Io lo dò gratis…

Quante volte l’avrò già detto? Decine, su questo blog, ne sono sicura. E lo ridico di nuovo, tanto che mi frega? Ci sono dei momenti in cui davvero credi che nulla possa ti possa più smuovere dentro. Non so se succede a tutti. So solo che, a me, succede di pensare che, al posto del cuore, da quel momento in poi, ci metterò per sempre una lastra di granito, cryptonite e marmo indistruttibile perchè ne ho le palle piene di soffrire e mai più voglio dare la possibilità a qualcuno di farmi del male. Beh, in quei momenti, di solito, mi viene pure una pazzesca voglia di fare del vero danno al mio portafogli (e meno male che mi è successo 7 o 8 volte nella vita! :-D) Così succede che ieri, con la scusa che si doveva fare shopping natalizio, mi dirigo febbricitante di vendetta autolesionistica (che pirlata 😦 ) verso il centro, con Laura tutta contenta e felice. Si scende a Cairoli; si passeggia lentamente dal castello verso Cordusio, mentre le luci natalizie, la folla urlante, urticante, spingente e infreddolita ci sgomentano sempre di più visto che a San Siro non c’era nemmeno un’anima a cercarla col lanternino… Entriamo in qualche negozio, compriamo qualcosa da Carpisa, osserviamo divertite l’attempato signore napoletano che canta con il karaoke davanti a tutti e vende le sue cassette e CD, scappiamo via davanti alla bancarelle delle cose di Pinocchio (che Laura detesta), entriamo da Lush a sniffare tutte i magici assembramenti di saponi fatti a mano e gel profumatissimi. Ci fermiamo a guardare le luminarie e i cartelloni del Piccolo e, al primo morso di stomaco affamato, (ormai sono le tre e non abbiamo ancora pranzato) ci dirigiamo verso il Mac Donald’s che si trova  nella Piazza dei Mercanti e dove si trovano delle bancarelle di cibo pazzescamente profumate! Facciamo un pò di coda alle casse e, mentre Laura sta finendo le sue nuggets io, che non ho mangiato nulla e le ho solo fatto un pò compagnia sgranocchiando qualche cosa, esco fuori, curandola dal vetro, per fumare l’ennesima sigaretta. Mi guardo intorno, mentre ascolto la zampogna che suona lontana e osservo il mercatino e una signora un pò strana che parla da sola e dà cazzotti in aria. Ho sorriso pensndo che, magari, tra qualche anno sarò pure io là, a dare cazzotti in aria, chennesai? 😀 Mi sono girata ed è stato là che li ho visti. Un gruppo di ragazzi sui 20 anni. Belli, puliti e molto “complici”. Avevano tutti un cartellone in mano (di diverse misure) scritto a mano. Una si lamentava ridendo e diceva che si vergognava. Erano 5 ragazze e 1 ragazzo. Le altre si incitavano e sembravano farsi coraggio e poi, tutto ad un tratto, si sono messi giù, per terra, proprio come il girotondo, ma seduti e accovacciati per terra ed hanno steso i loro cartelloni scritti a mano. “Free hugs” è stato il primo che ho visto. Poi, incredula, ho letto gli altri: “Abbracci gratis”. Ridacchiavano e si incitavano facendosi coraggio. Una signora in pelliccia ha iniziato a criticarli a voce bassa, accanto a me, cercando il mio sostegno. Povera sfigata, non sa proprio chi aveva vicino… 😀 Io ho guardato la ragazza che aveva vergogna e le ho fatto un sorriso di incoraggiamento. Lei mi ha sorriso in una maniera così pura che mi ha fatto mancare il cuore di qualche battito, credimi. Dio, quanto erano belli! Dio, che gioia, vederli. Non so se riuscirò mai a spiegartelo. So solo che, in quel momento, ho deciso che ogni lasciata è persa, davvero, nella vita e sono andata a prendere Laura che aveva finito, a due metri da me. Poi siamo uscite e mi sono fermata davanti a loro. Nessuno li toccava, li considerava, li cagava (diciamocelo onestamente). Io? Beh, mi sono avvicinata a loro e gli ho chiesto se potevo fargli una foto. Gliel’ho chiesto sapendo che, dopo, gli avrei chiesto pure un abbraccio, così… Per far venire i vermi alla signora con la pelliccia. 😀 Il ragazzo ha detto: “Sì, certo!” e si sono messi in posa.

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Scattata la foto, lui continua sorridendomi con aria furbesca: “Signora, però, lei lo saprà, ogni cosa ha un prezzo!” Si è alzato e mi ha aperto le braccia. Io? Io gli ho risposto ridendo: “Oh, ma io aspettavo solo questo, credimi!” E’ stato uno dei più caldi, puri, sinceri, veri, disinteressati, amorevoli abbracci che io abbia mai avuto in tanti anni (se non contiamo quelli di Laura). Quel ragazzo mi ha stretto così forte, e io pure lui, che mi sembrava che il mondo fosse scomparso per quei pochi attimi. Poi? Poi ci siamo lasciati ridendo, mentre gli dicevo: “Siete fantastici, stupendi e meravigliosi. Bravissimi! Non cambiate mai, ok?” Mia figlia è rimasta là, durante tutto quel tempo, zitta a guardarmi come se lo sapesse che l’avrei fatto. La sua accettazione di quello che io sono è strabiliante. Mi ha sorriso e poi mi ha dato la mano. E’ stato in quel momento che ho iniziato a piangere, nel mezzo del mercatino di via Orefici. Mi sono fermata davanti alla bancarella dei gufi (che colleziono) facendo finta di niente, ma non ho retto. Lei sapeva e mi ha stretto la mano. Sapeva che avevo qualcosa da dire. “Lala, promettimi una cosa. Promettimi davvero. Promettimi che, quando sarai grande, te ne fregherai della gente e di quello che penserà e, magari, farai come quei ragazzi, se ti viene voglia di farlo. Se io non ci sarò, Lala, sappi che sarò la mamma più orgogliosa, non del mondo, Lala, di tutto l’universo e pure oltre, hai capito?” Ha annuito sorridendo, ma non capiva perchè piangessi e ho dovuto spiegarglielo.  Piangevo perchè quei ragazzi erano stupendi dentro e fuori e volevo tanto conoscere i loro genitori per dirgli che avevano tirato su dei ragazzi meravigliosi. Piangevo perchè ci vuole un coraggio da leoni a fare la cosa più semplice e naturale del mondo, oggigiorno. Ma tu ti rendi conto di quanta speranza, quanta fiducia nel “bene”, quanta serena incoscienza, quanto “buon cuore” bisogna avere per fare una cosa così semplice eppure così difficile, oramai? Piangevo perchè ne abbiamo tutti così tanto bisogno ma continuiamo a fare i fighi ostentando un cuore di granito e kryptonite. Piangevo perchè le cose più belle succedono sempre quando meno te le aspetti e mai, mai, mai smetterò di ringraziare il Signore per farmele succedere con tale metodica e precisa puntualità. Piangevo perchè quei ragazzi mi hanno dato calore e speranza. Calore, speranza e affetto e, il tutto, gratis, capisci? Se ne ho bisogno? Magari sì, magari no, però, in quel momento sì, sicuramente. Ora? Ora sono in modalità stand by e mi riscaldo, da ieri, con quello stupendo abbraccio che non dimenticherò mai più, campassi tredicimila anni e due. 😀 Dunque, se passate da Milano e incontrate i ragazzi degli abbracci gratis, per favore, abbiate il coraggio anche voi, ci vuole così poco per oltrepassare quella maledetta linea e si sta così tanto bene dopo, fidatevi!

5 pensieri riguardo “Io lo dò gratis…

  1. C’è sempre un po’ di timore che ci sia qualcosa di nascosto sotto; in una società che non si ottiene nulla gratis, semplicemente per affetto, c’è questa paura che blocca, e ci fa perdere momenti magici come questi… Ahimè non mi è mai successo di incontrare persone che regalano abbracci, incontro, pressapoco mendicanti con piattini o altri che vogliono vendermi enciclopedie o firme… Insomma, non so come reagirei, ma probabilmente sarei commosso pure io; a Natale regaliamoci dell’affetto puro, abbracci e lettere ( e risparmiamo pure soldi…) Un saluto

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  2. ciao leggevo la tua giornata…e per la prima volta o capito cosa prova la gente quando viene abbracciata anche solo da uno sconosciuto…volevo informarti che anche a roma ci sono le abbraccine pronte a regale un po d’amore e un sincero abbraccio a tutti…ti invito ad iscriverti al gruoppo:
    sosteniamo le abbraccine
    chissa magari da un gioco si riesce a cambiare il mondo 😀
    un abbraccio di cuore
    le abbraccine di roma 😀

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