Ode al Gambero Rosso!

“Uè, ma tu la sai la differenza tra uno scampo e un gamberone?” Ecco, questa è una di quelle domande che, quando me le pongono, mi fanno pensare che chi me la sta facendo o sia fuso di brutto o sia scemo e non sa con chi sta parlando. Se sò la differenza? No, scusa… Mi conosci da 20 anni, mi hai visto cucinare un mondo e mezzo di cose e, cosa più importante, sai che ho “vissuto” letteralmente nei ristoranti da 8 a 24 anni… Mò, secondo te, io non saprei la differenza tra uno scampo e un gamberone? E vabbè, ti perdono, Elsa. Però, scusami se insisto, mi viene da schiantarmi dal ridere a pensare che TU non lo sai e che ci hai fatto la canonica figura di M con il tuo fidanzato! 😀 😀 e vabbè, daiii! Questo è successo qualche mese fa.

Succede che quest’estate, a tavola, Pè inizia a parlare con Laura che vuole fare la biologa marina. La mette alla prova con la stessa domanda che mi hai fatto tu e lei lo secca là, fornendogli tutti i minutissimi particolari anatomici dei due crostacei. Poi, si parla di ostriche e a me viene il voltastomaco. Senti, tu dimmi tutto quello che vuoi, ma le ostriche sò schifose e schifose resteranno, per me. Come fai a sentire il sapore del mare in una cosa talmente viscida che, per mangiarla, te la devi allagà dentro il limone??? E l’aragosta? Ne vogliamo parlare? Non sa di niente e, con lei, pure l’astice che, per mangiarli, li coprono di sughi, sughetti, maionese e pirlate varie. Noooo, not my cup of tea, believe me! Ecco, ho bestemmiato contro il pesce più “extrasupermegacostosoeapprezzato” e mò mettimi pure in croce. Adoro le cozze (marò, che impepata mi sò fatta venerdì scorso mentre Marco diceva che la casa puzzava di terronia :-D), adoro le vongole, i cannolicchi, le cicale di mare, gli scampi e, per me, i gamberoni (che conosco benissimo) assieme agli scampi stanno sopra a tutta la catena alimentare (e me li pappo tutti io quando li faccio al guazzetto!).

Toh, dice Pè, ma tu, sicuramente, non hai assaggiato i gamberi rossi di Sanremo. Uhm… 😦 mò, a farci mente locale, ti dirò… Gli atlantici sì, i tigrati sì, le mazzancolle pure, ma ti dirò che questi qua, di Sanremo, no, non ne ho mai sentito parlare.. Uff, cheppalle ammettere di non sapere una cosa :-(… Embè? Chessaràmmai? Che fanno? Cantano al Festival? Lui sta zitto. No comment. E poi inizia a raccontare: I pescatori arrivano ogni sera, con i loro pescherecci e scaricano il pescato. Tu vai là, dice Pè, e loro ti dicono “li vuoi assaggiare?”. Io, silly romantic, già mi immagino che fanno come al Fisherman’s Wharf di San Francisco (bellissimo posto dove vorrei tanto andare) che si mettono a cuocerli là, fuori dalla barca e a venderli ai passanti. Pè mi guarda con aria sorniona e dice: “Tonta, nooo… Te li sgusciano là e tu senti il mare in bocca. Dài, ti dico dov’è e domani li vai a prendere, vedrai cosa ti fanno mangiare!” Ops… 😦 Deve aver visto la mia faccia perchè, col cuore in mano credimi, un pescatore che, dalla barca che dondola (considerando che soffro di mal di mare perfino se la vedo in TV, una barca in acqua… :-(), prende il gambero, me lo sguscia e me lo mette in bocca, è una visione a dir poco “gastroefficace…”. Ecco che, allora, dice che andrà lui, santo Pè. E vabbè, penso, domani sera mangerò gamberoni rossi. Il giorno dopo, arriva con un sacchetto di gamberoni che è andato a prendere al porto di Sanremo.

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Credimi, non sapevo cosa mi sarebbe successo. Arriviamo a casa e tutto è pronto. Mamma è là che ci aspetta trepidante: “Peppin t’ha fatt è spachètt ch’è camberoni!” Ok, ok… Manco fosse chissà cosa. Prima, però, c’è stato l’antipasto. Scaltro il fratello… 🙂 Ero riuscita ad evitare il pescatore odulante, ma non ho potuto evitare lui! Prende, sguscia un gambero praticamente vivo e me lo mette in bocca dicendo “questo lo devi assaggiare…” Orcu! 😦 Decisione urgente da prendere: o vomiti o mangi! Esito? Mangiato eccome. Ecco, a me piaceva il sushi fino a quando, qualche mese fa, ho letto l’indagine fatta da Altroconsumo che terminava dicendo: “meglio che ve lo fate voi a casa vostra”. E vabbè… 😦 Mò che succede? Ho un gambero rosso (da qui il nome del famoso ristorante sanremasco e chi lo avrebbe detto mai?) in bocca e lo lascio là un attimo. Uhm… Uè! Burro di mare! 🙂 ecco cosa mi è venuto in mente. Favoloso, morbidissimo, saporitamente dolce burro di mare. Ehm, Pè, senti un pò.. Dammene n’altro, và.. 😉 E via… E’ in quel momento che mi dice: “Toh, mangiati pure la testa del gambero; là ci sta il meglio, sentirai che sapore!” No, aspè, daiii… Vabbene andare contro le istruzioni di Altroconsumo, ma deglutire il cervello e affini del gamberone, succhiandone la testa, aggi pacienza, mi fa sentire troppo Alien in crisi d’astinenza. No, Pè, scusami, nun c’ià facc… 😦 Si arrende, ma sorride sotto i baffi… Poi, fa tutto lui, Deo Gratias!

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Ora, non è perchè sia mio fratello, credimi, ma io stimo molto gli uomini che sanno cucinare mettendoci del proprio. Primo perchè evitano di farlo fare a me, che dicono sempre che cucino così bene che è un peccato non farmelo fare (vedi Marco… ;-)) e poi perchè credo fortemente che l’arte del cucinare sia, in realtà, un percorso emotivo personale e perciò, più uno cucina, più cresce, secondo me (ma tutto è opinabile a questo mondo). Ad ogni modo, io penso che quando succede che, in un piatto trito e ritrito, ci metti finalmente del tuo e lo rendi particolarmente diverso e straordinariamente gustoso, secondo me, sei arrivato al traguardo. Cucinare, secondo me, come nella vita, deve essere un continuo migliorarsi. Questo, però, non sta a te dirlo. Sono coloro che gustano i tuoi piatti che ti faranno capire quanto avanti sei arrivato avanti (come nella vita). Beh, io pensavo che li avrebbe fatti al guazzetto o qualcosa del genere, nà roba sciuè sciuè, insomma e, invece… “Rosa, ci mettiamo poca pasta, però, altrimenti il “sughetto” che ho preparato non rende”. Ok, certo, fai pure. Come dice Jovanotti? Mi fido di te. 🙂 E così, arriva in tavola un piatto di gamberi con spaghetti (if you know what I mean :-)).

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Ma prima del piatto arriva il profumo. Ecco, ti dico la verità, non ricordo esattamente cosa ci abbia messo dentro (e me lo ha pure detto e spero di elencarli tutti, gli ingredienti) ma quel profumo di mare (che quasi mi sembrava di averci il pescatore di Sanremo in piedi sul tavolo che mi porgeva sorridendo il gambero sgusciato :-)) io non lo dimenticherò mai! Poi assaggio. MARO’. Sai quando dicono che mangiare è un’esperienza “particolare”? Beh, scusami, ma per me lo è stata. Assaggiavo lentamente. Sentivo quel sapore di mare fresco, sentivo il mare davvero! Eh, mi dirai, bello dirlo e non poterlo provare, tanto tu te li sei mangiati e io non lo so come erano veramente e non ti posso dire che hai ragione. Beh, allora ti dirò che, se tu li avessi assaggiati a Milano o Torino o Timbuctu, ti saresti sentito trasportato su una spiaggia, una tiepida sera d’estate, a guardare il tramonto rosa che tende al violetto e affonda nel mare lentamente. Lo senti il vento che, fresco, ti accarezza le guance? I tuoi piedi giocano con la sabbia morbida che ti trasmette il calore del sole che sta andando via. Due o tre gabbiani volano in cielo e le onde leggere della battigia si divertono con le alghe depositate durante il giorno facendole scivolare tra i sassolini grigi e bianchi in maniera stupendamente ipnotica. Ci sei? Ok, mò torna qua! 🙂 Guardavo stupita mio fratello mentre lui sorrideva compiaciuto. Laura e mamma continuavano a fare complimenti e mangiare. Io, all’inizio, stavo zitta. Li aveva sgusciati tutti subito; quando sono freschi non fai fatica. Poi, nonostante la sua ritrosia per l’aglio, aveva fatto un leggero soffritto con l’olio di semi (?) per renderlo più leggero e ci aveva tuffato dentro i gamberoni nudi. Niente altro, credo, a parte… Il segreto. Oh, io lo svelo! Il segreto è che UNA AD UNA lui ha preso le teste dei gamberi e ne ha letteralmente sprimacciato il contenuto dentro la padella, dove sfrigolava il resto dei gamberi. “La testa, Rò, quello è il meglio” mi ha detto lui. Già, quello è il meglio. Ho pensato, sai, che è proprio vero che la testa è il meglio? Di tutti. Se fossimo capaci di non guardare il corpo. Se fossimo capaci di vedere “oltre”; di vedere la “testa” della gente, quanto cose sarebbero migliori? Pure i gamberi, di meglio, hanno la testa e dovevo arrivare a 45 anni per capirlo, pensa te! 🙂 Beh, poi ci ha messo quattro o cinque pomodorini belli maturi, un pò di sale e, forse, una spruzzata di prezzemolo. Ora, io non so come dirtelo ma, credimi, non ho mai mangiato i gamberoni rossi e mai così. E’ per questo che venerdì scorso mi sò fatta le cozze… 😦 Ero al super e, come dice la canzone, vagavo distrattamente intorno al banco pesce cercando i gamberoni rossi di Sanremo. Figurati, quando l’ho chiesto al ragazzo del bancone quasi mi rideva in faccia… 😦 così, ho dovuto ripiegare, come il generale Custer, sulle amate e conosciute cozze onde evitare di schiacciare la testa alle mazzancolle dell’Atlantico che riportavano un cartellino con la dicitura “prodotto scongelato che si può ricongelare” e rischiare di morire avvelenata veramente! 🙂 😀 Beh, infine, grazie, Pè, grazie davvero per avermi fatto scoprire i gamberi rossi! 🙂

7 pensieri riguardo “Ode al Gambero Rosso!

  1. gambero rosso era anche l’osteria dove si è fermato pinocchio con il gatto e la volpe 🙂
    io con le creature del mare ho un rapporto mangereccio tutto mio.
    ostriche no, bisogna mangiarle vive e che ancora si muovono… ma neanche creature con i tentacoli.. calamari sì ma ben puliti e tagliati.

    carino questo spaccato familiare che descrivi, in effetti lunghetto ma carino

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  2. a’mme me va bene così lungo…
    perché se uno deve spiegare bene certe cose n’se po’ ffa limità dal numero dei caratteri… e certe cose o si fanno bene o non si fanno per niente 🙂
    bello proprio… si sentono benissimo tutti e due i sapori, quello del mare e quello della famiglia 🙂

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  3. Buongiorno Romala

    Eccola , da me ora che fai
    sei stringata in un corpetto
    leggerti così sintetica
    mi suona strano

    Eh, sei tremenda
    volevi che la facessi cn un cappio al collo
    oppure immersa nella disperazione più totale?

    :: Sto diventando un pò astratta

    Sai Romala,
    quel senso di soffocamento,
    quel nodo in gola;
    ( ho cercato )
    di rappresentarlo cn quel vortice
    di luce che fascia la donna

    :: per qnt riguarda
    l’altro commento che mi hai lasciato
    anche sull’altro post…

    Beh, sn contenta che ti piaccia
    ma cosìbbeddaiiiii

    mi fai arrossire 😳

    Buon fine settimana. Ciao

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