Sinìst, Dést… e arrivi in Canada

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Un giorno stavo guardando fuori dalla finestra di casa mia, a Londra. Pensavo ad una cosa strana. Pensavo che c’è gente che va, inesorabilmente a destra, nella vita e gente che va, alla stessa maniera, sempre a sinistra. Sono rari quelli che stanno in mezzo e che non si lasciano coinvolgere, in qualche maniera, dalla destra o dalla sinistra. Avviso ai lettori: non sto parlando di politica e perciò, se tali discorsi state cercando, potete pure cambiare blog. The one next door is just good and better enough… 🙂 Anyway, pensavo che, nella mia vita, avevo sempre abitato a ovest delle città o delle nazioni dove sono andata a finire. L’ho mai detto che, quest’estate, ho fatto il conto di tutti i traslochi che ho fatto nella mia vita e sono arrivata a 33? Sì, mi sa di si… 🙂 Comunque, in quel periodo abitavo a West Kensington. Ho sempre bazzicato quella zona. Fulham, Hammersmith, Kensington, Wimbledon, Chiswick, Shepherd’s Bush, insomma, Ovest è la mia zona. E così, anche in Liguria e così, anche a Milano (San Siro). Si, io sono sempre stata a Ovest.. Ecco, comunque, quel giorno stavo guardando dalla finestra ed era il primo (e ultimo, grazie a Dio!) Natale che passavo da sola a Londra (marò che tristezza e solitudine… :-() e nevicava. Guardavo fuori, con il naso appiccicato alla finestra e cercavo di capire dove andavano a finire i fiocchi di neve. Li seguivo uno ad uno e ci perdevo davvero tanto tempo a farlo. Alcuni arrivavano fin sopra le mie vetrate e li vedevo sciogliersi, lentamente, e morire dissolvendosi davanti ai miei occhi scivolando giù mentre diventavano acqua leggiadra. Per me, chissà perchè, andavano tutti a ovest. Io stavo ad ovest e i fiocchi andavano ad ovest. Andavano dove andavo io. Mi sentivo così sola e abbandonata. In quel momento mi immaginai più a ovest che si poteva nel mondo, là dove c’era tanta neve e arrivai, con la fantasia in un bosco innevato, in Canada. Camminavo nella neve e sentivo i cristalli freddi sciogliersi contro il mio viso.Sentivo il vento che sferzava e sentivo i miei brividi. La solitudine, lo sai, fa brutti scherzi. Fu così che presi la chitarra e iniziai a scrivere una canzone. Più che una canzone è una ballata, direi. Una specie di storia cantata da ascoltare davanti a un camino, nelle notti d’inverno. Io lo reputo uno dei miei capolavori anche se sembro “quella che ha sposato Sarkozy – come dice mia figlia – ma solo con la voce, neh?” o “la catechista con la chitarra del San Giuseppe Calasanzio“, come dice Marco. Per me, comunque, è un capolavoro perchè sono riuscita a darle un senso, sia musicalmente che a livello di testo, pur non sapendo le note che stavo suonando… ma chi sò io per dirlo? 😀 😀

clicca sul titolo e l’ascolterai…

NEVE

La neve cade lentamente e tu già sorridi

Cammini in un deserto bianco che non finisce mai

Ti fermi un pò pensosa, guardi intorno e poi ricordi lui

I fiocchi di neve“, diceva, “son cristalli sai?”

“E tu come loro sei, purtroppo tu non lo sai..

Ti fermi poi ti giri indietro e osservi le tue orme

Profonde e solitarie solcano i tratti del cuore tuo

“Saranno cristalli“, dicevi, “ma poi si sciolgono”

“Se il sole li accarezza dolcemente, non esiston più”

E ridendo scappavi via, “Oh, la vita non è teoria

Ma se lui fosse qui gli diresti

Che ai cristalli di neve ora credi

Preziosi come loro non ce n’è

In fondo è solo acqua che vita da

E se lui fosse qui gli diresti

che la vita può esser teoria

un fiocco solitario sembrerai

ma quello che tu dai è amore sai

La brezza abbraccia le tue guance e tu rabbrividisci

Se io sono fiocco di neve, tu cosa sarai mai?!

Guardandoti con aria seria lui ti strinse forte

“Io sono il forte vento che lontano porta la neve

e se un giorno mi cercherai, sarò il vento e ti bacerò

ricordalo, ricordalo..”

La neve cade lentamente e tu già sorridi

Cammini in un deserto bianco che non finisce mai

Ti fermi un pò pensosa guardi intorno e poi ricordi lui

“Io sono il vento forte che lontano porta la neve

E se un giorno mi cercherai, sarò il vento e ti bacerò

Ricordalo, ricordalo, ricordalo..”

4 pensieri riguardo “Sinìst, Dést… e arrivi in Canada

  1. Anche io ho vissuto a Londra, zona Ovest; ma anche Nord-Ovest; d’altronde la Londra turustica è tutta a Ovest (infatti si chiama West End); il sud del Tamigi era troppo pericoloso per i bianchi; a est però c’era Portobello: non era male(ancora più a est c’erano i quartieri popolari londinesi, ma eravamo già fuori dell’West End); al Nord mi sembrava tutto grigio, freddo, squallido ma era colpa della Northen Line (quella rossa, mi pare di ricordare) e di una vista a Camden Town, che comunque aveva un bel mercato domenicale mi pare; beh, ciao romala, alla prossima; appena posso ascolterò la tua canzone, per adesso ho letto il testo e mi sembra carino; a presto Albix

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  2. Ciao Albix, Londra si, era proprio come la descrivi tu. Ora è completamente cambiata. La Northern era nera, se non erro. I mercati erano e rimangono stupendi, nonostante l’invasione delle cineserie, pure là… 🙂

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