“Sciùrba cum patata” della serie “Se lo sapesse mio padre…!!”

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Non riesco a capire perchè la gente fa sempre una faccia strana quando dico che ho vissuto con 7 algerini, quando ero a Londra. E’ una roba stranissima. Eppure, credici o no (a parte uno, che poi era il mio fidanzato e, in quanto tale sarebbe stato quello che di cui mi sarei dovuta fidare di più, e così non fu – mai fidarsi dei fidanzati :-)) sono stati tutti splendidi e mi hanno trattata come una regina, per quei tre mesi che abbiamo vissuto assieme. Me li ricordo tutti, ma davvero tutti. A Londra, all’epoca (ora non so se è più così) gli stranieri si ritrovavano assieme e, per pagare un affitto oneroso, condividevano le case di cui ti parlavo l’altra volta. Io lavoravo al Ramada Inn come Commis Chef (pensare che ero venuta via dall’Italia perchè non ne volevo sapere dei ristoranti di mio padre e volevo diventare interprete ;-)) e vivevo con una famiglia inglese; gente carinissima e molto ospitale, amici miei che non mi facevano pagare l’affitto e mi chiedevano solo di fare da baby sitteri ai loro due bambini (James e Suzanne) praticamente ogni sera. Io non avevo una vita mondana perchè studiavo e basta e così mi andava bene. Fatto sta che questi, da un momento all’altro, decidono di rifare tutta la casa e andarsene in vacanza a Marbella per tre mesi e io mi ritrovo col culo per terra. Cosa faccio? Disperata ne parlo con il mio Chef de Rang algerino (che poi diventò il mio fidanzato) che si offrì di ospitarmi a casa sua, con i suoi amici, per tutto il tempo che volevo. Ringraziai gentilmente pensando che non sarebbe stato il caso e andai a vivere con una giapponese. Durò solo un giorno e una notte. Scusami, ma non riesco a dormire con le lucine accese di quel tipo di cimitero portatile che tengono in camera da letto. Era una cosa scintoista, forse, ma non ne sono sicura. E le preghiere poi. Mi sentivo così fuori posto. Lei era stata gentile ma io, veramente, non me la sentivo. Mi sembrava di violare uno spazio così intimo che mi faceva stare davvero male dentro. Così tornai da Lyes l’algerino e gli dissi che accettavo la sua proposta. Assurdo. A pensarci ora, mi sarebbe potuto succedere di tutto, davvero di tutto. Se mia figlia mi dicesse una cosa del genere, mi verrebbe un colpo al cuore. Vivere con 7 uomini? Maròòòò!! Si vede, però, che Dio mi proteggeva, nella mia incoscienza. Cosa successe? Uno dei periodi più strani della mia vita. Vivere con 7 uomini, musulmani e proprio durante il ramadan è una roba davvero strana. Me li ricordo davvero tutti. Mi presero in simpatia e mi trattarono come se fossi un gioiello. Due di loro mi diedero la camera più bella e se ne andarono a dormire in salotto, sul divano, per tutto il periodo che stetti là. Lyes mi diceva che non si parlavano mai, tra di loro e che mangiavano sempre separati, ma, da quando ero arrivata io, tutto era cambiato. Al tramonto, arrivavano tutti e tutti mi cercavano ridendo e urlando, tra le camere, il mio nome. Si preparava la tavola, ci si raccontava della Filippina con la quale avevo litigato, delle telefonate che avevano fatto in Algeria nella cabina scassata e incantata di Leicester Square che dispensava milioni di sterline in telefonate gratis e che nessuno denunciava mai (chissà perchè) ;-). Mi facevano vedere le foto delle loro mogli, dei loro figli e lo sguardo triste arrivava, puntualmente. Mi raccontavano del loro deserto, delle loro città e gli sguardi sognanti andavano oltre le case a tre piani di Kensington Road. Mi facevano vedere le foto delle loro promesse spose, tessendomene le lodi e io li pigliavo in giro dicendo che dei puzzoni come loro nessuno se li sarebbe mai sposati e i sorrisi e le battute portavano via la nostalgia che tutti avevamo. Si ascoltava la musica rai, si giocava a carte o a Scrabble e si preparava la “sciùrba cum patata”. Marò, che ridere. Mi dicevano che una roba così, in Italia, non se la immaginava nessuno. Che era un piatto delizioso, unicamente algerino. Che sarei andata in estasi al primo boccone. Mah, io gli credetti e, tra un couscous (che so, ora come si cucina veramente) un brodino e quei deliziosi dolci che sò ‘na bomba calorica, mi misero davanti il piatto. C’era da ridere. Tutti e 7 che mi guardavano, zitti zitti, mentre prendevo il primo boccone di quel cibo paradisiaco cucinato da Fahrid. Beh, lo assaggio e dico: “Ma facìtem ò favooor!! Ma questo è un ignobile spezzatino con patate e pure da tre soldi!!” 😀 Mattupensa! ‘Sti 7 pirla! Ah si? Ignobile? E allora, domani lo cucini tu. Sì, perchè, ogni Ramadan che si rispettasse, per loro, doveva avere la “sciùrba cum patate” e vai, Rosa che cucina. Che, sera dopo sera, se ne inventa una nuova. Mai mangiata la carbonara con la carne halal? No? Fai bene! 🙂 Per loro era deliziosa, a me faceva letteralmente cagare… 😀 Il mio spezzatino, guagliò, non lo batte nessuno. Pensa che si sparse la voce che io facevo la vera sciùrba e così decisero che dovevo andare in trasferta a casa di altri amici (taaaanti altri amici e stavolta pure con le fidanzate) a far vedere come si cucinava. Si, il mio spezzatino è una favola. Non parliamo del brasato, poi. Lo spezzatino è una cosa facile. Basta che lo lasci cuocere per un bel pò, fino a quando la carne diventa bella morbida e poi dentro le patate. Tutto assieme, ok? Non ti permettere di fare le cose separate!! Ma il brasato al barolo, credimi, è una roba che, quando lo faccio, tutti mi chiedono come cavolo faccio. Ho solo due segreti (e ora non lo saranno mai più…) 🙂 Il primo è che mia mamma mi ha insegnato che deve cuocere a fuoco lentissimo per almeno tre/quattro ore, nel suo sugo. A volte, lo ammetto, me ne sono dimenticata e l’ho lasciato là anche per 5 ore, ma quello che ne esce fuori è una carne che si scioglie in bocca con un sugo che, se la mangi con la polenta, non sai più che dita leccarti. 🙂 Il secondo è che io mi preparo da sola (altro che supermercato) il sacchetto di garza con dentro di tutto e di più (ginepro, alloro, rosmarino, salvia, noce moscata, un pezzettino di cannella e qualche grano di senape e pepe bianco). E poi? Poi, vai col Barolo! Hmmm, proprio buono che, se pure fa caldo, ti viene voglia di mangiarne sempre. 🙂 A loro non l’ho mai potuto cucinare. Erano davvero musulmani, meno il mio fidanzato che mi ha fatto più corna lui di un cestino di lumache infoiate 😦 e vabbè, forse era lo scotto da pagare per essere trattata bene dagli altri sei, no? 🙂 Si, direi proprio di si e va bene così. Ho una foto di tutti noi, prima che io partissi per tornare in Italia. Là finì tutto. Poi la pubblico su questo post. Se la meritano. Chissà dove sono. Hamid l’ombroso, Fahrid il cuoco, Hamed il playboy, Hassan il francese, Mohammed il vecchio, Bebè il piccolino (che mai mi disse il suo nome) e Lyes il bastardo 🙂 Pensa che imparai perfino a capire di cosa parlavano, quando parlavano e certe parole, me le ricordo ancora, soprattutto le parolacce (e non le scriverò) oppure “chissei?” “skuntìa?”. La cosa più bella che ricordo? La prima volta che sentii la musica Rai. Vatti a cercare Didi di Cheb Khaled. La conosci? Bella. La ricordo bene perchè fu là che decisero di soprannominarmi “Arabea”. Loro dissero di chiudere gli occhi e di ascoltare la musica. Io chiusi gli occhi, ascoltai la musica e mi misi a ballare da sola, davanti a 7 esterrefatti algerini che decisero che io ero araba e che dovevo imparare a ballare come le loro donne. Fu così che iniziarono le lezioni serali, post sciùrba, per imparare quelle movenze del bacino e della parte superiore del corpo, tipiche della danza araba, da 7 uomini musulmani che continuavano a dire che mai ci avrebbero creduto che una donna potesse portare così tanto scompiglio nella loro vita e che si divertivano, tra di loro, a farmi vedere chi ballava meglio.

Mah, questi uomini così cecati… 🙂 mai provare ad andare oltre quello che vedi, neh? 😉

9 pensieri riguardo ““Sciùrba cum patata” della serie “Se lo sapesse mio padre…!!”

  1. mezzo kg di polpa di manzo INTERA e non quella roba arravogliata e falsa. qualcuno mi dice che è meglio lo scamone, qualcuno il pesce, io prediligo il fusello (spero che sia il nome giusto) quello lungo che ha la punta. Lo riconosco se lo vedo (come tutte le cose, nella vita, vado a occhio) e visto che oggigiorno non trovi un pezzo di carne perbene, con un pò di grasso attorno che si possa sciogliere durante la cottura, la lardello con qualche striscia di lardo buono, intrecciata a rametti di rosmarino. Passato l’esame? 🙂

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  2. guarda che non sto "esaminando", ho provato pure io il brasato al vino rosso, dicono che sia buono ma a me non convince… apposta ti ho chiesto il taglio della carne :)!

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  3. no, che tavernello, seeee… ci proverò ci proverò, st’inverno però… adesso è un po’ calduccio per gli arrosti al vino!
    insalate? io oggi ho provato questa:
    pomodori
    patata lessa a fette
    songino
    olive di gaeta
    capperi
    filetti di sgombro sott’olio
    e la prossima volta me ne preparo una betoniera… 🙂

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  4. i capperi! siiiii! 🙂 i capperi sò quelli che danno il gusto! ma lo sai che i fiori di cappero sò bellissimi?! aveva voglia a ridere l’amore mio, quando mi vide chiedere la napoletana coi capperi, la prima volta che andammo a mangiare la pizza… 😉 dai che domani preparo la tua insalata e ti dico com’è! 🙂

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