove sono, non riesco a sentire bene. Loro camminano verso la mia auto e io, imbarazzata, non so perchè, cerco di non farmi vedere. Mio marito dice che sono patetica quando affermo che, se vedo qualcuno (uomo, donna, bambino) piangere, mi si strizza il cuore e vorrei andare là a farlo stare bene. Odio vedere la gente piangere. Vorrei che non soffrisse mai nessuno; che utopia. 😦 Beh, lei piangeva e lui, quasi, aveva un tono di rimprovero. Poverini… Arrivano più vicini e io cerco di appiattirmi sul sedile di dietro. “Senti, non c’è più nulla da fare, credimi. Le storie iniziano, durano per un pò e poi finiscono. Mi spiace, ma non ci posso fare nulla. E’ stato bello, dai, no?” Lei continua a singhiozzare e sento un accendino che viene acceso, forse uno zippo? Si, proprio uno zippo. Si fermano un’auto dopo la mia. “Ma tu mi avevi detto che mi amavi! Io sto malissimo. Vorrei morire. Come fai ad essere così crudele? Io come farò senza di te? Come farò?” “Senti, siamo giovani, abbiamo la vita davanti e poi, non ti ho mai mica detto che avrei lasciato lei per te?!? Io mi sposo a settembre, la vuoi capire? Perciò, devo finirla di fare il pirla!” Mattuguarda in che situazione mi sò messa! Maledette chiavi… 😦 E se esco ora? Che faccio? Marò, che figura è merd… 😦 Con tutto il dolore che ho dentro io, devo sentire pure questi qua… Marò… Lei singhiozza “Ma io ti amo! Io ho messo in gioco tutta la mia vita per te! Anno dopo anno. Non mi puoi lasciare così! Non è possibile, non è possibile, ti prego, ti prego, senti il mio dolore, ti prego. ” Sento che lui sbuffa. “Ascolta, guarda che pure se piangi per mille anni, non cambia nulla, ok? E’ finita! Ora basta con queste lacrime del cxxxo! E’ tutta una scena! Tu piangi come tutte le donne, per una stronzata! Oggi io, domani un’altro! Una come te, poi! Che dolore e dolore! Il dolore ci può essere anche senza lacrime, no??” Azz!! Sto grandissimo FDP!! 😦 Giuro. Giuro su mia figlia che sarei uscita fuori (e quasi lo stavo per fare) per dirgli che era un essere vivente senza cuore e che mi auguravo che gli succedesse la stessa cosa, un giorno. Di essere innamorato e mollato in un parcheggio sotterraneo, nel buio illuminato dalle luci fredde dei neon e puzzolente di benzina e catrame, come lei. Mi alzo a sedere, indispettita, quasi pronta a rendere reali i miei pensieri e li riesco a vedere. Più o meno della mia età. Lei, accasciata, singhiozzante, era appoggiata al cofano dell’auto che cercava un contatto con lui. Lui continuava, dritto, impettito, a due o tre passi davanti a lei: “Piantala con queste lacrime che non servono a niente! Io non ti amo più e mi hai rotto le palle, ci siamo divertiti ma è finita ok? Tu non vali la pena di niente e il dolore ci può essere senza queste lacrime del cxxxo! Perciò, smettila!” Penso, tra me e me, che mi sa che gliel’ha detto una volta di troppo perchè è proprio allora che la vedo raddrizzarsi, asciugarsi il naso con la manica della giacca, mettersi a posto la tracolla della borsetta e la sento dire qualcosa come: “Hai ragione, il dolore ci può essere senza le lacrime, scusami…” Scusami??!!! Masseicretina??? Solo che quello scusami, viene seguito immediatamente da un rapido e felino movimento della slanciata gamba destra, seguita dal relativo piede che, puta caso, va a finire proprio, come un missile terra-terra, tra le gambe del “mollatore”. Maròòòòò!!!! Un guaito.. Ho sentito un guaito seguito da una specie di acuto da soprano e l’ho visto accasciarsi a terra, in ginocchio. Dio buono del paradiso! Ma questi sò pazzi! E’ la che l’ho sentita urlare: “Dolore? Bene! E ora prova a non piangere, basxxxdo!” Ed è corsa via, passando davanti alla mia auto, grazie a dio, accecata dal tutto e dal niente. Porcazzozza… Porcazzozzissima… 🙂 sai che non sapevo se ridere o piangere?? Ero paralizzata e, muovendo i piedi sotto il sedile, ho trovato le chiavi che erano sgaiattolate sotto il tappetino di dietro… Le ho acchiappate e mi sono fiondata fuori senza nemmeno chiudere la portiera… Se l’ho aiutato? Col cxxxo!!! Sono arrivata in ufficio con un sorriso da qua a là e ho deciso di non raccontarlo a nessuno perchè, tanto, non mi avrebbero creduta. E sai cosa ho pensato? Che Dio, davvero, vede e provvede. Che, la mia tristezza, dopo tutto, era stata mitigata da quella pazza che aveva ragione a piangere e che, spero, stasera stia con un’amica a sfogarsi, a bere fino all’oblìo e a pensare che, domani, è sempre un altro giorno e tutto può succedere, che cavolo, davvero tutto… Pure rimanere bloccate nella propria auto e assistere a una scena da film… 😀

P.S. Morale della storia? Mai dire a una donna che non deve piangere…

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6 pensieri riguardo “Viuleeeenzaaaa!!

  1. Un mondo senza lacrime sarebbe veramente bellissimo, un sogno; te invece ti sei trovata spettatrice di una bella litigata con finale tragico, un addio in piena regola in un parcheggio… In questi casi sarebbe meglio risolvere gli affari di coppia privatamente, e non ai quattro venti, magari con più calma, a casa di qualcuno, e poi francamente non amo le scenate. Un pomeriggio sono stato anche io spettatore di una scenata di gelosia all’università: la fidanzata che urla e sbraita, inveisce contro il suo Lui, dall’altra parte dell’aula, stracolma di studenti in attesa della lezione; la faccia di questo “Lui”, imbarazzatissimo, che con tono basso dice “parliamone fuori!”. Ciao… Ps Nel mio blog per fortuna dopo un po’ la polemica è finita, e forse la calma è tornata…

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  2. sembra l’inizio di un thriller.
    il giorno dopo, ascolti al telegiornale una notizia che ti incuriosisce: una ford focus, dello stesso colore di quella vicino alla tua macchina, è stata ritrovata in zona duomo con un cadavere all’interno. guardi il servizio e ti piglia un sintomo… i vestiti del morto sono identici a quelli del tizio della sera precedente e inizi a sudare freddo, poi, visto che il cadavere è sconosciuto, segue un appello degli investigatori mentre inquadrano la carta d’identità del defunto. e qui ti comincia a girare la testa: sì perché corrisponde la macchina (hai controllato la targa), corrispondono i vestiti… ma il cadavere è brizzolato e con una fluente barba, mentre l’uomo che hai visto accasciarsi al suolo era decisamente pelato…

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