Buon Nataleeee!!!

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Ci sono tantissime persone che hanno nostalgia della loro infanzia. Io no. Ci sono tantissime persone che si ricordano atavici momenti della loro infanzia. Io no. Si dice che, se non si ricorda qualcosa, è perchè non lo si vuole ricordare. Sarà, ma per me, è solo perchè i neuroni sò stanchi di mettere cose da parte da ricordare e, dunque, scelgono quelli che più gli pare. Io volevo un teatrino. Vero è che presto perdiamo l’innocenza e le illusioni dell’infanzia e vero è che certi adulti sono davvero crudeli. Stamattina mia figlia mi ha fatto vedere il suo primo morso di zanzara di questa estate e io, senza indugio, ho commentato dicendo che quel pirla di folletto la doveva smettere di venirla a pizzicare, la notte. Lei colleziona fate e folletti, sai quelle statuine (a volte quasi osè) che ultimamente vanno di moda? Ha letto tutti i libri di Elisabetta Gnone e sta scrivendo un suo libro sulla magia. Lei ci crede, alla magia… Almeno.. Beh, stamattina, appena ho detto quella cosa, mi ha risposto: “Mammona sognatrice! Questo è un morso di zanzara e stanotte io le faccio la caccia come fa papà! Già 😦 Lui si alza nel mezzo della notte, se sente una zanzara, accende tutte le luci e va in giro con la pantofola per gnavicarmi, per l’ennesima volta, i muri bianchi e bestemmiare in milanese ad alta voce. Massipuò, dico io? Si può fare così tante storie pè ‘nà zanzara del cavolo?? Manco fossero dei veri vampiri. Questa è pure una delle ragioni per le quali non dormiamo insieme. Immagini a svegliarti 5, 7 volte nella notte per ‘nà pirlata del genere? Io? Io non faccio casino. Io mi alzo, tiro la bellissima zanzariera dell’Ikea sul letto e mi ci nascondo sotto tutta nuda, senza lenzuola, alla faccia delle fameliche punzonatrici che non potranno mai entrare dentro! Perchè a lui non andava bene? 😦 Hmmm diceva che gli dava un senso di claustrofobia… Meglio, mò il letto è tutto mio e mi ci spaparanzo alla grande. E lui è sempre di là a combattere contro gli Zzzzz e a sporcarmi il muro. Azz… 😦 come ci sono arrivata qua? Ok, dietro front. Io volevo un teatrino. Quando ero bambina credevo fermamente in tre cose: le fatine che mi parlavano quando un raggio di sole attraversava la finestra della camera da letto dei miei e quella luce spandeva piccoli esseri che brulicavano nell’aria in una maniera così magica che io, passandoci la mano in mezzo, li vedevo muoversi e sorridere, si sorridere. Tu non sai quanti pomeriggi della mia infanzia correvo di là a cercarle e guardarle danzare nel raggio di luce. Poi mio padre mi disse che era il pulviscolo cosmico e mi rovinò la vita. 😦 Poi credevo a Babbo Natale. Marò, quanto ci credevo. No, diciamo la verità, ci credo ancora. Pigliami per il culo, fallo pure, dai. Non me ne frega niente. Io, dal 3 novembre in poi, non vedo l’ora che arrivi Natale. Sono famosa, nel mio ufficio, per mandare email di reminder a tutti, il 25 giugno, con la scritta: “- 6 mesi a Natale!! Siete proontiii??” Io amo il Natale. Anche se mio padre si è mangiato il mio galletto preferito, non ci è riuscito a rovinarmi la magia del Natale. Tu non sai le cose che combino, il 13 dicembre. Metto su tutti i miei CD di canzoni di Natale, vado in solaio a prendere gli scatoloni e l’albero ammaccato. Prendo Laura e, cantando e ridendo, facciamo l’albero, il presepe, spargiamo tutte le decorazioni per casa, mettiamo le luci fuori (le ho rubate dal ristorante di mio padre ;-)) e sembra giorno, quando le accendo di notte! e poi… Mmmm, il momento più bello è la fine. Spegniamo tutte le luci di casa e accendiamo l’albero e le luci del presepe. Ci sediamo sul divano e diciamo: “Che beeeelllo! Che stupendo! Che magia!” e ci accoccoliamo l’una contro l’altra fino a quando… Fino a quando arriva lui e dice: “Se, se… Bello il Natale commerciale, neh? Ma fammi il favore”. Mavaffàmmocc 😛 Tanto non ci riesci a rovinarmelo. Non c’è riuscito mio padre, vuoi riuscirci tu?? E poi in cosa credevo? Credevo nell’amore eterno. Di questo, però, non racconto niente perchè mi sò resa conto di nuovo di essere uscita dal binario, cheppalle 😦 E sì che me lo diceva la Frontaloni, seduta mollemente sul suo cuscino contro le emorroidi, che ero brava a scrivere, ma non seguivo il filo. Beh, Prof, magari non seguivo il tuo, di filo, ma il mio si, credimi 🙂 Io volevo un teatrino. Stamattina, mia figlia, si è auto-tolta un pò di ingenuità e la cosa mi ha fatto un pò male. E’ giusto che sia così, lo so. E’ il percorso corretto. Ha 12 anni ed è una ragazza giudiziosa, buona e intelligente. Spero che continui così, però… Io volevo un teatrino. Sono uscita di casa pensando che è brutto quando sono gli altri a distruggere i tuoi sogni o ciò in cui credi. Pensavo che in the best of worlds si dovrebbe scegliere da soli, con naturalezza, quando smettere di sognare o credere in qualcosa che, forse, non succederà mai. Così da non soffrire. Un’altra pirlata, eh? 😦 Così mi è venuto in mente un teatrino di un’Epifania di circa 37 anni fa. Era l’anno dopo che avevamo scoperto che la befana, in realtà, era mio padre. Pensa tu che, una volta, ho fatto vestire Marco da Babbo Natale, per farlo vedere a Laura, e che il vestito lo avevo cucito io. Mi sono perfino fatta un filmino di quando lo cucivo!:-) Noi eravamo nascoste dietro una colonna del corridoio e Laura era trepidante. Lui arriva silenzioso, mette giù i regali (era stato istruito bene) e poi sarebbe dovuto andarsene via dalla cucina (non abbiamo il caminetto in casa ma sul tetto ci sono quelli della caldaia, no?) 🙂 e così avevo spiegato a lei che sarebbe successo… Solo che… Solo che, lo scemo, prima di entrare in cucina, si gira e dice: “Ora vai a dormire, Laura!” 😀 Demente… Se non fosse stato che aveva 4 anni e mi sono inventata tremila palle per giustificarle questa cosa… Vabbè, io volevo il teatrino. I miei ci portano in un negozio di giocattoli a Fuorigrotta. Mio fratello sceglie una macchina luccicosa extra costosa. Mia sorella sceglie il cicciobello. Io mi guardo intorno e il padrone del negozio (me lo ricordo ancora come se fosse ora), un signore vestito con una giacca a quadrettoni, i baffi grossi grossi, e uno dei sorrisi più stupendi che io abbia mai visto (senza molti denti…) mi dice: “E tu, guagliuncè, che vuò?” Mia madre fremeva. Mio padre aspettava. Mio padre mi ha sempre lasciato scegliere, questo lo devo ammettere. Poi, magari, mi faceva cagare sangue per rendere reale la mia scelta, ma mi ha sempre dato la possibilità di scegliere. Lei? Lei no. Lei aveva preso una bambola bionda, fighissima, vestita da sposa e profumatissima. “Pigl’à chèsta! Chesta è la cosa pè ttè!” No, che cacchio, dai, fammi il favore. Me vuò fà vummecà? Io mi ero girata e, nel fondo più fondo del negozio l’avevo visto. Un teatrino bellissimo, grande quanto una scatola di scarpe, con il sipario rosso, pieno di polvere, i personaggi dei pupi siciliani dell’Orlando Furioso che avevano le armature luccicanti ma, pure loro, piene di polvere e sopra e i fili che si vedevano pendere da dietro. Dio, quanto mi piaceva. Dio, dio, dio. Non ti nomino invano, credimi. Ti chiedo, però, perchè la gente, a volte, ci fa così tanto del male a cercare di scegliere e decidere per noi perchè crede che sia giusto e onesto fare così. Tanto non mi risponderai mai. Io volevo quel teatrino più di qualsiasi cosa nella mia vita. Avevo solo 8 anni, perchè non lasciarmi sognare ancora un pò? Col tempo, credimi, avrei fatto lo stesso percorso. Ma non è stato così. E’ arrivato prima. Sai cosa dico sempre a Laura? Ogni momento, pazientemente aspetta il suo momento. Io, si sa, non sono paziente, anzi. Io voglio sempre tutto e subito e pure come dico io… Forse è questa la punizione… Non averlo mai 🙂 Guardai il signore gentile e dissi, indicandolo: “Quello…” e guardai mio padre che sorrise e disse “Vabbuò!” Lei si arrabbia e inizia a dire: “Ma chèll nun è còs pè nà guagliona, Rosè!” Il signore dice: “A’ Befana porta chèll cà vulimme nuje, signò, no?” Io lo guardo grata. Mio padre dice: “Vabbuò, pigliàtell, jà, capunciè. ” Io cerco di prenderlo ma, lei, me lo toglie di mano e lo sostituisce con la bambola dicendo: “Tu jà fà chèll cà dico io!” Dio, che dolore. Chiamami pure cretina, ma io, ancora ora, ci sto male… 😦 Fatto sta che i miei fratelli premevano per andarsene via con i loro giochi. Mio padre non voleva litigare e io mi vidi sbattere in mano quella merdosissima bambola vestita da sposa. Non ci ho mai giocato. Le ho aperto il cranio quello stesso giorno e nessuno l’ha mai più vista. Qualcuno, ai Camaldoli, qualche anno dopo, sicuramente ha trovato, nel bosco dietro casa mia, un cadavere di bambola vestita da sposa. Tiè! Chissà se hanno chiamato CSI! 🙂  Io volevo solo un teatrino. Tu non sai cosa darei per avere un teatrino come quello. Ancora ora. Un teatrino grosso come una scatola di scarpe, con dentro tutti i miei sogni. Si, sono malata, chissenefotte, ma io lo vorrei. Mi farebbe tornare in pace con certe cose della mia vita. A volte, ci vuole poco, altro che psicoterapeuta, per essere felici; basterebbe guardarsi dentro un pò meglio, dirsi la verità, accettare l’inevitabile potere dei sentimenti e lasciarsi andare. La vita è talmente breve… Ci vuole davvero poco, a volte, per rendere felice una persona ma, a volte, anche quel poco è troppo per chi non è capace di lasciarsi andare ai propri sentimenti.

Sai una cosa? Molta gente ricorda quasi tutto della loro infanzia, io no. Io ricordo solo che odio le bambole, chissà perchè? 😀

6 pensieri riguardo “Buon Nataleeee!!!

  1. beh… natale significa famiglia, se ami il natale vuol dire che hai un buon rapporto con la tua famiglia e si vede da come scrivi… non lo ammetti ma hai un buon rapporto anche con le zanzare della tua famiglia visto che non le “pantofoli” sui muri 🙂

    le bambole? uhm a me facevano paura… pensavo che di notte potessero rianimarsi non ero convinta al 100% che fossero solo oggetti inanimati.. per me erano creature di cui non potersi fidare 😉

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  2. 🙂 e vabbè, lo ammetto… le zanzare mi fanno incaxxare (e fa pure rima) ma le sopporto. Non gli dò i nomi, però, neh? 🙂 wow… bambole che si muovono da sole… roba da film di Dario Argento… pauuurraaaa 😉

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  3. Ciao Romala.. non leggo tutto il post (però mi ricordo di te)
    Lessi quello del “riposo notturno”.. ho riso tutto il tempo 🙂
    anche se la cosa era seriamente tragica.. 🙂

    un saluto (tornerò a trovarti.. ho visto che hai scritto nel blog di Peppe)
    elleletizia

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  4. non ho capito se dicendo quella ti riferisci a tua madre se si perchè chiami padre e invece lei quella? Forse per la storia del teatrino?O forse perchè in casa era lei il generale?Visto che tuo padre non ha saputo tenerle testa neanche per accontentare te……..per le zanzare io le tengo lontane con le piastrine di vape e non mi dicano che fanno male,primo ho le finestre aperte secondo non sono morta quando c’era il DDT che ho sempre usato finchè l’hanno dichiarato cancerogeno,sarà vero?Dopo tanti anni che c’è una sostanza si vede che non bastano più le bustarelle,o ne prendono di più sostanziose da altri che tutto viene dichiarato dannoso,cancerogeno ecc……non capisco però come mai sei così romantica e dolce per ciò che riguarda il Natale e sei così acida per tutto il resto buona notte Ida

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    1. “Chèlla dicètt…” “Chìllo facètt…” “Chèlla rispunnètt…” fa parte di un tipico intercalare del raccontare in dialetto napoletano che non è accusativo, anzi, denota una tale affettuosa familiarità con la persona alla quale ti riferisci che fa intendere, di conseguenza, la piena accettazione e consapevolezza del suo comportamento. Qualcuno, qualche tempo fa, mi disse che quello che scrivevo è bello perchè riesco a mettere assieme italiano, inglese e napoletano in una maniera tale che ti tocca il cuore. Beh, non può mica arrivare a tutti nello stesso modo, dico io… 🙂 ed è giusto che sia così. MIO PADRE è sempre stato MIO PADRE ed è sempre stato lui, IL GENERALE COMANDANTE DI TUTTO E TUTTI. Forse, quella, è stata l’unica volta, nella mia vita, che l’ho visto “non tenerle testa”… 🙂 perchè così romantica per il Natale e acida (vocabolo opinabile, nel mio caso, secondo me, ma è solo un’opinione) riguardo tutto il resto? Forse perchè ho 45 anni e, purtroppo per me, rimanendo sognatrice a manetta, non riesco ad accettare le cose che fanno male al cuore, come tutti i poveri pirla come me, ma le vivo comunque, sempre sperando di stare bene. Sostituirei, dunque, acida con ironica, se possibile. E se proprio acida deve essere, vabbè, non fa niente… Ritengo di averne il diritto, qualche volta… Grazie per aver commentato. E’ carino sapere cosa “vedono” le altre persone nelle mie parole. Fosse mai che ne imparo una nuova…

      p.s. anche io uso il vape, ma proprio quando ce n’è una marea.

      p.p.s. La Rochefoucauld aveva proprio ragione… 😉

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