La nostra storia

Degustibus molto dispuntandum est. Guardo pochissimo la televisione, ma quando lo faccio so già dove andare. Rai Storia è il primo, poi c’è RaiTre e poi RaiQuattro. Una soddisfazione, per una come me, che paga il canone perchè il marito ha aperto la porta all’ispettore del canone e si è fatto impaurire dalla domanda: “Lei non paga il canone, vero?”  Anche mio padre faceva così. Ti diceva: “Tu a me non me la dici giusta, dimmi la verità” e tu, che pensavi di essere stata seguita dall’ispettore Colombo, confessavi anche peccati che non erano peccati… Vabbè, risultato? Fregati. 😦 Non è che non lo voglia pagare, il canone, ma, onestamente, tra una Milena Gabanelli imbavagliata e l’ennesima Miss Italia che vuole salvare il mondo con le tette finte e i capelli tinti, io un’idea di dove mettere il bollettino da più di 100€ da pagare, l’avrei di sicuro. 🙂 Così, RaiStoria sia. Stamattina mi sono svegliata tardissimo, alle 11. Non ho mai fatto così tardi da quando ero all’università e così ho acceso la tele e l’ho lasciata andare mentre preparavo le valigie per me che devo andare a Roma il prossimo fine settimana e per Laura che parte dopodomani per andare in montagna con il post-cresima per 10 giorni. La tele andava, andava e, tra un tortellino di Ave Ninchi che, secondo loro, possedeva un’origine galante e dottorale (dio, che termini bellissimi si usavano una volta per esprimere anche le cose più ovvie!) e un coniglio alla cipolla fusa (??) arriva Mario Soldati. Mi piace Mario Soldati che va alla ricerca dei piatti sconosciuti e rari. Ha un modo di fare così schietto, verace, veloce, diretto nel quale mi identifico facilmente. Non stiamo a perdere tempo con ‘ste pirlate, sembra dire, fai quello che devi fare e fallo in fretta perchè il tempo passa. Già… il tempo passa. Vado e vengo dalle camere. Metto tutto nelle valigie e, a un certo punto, con le scarpe da trekking di Laura in mano, mi fermo davanti all’ennesimo filmato in bianco e nero di un cuoco che prende 6 fagiane e le arrotola in carta pergamena. Carta pergamena?? No, dai, non è vero. Mi siedo sul divano (sempre con le scarpe in mano) e, quasi ipnotizzata dalla voce di Soldati, seguo la ricetta. Le fagiane vengono arravogliate, una per una, dentro la carta pergamena. Ma come? Non le marinate nemmeno per un momento? Boh 😦 Il cuoco segue gli ordini di Soldati. Poi, ad un certo punto, vedo una mazzuola da muratore che inizia ad impastare qualcosa come se fosse cemento. Whaat?? Uno dei cuochi la mischia alla polvere (forse è calce). E mò, mi dico, magari le murano, ‘ste poverette? 🙂 L’anno scorso, a Natale, ho provato a fare la fagiana con il melograno. Marò, che fallimento, almeno per me. Tutti dicevano che era deliziosa. Per me ha una carne troppo gnuccosa e non la farò mai più. Beh, finito di impastare quella che poi si è rivelata creta, il cuoco la usa per coprire tutte le fagiane. Assurdo, mi dico, ma è una pirlata! E invece, ne fa proprio un fagotto enorme e le infila in un forno di quelli di una volta. Dio che belle queste trasmissioni. Ti fanno venire una nostalgia, una cosa bella al cuore. Io vorrei tanto una casa come quelle di una volta. Come quella dei miei nonni, nella campagna. Una cucina davvero rustica, senza troppi orpelli. Fammi vedere se riesco a trovare una foto che ti faccia capire. Sai quelle stile provenzale, magari in noce nazionale? Famme vedè… Uhm… Toh, eccola qua… Una bella cucina in muratura, magari con il lavabo di marmo vecchio e logoro, come piace a me e con quella penisola bellissima per metterci le mie spezie, i barattoli di vetro con tutti gli strani cereali e le cose antiche che trovo in giro (le cicerchie, il riso nero, le fave secche splittate, i tegami di rame che mi ha regalato mia mamma, le rose rosse secche che ho conservato negli anni…). Sì, una bella penisola dove io posso mastruzzare e allargarmi mentre cucino… 🙂

225-cucina-in-muratura

Bella, neh? Vabbè, dopo pochi attimi, il mitico Soldati è a tavola con i suoi commensali e arrivano le due pirofile di un metro per un metro con la “muratura” di creta che, ormai, riporta le incrinature causate dalla cottura. Soldati spiega che, queste fagiane, non sono quelle che abbiamo visto poco fa, perchè, per farle buone e gustose, ci vogliono almeno 6 ore (e io che mi preoccupavo delle mie 4 per il brasato al barolo..). Osservo meglio il cuoco e il suo aiutante e mi metto a ridere da sola, stringendo le scarpe in mano, perchè il cuoco, invece di avere in mano quei preziosi coltelli o arnesi da cucina moderni, sottili, leggeri e splendenti, per fare le porzioni, ha in mano un martello!! 😀 Troppo tosti! Mi ha fatto tornare indietro a quando mio padre, all’età di 10 anni, mi insegnò a pulire i cefali e le orate da un chilo e più, davanti ai clienti, con un coltello e un cucchiaio. Non si potevano portare in cucina. Dovevi far vedere al cliente che “il suo pesce” glielo spinavi davanti all’istante. Marò cheppalle… Sembrava non ci riuscissi mai e poi, un bel giorno, arrivò Ferragosto e, con lui, una marea di milanesi che avevano prenotato al ristorante per mezzogiorno. Mio padre, fiducioso, incaricò tutti noi figli con i nostri compiti. Giuseppe al forno, Concetta ai tavoli a prendere le ordinazioni, mamma in cucina e io? Io a pulire tutti i pesci! Marò… Non sai quanto pregai che mangiassero la pizza e, invece, ‘sti disgraziati, decisero che volevano tutti (e quando dico tutti, intendo davvero tutti!!) antipasto di mare, spaghetti allo scoglio, grigliata di pesce mista cù chìll gnàvecato è cefalo da un chilo l’uno! 😦 Ed eccotela là, Rosa dodicenne che, con una piva lunga tre metri, prende cucchiaio e coltello e si fa tutti i tavoli. Quando si dice, sfruttamento del lavoro minorile… 🙂 Bella idea, quella di mettere scampi interi, negli spaghetti. Tutti mi chiedevano di aprirglieli davanti e servirglieli sugli spaghetti. Ci hai mai provato ad aprire uno scampo senza toccarlo, e con un cucchiaio e un coltello? 🙂 e poi, la grande prova… Il cefalo, mio nemico… Beh, ti dirò una cosa, nessun cefalo, da quel ferragosto in poi, l’ha scampata. Veloce come un missile, incazzata come una iena, tagliavo la coda, staccavo il lati lunghi con tagli netti e precisi, passavo il coltello dal lato della coda fin su alla testa, svoltavo la polpa sulla “guantiera” di ferro e la spinavo pezzo pezzo senza nemmeno guardarla. Spinare si deve fare a occhi chiusi. Fai passare il coltello leggermente sulla polpa e “senti” sotto il polpastrelli che tengono il coltello, quell’opposizione che ti fa la spina. Ti fermi, immergi leggermente il coltello et, voilà, l’infame spina è là, scovata dal tuo “sentire” con le dita sul manico del coltello. Beh, ‘sto cuoco, comunque, aveva un martello. Soldati, ormai, preme per vedere le fagiane e lo incita a dare le martellate sulla creta. Questo, magari un pò incazzato, ci dà di brutto. I pezzi di creta si spargono ovunque e le fagiane, nella loro carta pergamena, appaiono intonse e di un sugoso assurdo. Bestiale, davvero bestiale. Soldati gli dice di metterle sul vassoio da far vedere ai telespettatori e, mentre questo le posa, gli chiede: “Allora, quali aromi abbiamo messo in queste fagiane? Che sapore avranno?” Il cuoco lo guarda esterrefatto e risponde: “Beh, nessuna.. Niente di niente” Soldati si paralizza con il vassoio in mano. “Come nessun aroma? Nemmeno il sale?” Il cuoco stringe forte in mano il martello, e qua, Freud saprebbe come spiegarla ‘sta cosa 🙂 e ripete: “No, niente..” Allora Soldati, mette giù il vassoio “Ma allora, di cosa sa questa fagiana?” Il cuoco mette giù il martello, con mooolta calma e risponde: “Di creta, no? Altrimenti, che ce la lasciavamo a cuocere per 6 ore??”. Sigla. Te l’avevo detto io, che la fagiana è gnuccosa… 😀

Un pensiero riguardo “La nostra storia

  1. Pingback: cuisson vapeur

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...