Nutrimento e arricchimento

holyislandruins

Sul ponte che, da Lecco, porta sulla superstrada di Milano. Lo ricordo benissimo. Là successe. Ci sono cose. Ci sono segni distinguibilissimi che ti dovrebbero far capire subito. Ti dovrebbero far capire se una persona è in sintonia con te o no e se lo sarà per sempre. Poi, magari, intervengono altri elementi che, malgrado tutto, riescono ad inficiare, quasi inquinare (ma non è questo il termine esatto che utilizzerei) la tua capacità di discernimento e comprensione e, di conseguenza, di decisione. Questi elementi, tu non riesci ad evitarli e, quasi sempre, vai avanti senza notare il campanello d’allarme; il red alert del bottone rosso che ti dice che si dovrebbe fermare tutto. Che sfiga… L’affermazione incriminante fu: “Io mi nutro della gente”. La risposta deficiente fu: “Orcu, e sarai mica una vampira?!” La risata che seguì, ci sarebbe pure stata bene se non ne fosse seguita un’altra e un’altra ancora a prenderti in giro e denigrarti e a creare una discussione a dir poco assurda. Sai come le situazioni dei film di Almodovar? Ecco, una di quelle. Tutto il rispetto per chi se ne fotte di interscambiare con gli altri le proprie esperienze, ma, porca miseria, non si può essere denigrati per ciò che riteniamo un fondamento del nostro modo di vivere. Ci deve sempre essere il rispetto umano. E, invece, il muro. Tu cerchi di spiegare che “mi nutro della gente” vuole semplicemente dire che cerchi di carpire quanto più puoi da chi conosci durante la tua vita. Tutti stiamo camminando su un sentiero. Sai come quando fai trekking? Alcuni si fermano con te ad ammirare il passaggio, altri passeggiano con te, altri lo fanno dall’inizio alla fine, altri per pochi attimi, altri per attimi più lunghi. Tu cerchi di spiegare questo carpire. Tu cerchi di far capire che carpisci, non volontariamente, ma soltanto lasciandoti la possibilità di esplorare le loro anime e di far esplorare la tua, in cambio. In cambio di che? In cambio. Punto. In cambio e basta, no? Che, non si capisce? No… Non si capisce. Mi sembra di essere Lina Sastri che recita quella poesia di Eduardo, “L’ammore cheddè”. Non si capisce, e vabbè. In questi pochi minuti di lettura, cercherò di darti una lezione magistrale sul nutrimento e il conseguente arricchimento che da esso ne deriva. Perchè magistrale? Perchè sì, e nun ce ròmper è pall… 😀 Iniziamo con il nutrimento. Se mangi, cresci, così ti hanno sempre detto, durante l’infanzia e l’adolescenza, no? Così funziona pure per l’anima, il cuore, il cervello. Troppo semplicistico? Non credo. Se tu dovessi fare il conto di quante persone, nella tua vita, hai incontrato, sapresti dirmi quante di queste persone ti hanno dato (volontariamente o no) qualcosa, di piccolo o grande, che poi ti è servito nella vita? Qualcosa che, indipendemente dal fatto che queste persone ci siano o no ancora nella tua vita, tu hai fatto definitivamente tuo e applichi nella tua vita di tutti i giorni? Lascia perdere gli insegnanti che facevano il loro lavoro, porelli… Lascia perdere coloro che facevano i fighi con la loro saccenza e ti dicevano che tu non capisci niente. Quelli mettili da parte, che servono pure loro, ma per l’intento opposto. Allora? Decine, vero? E dimmi di no. Dimmi da chi hai imparato ad appendere le camicie; da chi hai imparato che il sugo si fa così; da chi hai imparato che la spugna è meglio che la strizzi, dopo la doccia, altrimenti fa la muffa; da chi hai imparato ad apprezzare la musica che ti piace; da chi hai scoperto che esisteva quell’artista che tanto ti emoziona; da chi ti ha detto quella cosa stranissima che ancora ti ricordi quando fai quell’altra cosa, da chi hai imparato a usare il pc, da chi ti ha pianto davanti, quella volta, e ti ha fatto sentire piccolo piccolo, oppure grande grande chiedendo il tuo aiuto. Da chi, con una frase detta ad hoc, hai capito che il troppo è troppo e pure tu hai un limite. Questo, my friend, è nutrimento. La cosa più semplice e stravolgente? Semplicemente osservando la gente, quella vicino a noi o nella televisione, ci nutriamo. Magari non ci fai un pranzo luculliano, lo ammetto, ma pure loro ti danno qualcosa. E…. E…. E, di conseguenza, ti arricchiscono. L’arricchimento è molto più difficile del nutrimento. Nel nutrimento ci deve “solo” essere la predisposizione ad “accogliere”, come uno dei vasi comunicanti delle tue ore di chimica o biologia, seguita dalla predisposizione a “trasmettere” nella maniera che riteniamo più necessaria e meno deleteria possibile. Si tratta di essere aperti sia nell’entrata che nell’uscita, non so se mi sò spiegata. L’arricchimento, invece, comporta l’elaborazione e la conseguente applicazione delle informazioni percepite. Troppo difficile? Naaa, daiii! Prima assumi le informazioni, poi le applichi. Questo è il meccanismo. Applicarle è problematico perchè siamo tutti bravi a “sentire”; il problema è “ascoltare”. Io ricordo vividamente, ancora dopo 20 anni, un momento in cui il mio ex guardò il lavello dopo che sua sorella aveva lavato i piatti e disse: “E’ stata Saba a lavare i piatti, vero?” Io lo guardai sbalordita e lui mi spiegò che io, finito di lavare i piatti, non sciacquavo mai il lavello e si vedeva. Da allora, credici o no, ogni maledetta, sacrosanta, benedetta volta che lavo i piatti (e non ho la lavastoviglie) penso a quel pirla che mi fece l’appunto e, metodicamente, sciacquo il lavello facendolo diventare lucido e liscio come la testa di Yul Brynner… 🙂 Stessa cosa per Franco. Franco mi insegnò ad ascoltare Keith Jarrett. Dico la verità, non lo conoscevo. Sapevo il nome ma non lo avevo mai ascoltato. Da anni, credimi, il Koln Concert è nel mio Ipod, nei miei CD preferiti, nelle mie playlist di WMP e, nei momenti più schifosi della mia vita, mi ci aggrappo, a Keith Jarrett. Franco fu una meteora, nella mia vita. Un’amico sincero e lontano che da secoli non cammina più nel mio stesso sentiero ma, credimi, quando ascolto Keith J. ringrazio Dio di averlo conosciuto perchè non è poco avere qualcosa che ti fa stare meglio, anche se solo per poco. La cosa più bizzarra? Lui non lo saprà mai. Così come non lo sapranno mai Anna, Cecilia, Saba. Ecco, questa è l’applicazione. Certo, mi dirai, per le stronzate non ci sono problemi. Sò fatti tuoi se vuoi sciacquare il lavello o no. Ma, e dico ma… se volessimo “sciacquare” pure la nostra anima? Quelli sò caxxi, rispondo io. Perchè là, per quanto tu possa esserti nutrito, dipende solo da te, se vuoi far sì che la tua anima possa accogliere quel nutrimento ed evolversi. Questa è la sfiga. Evolversi è obbligatorio, se ci si arricchisce l’anima. Sennò, che Lavazza è? 😀 Quanto siamo disposti ad evolvere? Quanto siamo disposti a cambiare, magari anche solo di un pochino, la strada vecchia per la nuova sapendo che, quasi sicuramente, la nuova è mille volte meglio della prima anche se richiede degli sforzi particolari? Risposta? Pochissimo, quasi niente, almeno per la maggior parte di noi. Ma, pure questa, è una scelta da rispettare. Io? 😀 tu che dici? Io sono un’arco di pietre romane, avvolto dall’edera e dai gelsomini selvatici, nel mezzo di un prato di erica scozzese. Tutto passa attraverso di me. Tutto ha la possibilità di fermarsi all’ombra delle mie mura, durante l’estate, per trarre sollievo, con la mia ombra, dal caldo afoso e per dare sostegno alle mie mura, che durante il caldo sono più fragili. Tutto ha la possibilità di nascondercisi sotto, durante i violenti temporali o ripararsi dal freddo durante le gelide nevicate sostenendomi, anche se per poco, con le loro spalle appoggiate alle mie mura. Poi? Poi, durante la primavera, perchè ogni momento, pazientemente, aspetta il suo momento, io mi guardo dentro e cerco di capire cosa è rimasto, dei miei viandanti dell’anima, intorno alle mie mura e ne faccio tesoro; di ogni piccolo, minuscolo segno di passaggio. Pazza, vero? Naaa, credimi, lo facciamo tutti, chi più, chi meno. Alcuni ne sono consci, come me, altri no, ma nessuno è meglio di qualcun altro. Perchè lo facciamo? Perchè altrimenti, mi chiedo, che cavolo siamo nati a fare? E’ questo, secondo me, che mi rende capace sia di scrivere un’ode isterica e semiseria su uno scarafaggio impudente che filosofeggiare sulle anime che si incontrano nel cammino della vita. Solo questo. Perchè non lo saprei fare, se non fossi capace di carpire. Ma, la cosa più importante e l’ultima cosa che ho da dire in merito, mi fa ritornare a una delle domande iniziali che ti ho fatto. La cosa più importante di tutte, credimi, viene ora. E bisogna avere davvero il coraggio di rispondere con onestà, non a me, ma a te stesso. Bisogna prendersi il proprio tempo. Aspettare la propria primavera e rispondersi. La domanda che ora io ti faccio è la seguente: Se tu dovessi fare il conto di quante persone, nella tua vita, hai incontrato, sapresti dirmi a quante di queste persone hai dato (volontariamente o no) qualcosa, di piccolo o grande, che è poi loro servito nella vita?

Buona meditazione… 🙂

9 pensieri riguardo “Nutrimento e arricchimento

  1. no, non saprei risponderti. non saprei dirlo.
    sì, mi vengono in mente le persone a cui ho “rubato”, può sembrare assurdo, ma anche qui, in questo mondo virtuale l’ho fatto e non sto parlando di “coverizzare” post, tanto per capirci. ma se penso a quelle che mi hanno “derubato” me ne vengono in mente poche.
    a volte ho “insegnato” ad altre persone… nel lavoro soprattutto, ma non credo ti riferissi alla disponibilità volontaria del singolo a condividere la propria “arte”.
    penso che questo “arricchimento” di cui parli sia assolutamente automatico e bilaterale (spero). non pensato, magari non cosciente ma continuo. se non succede non è questione di predisposizione allo “scambio”, semmai è un problema di autostima, se vogliamo dire così. più sei convinto di essere in gamba, meno hai bisogno di carpire “informazioni”. da te ci sarà chi prenderà, ma tu (penserai) di non aver bisogno di imparare.
    più o meno la vedo così. ma mica lo so se mi sono spiegato… 🙂

    "Mi piace"

  2. Interessante il paragone con Lina Sastri in una commedia del grandissimo Eduardo; immagino la scena e la sua bellezza… Un bellissimo riferimento… Cmq per quanto riguarda il racconto nel blog che sto realizzando, qualcosina l’ho già scritta, però molto poco per ora, dunque accetto volentieri consigli per modificare e soprattutto arricchire questa prova… Buona giornata… Ciao

    "Mi piace"

  3. Ciao Romala, mi hai fatto ricordare un pò di cose..
    persone di cui mi sono nutrita … 🙂

    il professionista da cui ho fatto pratica (praticamente cercavo nel cestino le sue bozze per studiarle a casa… )

    il mio prof. di matematica: un giorno entrò in classe mentre c’era in ns. consiglio.. mi era tccato dii fare la segretaria per il verbale (la solita fortuna): e chi lo aveva mai scritto un verbale??
    avevo scritto alla velocità della luce appunti del tipo: Tizio dice questo, Caio risponde quest’altro…
    Sai che fece lui?? andò dal Preside a far vedere quanto ero incapace.
    Il verbale doveva partire con… “Il giorno XX il mese YYY alle ore ZZZ si è riunito….
    Il Preside bonariamente sorrise e… diede ragione al prof! non avevo mai scritto un verbale, ma dovevo essere pronta.. dovevo saper fare tutto.. sennò ero proprio un’incapace (a 13 anni.. se non sai fare il notaio sei incapace).
    Incapace io???
    Bene prof: a noi due!
    Da questo momento in poi qualsiasi verbale, (fosse pure quello di consegna delle verdure al bottegaio dell’angolo di quella stradina che manco mi ricordo..) beh: da questo momento in poi scriverò io TUTTI i verbali che capitano sotto tiro. E… ti sfido prof, a non trovarli ineccepibili.
    🙂

    Però… la tua domanda non saprei Romala.. probabilmente non sapremo mai chi invece si è nutrito di noi…
    un saluto
    elleletizia

    "Mi piace"

  4. riga dopo riga, come una spugna, ho assorbito ogni parola, l’ho rigirata capovolta strizzata, così semplice così chiaro così esaustivo
    Mi sono nutriro e arricchito e soprattutto pensato.
    Quante volte dagli altri è dipeso un momento di felicità, un’emozione una lacrima un sorriso

    Finche leggerò post così belli avrò la speranza di ingrassare……….l’anima

    ciaO

    Birba

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...