Attraversare non fa male…

1-strisce-pedonali

Piove, sto uscendo dal parcheggio per andare in ufficio e sò incazzata. Chi non lo sarebbe se ogni singola goccia di pioggia le ricordasse che ha un uretere che pulsa ogni 4 minuti cercando di espellere un calcolo maledetto? 😦 Diciamoci la verità, certo che c’è di peggio ma, se proprio lo vogliamo dire, ognuno pensa sempre al suo di male fino a quando, davvero, gli fa male. E così, maledicendo la vita ingrata e il calcolo che non ne vuole sapere, mi tuffo sotto la pioggia (naturalmente senza ombrello perchè l’ho dimenticato a casa) e cerco di stare sotto i cornicioni per bagnarmi di meno. Marò… Marò… MARO’… 😦 E’ in quel momento che vedo una signora anziana che sembra spaesata. Parla da sola e sta ferma, sotto la pioggia e senza ombrello, mentre la folla le passa accanto noncurante. Io? Mò te lo dico. La tentazione ce l’ho avuta pure io di andare avanti e fregarmene ma… Rallento, la guardo e lei aggancia il suo sguardo al mio. “Lei da che parte va, signorina?” Oh.. 🙂 Mi ha chiamata signorina… Beato Alzheimer… “Vado là, a destra, in Via Lanino e lei?” Mi guarda confusa e timida mentre la pioggia continua, incessante, a bagnarci entrambe. “Io volevo attraversare di là, ma nessuno va di là…E gli autobus vanno veloce e pure le auto… E io ho paura..” Se piangesse, non lo potrei distinguere. E nemmeno se piangessi io, si potrebbe. Tesoro. Quanto mi spiace… 😦 “Ma guardi che io vado proprio di là” e tra me e me mi chiedo, nell’ordine: A) dove caxx sia “di là…”, B) quando la smetterà di piovere C) quando la smetterà l’uretere di farmi male nonostante tutti i Buscopan e i Voltaren che sto prendendo. Lei sorride, Dio grazie, e io pure. “Allora me lo dà il braccio e mi aiuta, signorina?” Marò… “Ma certo, si figuri!”. E così, attraversiamo. “Di là” si rivela essere l’opposto di dove stavo andando io. 🙂 Addio sogni di arrivare quasi asciutta in ufficio… Ci avviamo e la vedo guardare a sinistra. La 50 arriva sparata da Piazza Bolivar e lei si blocca a metà, proprio là, in mezzo al passaggio pedonale. “Uh, Signùr!! Ci ammazza!!” Paralizzata, cerco di farla avanzare. “No, tesoro, non si preoccupi, si ferma, si ferma. E’ lontana almeno un chilometro. Stia calma e mi stringa forte il braccio…” Arriviamo, bagnate come due pulcine, dall’altra parte del marciapiede. Lei molla il braccio e dice “Grazie, grazie!” Eh no, mi spiace. Mò finisco il lavoro. “Scusi, ma lei stava tornando a casa?” “Si, solo che avevo paura…” Si, sì, questo lo so. Senta, mi faccia il favore, mi dice dove abita? Posso accompagnarla fino al portone?” Ecco, è là che mi sono sentita felice. Quando mi ha guardata stupita e mi ha afferrato di nuovo il braccio stringendomelo forte forte. Non ha detto niente. Passo dopo passo (alla sua andatura) siamo arrivate a quasi mezzo chilometro dopo. Stavamo zitte. Io le stringevo forte la mano contro il mio braccio e cercavo di evitare le pozzanghere. Lei mi seguiva e si guardava intorno per cercare casa sua. L’ho lasciata davanti alla porta di casa che aveva aperto con le mani tremanti; non quella del portone, bada, quella di casa. Uè, non potevo mica finire il lavoro a metà! 🙂 Cosa è successo? Nulla… Mi ha solo stretto di nuovo il braccio sorridendo e dicendomi: “Che Dio la benedica”. Le ho risposto ridendo: “Ah! Non ci conterei molto, ma mi va bene se mi benedice lei!” Sai come mi sono sentita tutto il giorno? BENISSIMO. FELICE. CONTENTA. Pensavo che è proprio uno schifo dover sempre leggere notizie di M e tristissime e leggere sui blog le cazzate del tizio che se la fa con la tizia più giovane di lui, del tizio che ha ammazzato la nipote, dei tizi che si sono ammazzati per ammazzare chissà chi altro. Vorrei, davvero, un canale televisivo che desse solo belle notizie. Notizie che ti rincuorano. Notizie di speranza, in questo estremo momento di M. Su Tiscali ci sono le notizie curiose e simpatiche che ti fanno ridere, ma te le devi andare a cercare. Io vorrei che te le facessero digerire dalla mattina alla sera. Eppoi, ti dico la verità, e spero di non bestemmiare. Sono davvero contenta che mi abbia benedetto lei. Dio? Dio, magari, aveva altro da fare in quel momento e mi va bene che non gli sia caduto lo sguardo in una traversa di Via Foppa verso le nove di mattina. Mi va bene perchè, a me, va bene così. Spero solo che, un giorno, qualcuno si fermi anche per me… Solo questo. Lo spero con tutto il mio piccolo e stupido cuore fradicio di pioggia.

10 pensieri riguardo “Attraversare non fa male…

  1. Ma quanto sei deliziosa .. nel senso che devi davvero essere di una normalità che mette a disagio coloro che tiengono

    ” u pilu nda panza ”

    spero di averlo scritto bene anche se di quella regione non sono.
    La gente strana non si sogna neanche di salutare il vicino di casa, pensa te che roba!!!
    Evviva l’umanità sensibile e solidale :))

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  2. Un canale della felicità, delle belle notizie, incuranti delle paranoie dei blogger, che si lamentano sempre troppo nei loro post, e dimenticano la gioia di qualche minuto. La gente strana magari vede strani noi, o semplicemente troppo normali per essere veri; evviva la stravaganza! Anche a me a volte capita di incontrare persone insolite, curiose e cerco di entrare in punta di piedi nella loro vita cercando di imparare qualcosa anche da loro. Dalle esperienze altrui cerco di ripartire… Un saluto

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  3. @generosa: grazie… sì, di solito faccio questo effetto alla gente.. 🙂

    @ elle: forse hai ragione tu… 😉

    @ peppe: parole santissime… ma come si fa a trovare solo cose belle da raccontare? è un bel casino… 😦

    @ivy: grazie, è un piacere anche per me leggerti.

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