Mollare gli ormeggi per veleggiare verso “diverse illusioni”

Come si fa? Come si fa a spiegare qualcosa che non si dovrebbe spiegare, ma solo fare? Come si fa a tuffarcisi dentro, tappandosi naso, anima e cuore? Come si fa a passarci attraverso, sperando di uscirne con il minor numero di cicatrici e meno dolore di quanto già se ne paventi? Lui è spaventato e impaurito dal cambiamento. Lei è incuriosita e, da giovane anima, si augura benefici cambiamenti emotivi e soluzioni logistiche che lascino immutato il suo status. Io? Io sto zitta. Li guardo e lo ascolto: “Io e la mamma non ci separiamo veramente, sai? Diciamo che “ci distacchiamo” ecco! Diciamo che c’è solo un distaccamento perchè io non vado mica lontano, in un’altra città. Io sono qua a cinque minuti, ok?” Lei sorride a me, io a lei, lei a lui. Fa meno male così. Sì, fa molto meno male così. Ognuno sceglie il proprio male minore; per soffrire e morire dentro un po’ meglio e, magari, meno dolorosamente. E’ un diritto sacrosanto. Pensare a un distaccamento della mia famiglia mi fa quasi sorridere, come a un distaccamento della caserma dei carabinieri. La mia famiglia. Quella famiglia per la quale ho tanto lottato. Quella famiglia di cui questo blog porta il nome. Quella famiglia la cui chiara, nitida e felice immagine era impressa a fuoco nella mia anima e nel mio cuore sin da prima che io nascessi; così tanto l’ho mai desiderata. Già…

Lei si fida di me perchè è sempre stato così. Lui mi chiede aiuto per “mollare gli ormeggi” perchè fa male, fa male dentro e fuori, nonostante tutto. Era da tanto che avevamo capito. Quelle gasse e quelle cime, ormai sfilacciate e indolenzite dal tempo, dalle delusioni e dai sogni infranti e sbagliati, non si tenevano più a nulla. Le bitte alle quali si aggrappavano testardamente le gasse e le cime non riuscivano più tenere la nave atttraccata al pontile. Non c’era mare sul quale navigare. Non c’erano tramonti da ammirare e albe da aspettare assieme. Non c’erano resistenti e forti àncore di ghisa da mollare affinchè affondassero giù negli abissi del cuore per tenere salde tre vite che si erano incrociate. Non c’erano vele da issare per far sì che il vento caldo le gonfiasse per far navigare questa nave, ricolma delle nostre  emozioni, attraverso il mare dei nostri sentimenti.

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La colpa non è di nessuno. Non ci sono colpe. Possono dire tutto quello che vogliono i parenti, gli amici, quelli che ci amano, quelli che ci odiano e pure quelli che non gliene frega niente. Per assurdo, perfino noi tre, pure noi tre dovremmo solo accettare il cambiamento e riprendere il nostro viaggio, riuscissimo a capire come. Colpe non ce ne sono. Succede che ci s’incontra, ci si ama, si crea qualcosa (se si è fortunati) e si ottiene un fiore stupendo di nome Laura. Poi? Poi succede che, sempre per chi è fortunato, l’amore si trasforma in bene, compassione, empatìa, unione e voglia di crescere assieme. Per chi non è fortunato, invece, succede che l’amore si divide in due strade diverse. Due strade che non si incontreranno mai più, forse, perchè si hanno obiettivi diversi, idee diverse, sogni diversi, pensieri diversi, diverse illusioni. Già… Diverse illusioni.

Ed è così che mi ritrovo a fare questa maledetta similitudine. A volte, lui quasi diventa cattivo per la paura. A volte, lei quasi diventa aggressiva per la paura. Io? Io sono la paura per loro, perchè sono io che ho deciso dei loro destini. E’ in questo momento che faccio finta di niente; ingoio lacrime, dolore, umiliazione e vesto i panni di Caronte. La Prof. Frontaloni sarebbe contenta di me. Quando ci spiegò la Divina Commedia ebbi difficoltà a capire le similitudini. Ora? Ora, così come fece Caronte con Dante, li faccio salire sul mio lercio, bisunto e traballante barcone e li traghetto verso l’inferno o il paradiso, chi lo sa. Lei è sollevata perchè le sono più vicina. Lui è sollevato perchè lo aiuto a traslocare. Loro dipendono da me, dalla mia forza. Io? Io dipendo solo dal mio cuore e dalla mia anima che non mi hanno mentito mai. Cosa succederà dopo? Non lo so. Elsa dice che devo smetterla di pensare alla vita fatta di punti fermi, di certezze, di bianco o nero perchè, oramai, non è più così e noi, che veniamo da un altro secolo, fatichiamo a capirlo e ad affrontare i cambiamenti che sono molti più di prima e molto più repentini. Pè dice che il matrimonio non dovrebbe esistere; che sarebbe stata meglio una bella crociera e che, se nel tempo ci si fosse mai accorti di essersi sbagliati, ci si sarebbe potuti lasciare senza problemi legali o di sorta e, magari, con meno dolore. Mamma dice che è un lutto da elaborare. Tina è esterrefatta e continua a dire: “Oh mio dio, oh mio dio.” E la lista potrebbe non finire… Io? Io dico che sono andata su internet e ho cercato come si fa a mollare gli ormeggi. Ho trovato questa frase:

Una buona regola prima di mollare gli ormeggi per una semplice giornata in mare, per un intero fine settimana o per un’impegnativa crociera, è  quella di informarsi circa le condizioni meteo e le relative previsioni.

Mi scuso con chi ha redatto questa frase. Mi scuso per averla adottata anche se lui/lei mai avrebbe pensato di essere citato in una simile situazione e sono disposta a toglierla da questo post, nel caso mi chiedesse di farlo.

Ecco, leggendo questa frase, ho pensato: anche se in maniera ed entità diversa, Marco e Laura mi hanno amato o mi amano e sanno quanto e come io possa impegnarmi per ciò in cui credo. Per ragioni diverse si sono fidati di me, negli anni, e non li ho mai delusi, anzi, forse il contrario. Forse sono andata oltre le aspettative e anche questo è un errore. Infine, se c’è una cosa che si può dire di me è che non mi lascio scoraggiare, non mi arrendo e porto sempre dietro, piova, grandini, nevichi o ci sia sole, caldo e afa: ombrello, crema abbronzante, cerotti, disinfettante, antipiretico, antistaminico, cortisonico, crema per le contusioni, antidiarroico, miorilassante, collirio, vermifugo, antidolorifico, stick di ammoniaca e cambio di biancheria intima per tutti. E dunque?

Dunque, a quanto sembra, le nostre condizioni meteo prevedono tempeste, schiarite, mareggiate improvvise, mare calmo, mare grosso e poi bel tempo. Per ora, l’importante sarà riuscire a rimanere a galla, premunendosi opportunamente, e io quello lo so fare. Poi? Poi vedremo perchè, qualsiasi cosa succeda, noi eravamo, siamo e resteremo sempre una famiglia, la nostra, e questo nessuno ce lo potrà mai togliere.

RoMaLa