Mi sono trasferita a Shanghai

shanghai-nightColazione l’ho fatta al Morgan bar di via Morgantini. Fino a qualche mese fa c’era quel signore così anziano che sembrava portarsi dietro gli anni di Matusalemme. Oggi una simpatica coppia cinese mi ha fatto un thè con la bustina del Lipton (che la pubblicità può dire tutto quello che vuole ma, per me, è il peggiore…). Tornando a casa sono passata da Utile e Futile, sempre in Via Morgantini, che una volta  si chiamava “Tutto a mille lire”. Silenziosa, educata e tenera Su Yin 🙂 Mi fa sempre lo sconto togliendomi i centesimini dal totale della spesa. Ha partorito nel mio stesso periodo, nel mio stesso ospedale, ma non mi dice mai ciao quando mi vede per strada o mi fa pagare. Bizzarra questa cosa: ma perchè lo sgrassatore di marsiglia Chanteclair da loro costa 1€ in meno che al super? Ho perfino fatto l’esame volumetrico perchè pensavo che lo annacquassero, ma nisba… 😦 Già che ci sono compro una padella antiaderente con il marchio CEE, che non si sa mai… ;-). Ecco, mò attraverso la strada e porto il cellulare che mi si è impallato al “Negozio 3” (che una volta c’era il negozio di articoli sportivi City Sport) dove ci lavorano ‘sti due ragazzi cinesi con la cresta viola e le catene d’oro… Hmm Triade moderna? 😀 😀 No, ci smanetta su cinque minuti e con la modica spesa di 10€ me lo ritrovo nuovo di zecca. Passeggio qualche metro in avanti per vedere i saldi. All’angolo di Via Celio c’è la Jenseria del Lupo che, porello, si è dovuto adeguare coi prezzi dato che, a sinistra, ha un negozio di scarpe di proprietà di una ragazzina cinese magrissima che sta sempre al pc a parlare su Skype (in cinese… 😉 ) e a destra ha un negozio di vestiti alla moda, di proprietà di una sobria signora con gli occhi a mandorla, che te la vedresti benissimo vestita da geisha e che ha rimpiazzato l’insegna bianca e nera di Antiregola con una color sgargiante fuchsia che non mi ricordo più cosa c’è scritto. Oh, che cavolo!! Quasi mi dimenticavo che devo andare in sartoria, sotto casa, a ritirare la giacca alla quale ho fatto sostituire la cerniera. Il negozio non ha un nome. Ha solo un’insegna, come nel medioevo, con una forbice e il filo che dice “Sartoria”. Mi ricorda un bellissimo libro, “Seta”, di Baricco che lessi anni fa. Pure qua, 10 euro, e il danno è pagato. Le ho chiesto, timorosa, di mettermi la cerniera più solida e forte che avesse. La ragazza, appena arrivata si capisce, parla proprio sostituendo tutte, ma davvero tutte le R con la L e io quasi non ci credo che sia vero perchè qua, i cinesi, la R la riescono a dire da un bel pò di anni… Sorride, fa su e giù con la testa e mi saluta chinandosi… Hmmm, sì, mi sa che è davvero appena arrivata. La giacca, però, è stata fatta stupendamente e io sò contenta di non aver speso 75€ per comprarne n’antra, và… 🙂 cò ‘sti chiari di luna! Sono quasi le undici e mezza… Sarà meglio che vada al bar la Giada a giocare il mio euro di superenalotto e comprare le mie sigarette. Lei sta là. Lei è quella più chiusa, lasciatelo dire. Sorride gelida, come se avesse un iceberg al posto del cuore; mi dà le sigarette senza chiedermi niente perchè, oramai, mi ha memorizzata. La schedina non entra nell’apparecchio, dice due o tre cose in cinese all’uomo che le sta accanto e poi a me: “macchina no funziona, grazie e buona giornata”. Mi lascia sempre di stucco. Non la vedo mai sorridere. Qualcuno mi ha detto che ha dovuto lasciare i suoi bimbi in Cina. 😦 Oh, io ne morirei dentro. Quanto la capisco, porca miseria, quanto la capisco. La schedina la gioco al Gerry Bar Tabacchi all’inizio di via Capecelatro che, pure lui, è “soccombuto” all’onda asiatica e che, ti dirò, stimo di meno del Bar la Giada perchè qua non hanno mai le mie sigarette e non c’è mai nessuno dentro però, almeno, puoi giocà la schedina velocemente, và.. 🙂 Oh, me lo stavo dimenticando! Già che ci sono vado a prenotare il massaggio al centro “La rosa” che sta proprio qua di fronte e così vediamo se i cinesi son davvero così economici e rilassanti come dice la mia collega Silvia che li ha provati! 😉 Marò, si è fatto mezzogiorno e non ho ancora nemmeno messo niente sui fornelli! Sai che faccio? Passo da Tesoro mio 😉 Io la chiamo così perchè la rosticceria Tesoro è stata la prima ad arrivare. Lei è una simpatica cicciona della zona del Sezchuan con due bimbe che parlano cinese e italiano allo stesso tempo in una maniera strepitosa. Quanto mi fa ridere Tesoro… 🙂 “E ccomme sta Laura? Lei fatto compiti oggi? Laura blava bimba, tu dici lei, si? tu cosa complato spesa? tu stanca? ah, io fatto oroscopo plima di matimonio, io marito ok… tu no fatto oroscopo!! Tu sbagliato!!” 😀 😀 marò, comm sì forte, Tesò! 😀  Non c’è nemmeno più bisogno che le dica cosa voglio. Io e Laura abbiamo, ormai, varcato la soglia del cliente habituè e siamo di famiglia tanto che, a volte, è lei che mi ricorda le salse che, altrimenti, Laura me la mena all’infinito! Oh, mò basta, và… Salgo su. Mangiamo il nostro cibo del Sol Levante mentre Marco ci guarda schifato. Hmm… Mò, davvero, è l’ora del riposino… Magari, però, leggendo un libro. Sai che faccio? Mi finisco L’arte della guerra di Sun Tzu che è da prima di Natale che lo volevo fare! 😀 😀

16 pensieri riguardo “Mi sono trasferita a Shanghai

  1. Devo proprio dire che, oltre alla lettura piacevole di questo tuo spaccato, il sorriso che è apparso sulle mie labbra è diventato un po’ amaro quando mi sono persa a pensare alla “memoria”, visto che poi questa è la settimana giusta, e a quello che questo mondo sta perdendo. Non è una accusa alla globalizzazione, è solo una riflessione sui nostri tempi passati… e sul loro passare troppo velocemente. Ciao Romala

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    1. Stellina anche a me è venuto in mente il sig. Fumagalli che aveva la macelleria sotto casa al posto del bar degli egiziani e il sig. Landi che aveva il negozio di sviluppo fotografico al posto della sartoria cinese… 😦 sono felice che mia figlia li abbia conosciuti, però, lo devo ammettere e sono “fiduciosa” nei cambiamenti. Spero che portino solo bene… altrimenti è un bel casino.. 🙂 Grazie per essere passata!

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  2. Se mai c’è stato un cantante preveggente, questo era Bruno Lauzi. Alla fine degli anni Sessanta mandavano ad Alto Gradimento un suo pezzo che diceva più o meno così: “Arrivano i Cinesi, arrivano a milioni, più gialli dei limoni e chi si salva più!”Certo era il tempo della guerra fredda e noi, incoscienti poppanti, sognavamo il salvatore Mao-Tze-Tung che ci liberasse dai famelici democristiani e forse il bravo e compianto cantautore ligure scongiurava a modo suo il pericolo della vittoria dei comunisti.
    Ma dove non poterono il libretto rosso e Karl Marx potè il profitto del dio quattrino: ed eccoli qua i Cinesi, piccoli e veloci….ecc.
    Nemmeno io voglio fare il Don Chisciotte contro la globalizzazione ma osservo e cerco di capire quel che succede; non è facile vivere nel mondo global. Ciao Romala. Albix

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    1. Quanto hai ragione, Albix… non è proprio facile. Soprattutto quando, per la maggioranza, prevalgono gli interessi personali. E quella cosa di Bruno Lauzi, proprio sorprendente! Grazie per averla condivisa, nozione molto bella da avere! 🙂

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  3. Il racconto della tua passeggiata e’ piacevolissimo 🙂 ma parlando realisticamente pensiamo a quanti cinesi ci sono in Italia,al perche’ sono qua da noi e a come aprono e chiudono negozi e negozietti quando converrebbe loro rimanere nella loro patria dove la manodopera costa niente e i diritti dei lavoratori non esistono;la risposta sta nei tanti giri loschi gia’ scoperti in Italia che hanno messo in evidenza un riciclaggio enorme di soldi della mafia cinese in Italia alla quale non interessa il ricavo sull’articolo venduto nel negozietto quanto l’appriopriazione del territorio dove vengono fatti nascere le attivita’,non per niente in ogni citta’ notiamo che tali attivita’ nascono tutte nella stessa zona creando una specie di ghetto dove nessuno entra e puo’ controllare quali sono i veri affari nelle mani dei cinesi. E poi diciamola la verita’..chi di noi non ha mai detto:”che palle questi cinesi dappertutto!non c’e’ piu’ nulla made in Italy!” per non parlare delle primarie a Napoli 🙂 ciao va’ 🙂

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    1. Sai Zagara, ci ho pensato anche io. Non riuscivo a capire come mai ne fossero spuntati così tanti come funghi e, se la tua asserzione è vera, beh 😦 la cosa mi rattrista molto e mi chiedo… cosa possiamo fare noi, per evitare certe cose? Come possiamo far sì che non vada tutto in rovina? Ha ragione stellina, la memoria, la nostra memoria, dove andrà? noi, dove andremo? possibile che si debba lasciare tutto andare così? grazie per essere passata! 🙂

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  4. E beh, proprio l’invasione orientale! Comunque, mancano quei vecchi cari negozi che hanno segnato la storia di una via, o di un quartiere, i cari vecchi commestibili o drogherie, poi, ben vengano locali etnici etc… però, dispiace, che a farne le spese siano stati i negozi che pensavamo fossero immortale, invece la furia dell’Est ha travolto tutto in nome della convenienza, e in periodi di crisi, ahimè, ci si dimentica di qualità e di ricordi per qualche euro di risparmio… Un saluto

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