Memorie di un raccoglitore d’olive (…a mano)

Dunque, in realtà, il tuo post sarebbe dovuto iniziare con queste foto di venerdì 3 dicembre ore  06:30 , che poco diranno… non si capisce nulla … 100_5121

La foto che ti ho mandato (l’olio a tavola) era per farti vedere la fine del  processo olivicolo. Il prodotto finale (l’olio) è squisito ed utilizzato da tanti senza sapere cosa c’è dietro. Volevo farti capire che, prima di vederlo in tavola e pensare che sia solo dell’olio, c’è stato il frantoio, con i suoi costi i suoi tempi, i suoi passaggi. Una volta arrivati nel frantoio, previo appuntamento (molto importante perchè durante il periodo delle raccolte tutti cercano di organizzare tutto e non si può tardare nel portare le olive altrimenti marciscono) si inizia con la pesa delle olive. In liguria esiste una  ” misura ” (come hai messo nel post) chiamata quarta; ogni quarta è formata da kg. 12,5 di olive e noi abbiamo raccolto circa 248 kg. di olive a mano … cosa vuol dire a mano ? Vuol dire che gli altri (soprattutto coloro che vendono l’olio ed hanno molte olive) mettono le reti sotto gli ulivi un mese prima (e accade che molte olive cadono prima perchè begate dalle mosche, per la pioggia o perchè hanno le corna e basta) e dopo un mese o più i proprietari vanno là e sbattono con sbattitori elettrici a batteria o motore gli olivi per far cadere le olive buone. Poi le mischiano tutte assieme, buone e brutte, e tu immaginati l’olio che ne esce. 😦 Invece noi (io e Visconti – ndr: Lucia, sua compagna) andiamo con la nostra rete, di olivo in olivo, e, con un attrezzo simile al pettine, pettiniamo i rami o li colpiamo con un bastonetto.

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In sostanza quelle per terra non le vediamo neanche perchè ci passiamo sopra, mentre raccogliamo quelle buone attaccate ai rami; dunque le nostre sono raccolte a mano.

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Altra cosa: nell’uliveto di Castellaro non ho raccolto neppure un oliva perchè la mosca olearia che deposita le sue uova appunto nell’oliva me le ha praticamente ingravidate tutte. L’unico modo, affinchè io raccogliessi, era quello di dare il veleno ( tipo ddt o rogor) ma non l’ho fatto per una mia scelta e dunque nix. 🙂 Mentre le olive della raccolta di cui parli tu nel tuo post le abbiamo prese a Ceriana e lì, praticamente, mosca zero. Perchè? Perchè essendo alta la zona, faceva troppo freddo perchè la mosca rompesse i coglioni alle mie olive. 😀

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Dopo tutta questa spiegazione, sperando che tu l’abbia letta anche perchè mi cuccherai sicuramente dell’olio quando verrai, devi sapere che ci abbiamo messo 2 giorni e mezzo con la levataccia delle sei inclusa. Quando vorrai provare a farti dell’olio per avere una tua soddisfazione propria, sappi che ci sono (e ci saranno – per il futuro) ancora olive da raccogliere e saranno a tua disposizione gratuitamente: reti, oliveto e attrezzi compresa la benzina per il motosega se hai voglia di tagliarmi i rami!  T’invio altre foto dell’oliveto, della Visconti in opera e in autoscatto assieme! 😉

100_5133Se ho dimenticato qualcosa, fa niente, sono stanco … Ciao.

Beh, sono davvero contenta di pubblicare questo “racconto”. Uno, perchè è una cosa molto bella, particolare e istruttiva che resterà su questo blog, nel tempo, per sempre. Due, perchè sono molto orgogliosa di mio fratello. Tre perchè, se ho capito bene il messaggio subliminale, mi sa che a Natale, con Laura, andremo a raccogliere le olive e ci faremo il nostro l’olio…. magari segando pure qualche ramo d’ulivo, và!!!! 😀

2 pensieri riguardo “Memorie di un raccoglitore d’olive (…a mano)

  1. Ho appena letto l’aricolo sopra, e devo dire che è interessante, ma molto recent, porla di reti, sbatitori, etc. Io ho 64 anni e sono venuto grande negli univeti Imperiesi e nei gumgi (frantoi con macine a pietra e spremitori a mano. Se nelle risaie c’erano le mondine in liguria vi erano centinaia di raccoglitrici a mano di olive, Saselline,bergamasche, pimontesi , friulane, che venivano a svernare in riviera non certo per diletto per duro lavoro e necessità. Io personalmente ho cominciato a racagliere all’età di 10 anni, avevo il mio canestrin, cupellu, era la quarta parte di una quarta, poi c’era il canestro, usaro dale raccoglitrici, ed era meza quarta: il laviro consisteva di racogliere le olive a mano , mel secco, nel fango, nella brina, non era proprio una bella vira. A mezzogiorno 1ora di riposo con pranzo!!! al sacco e poi lavoro sino alle 5. Gli uonini invece abbacchiavano le olive con pertiche di castagno e ognuno aveva la propria e guai a cambiarla, faceva parte delavoro. isarebbero tantissimi annedoti da raccontare, come quando mia bisnonna A MAE ANGEINA, andava con dei trinchi a levare le olife dai buchi dei muti, ma penso che ,pultroppo, interesserebbero a pochi, visto il ritmo della vira moderna . L’OLIO ERA ED E’ FATICA RAGAZZI !!!!!!!!!!!!!

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    1. Caro Graziano, ti ringrazio tanto per il tuo bellissimo commento e scusa per il mio ritardo nel rispondere. A me interesserebbero eccome, invece, i tuoi racconti. Infatti, che cosa sono i trinchi? E lo so che era ed è fatica… Non l’ho fatto personalmente ma mio fratello raccoglie le olive ogni anno e mi manda le sue foto prima e dopo lo sforzo. Però, ammetterai, l’olio che ne ricavano è davvero ORO… Mio fratello e mia figlia lo mangiano come se fosse il cibo più delizioso del mondo… un caro saluto e grazie ancora!

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