Io sono terra fertile

Io sono terra fertile. Così mi dico da qualche giorno. Io sono terra fertile. Laura è al mare e sono da sola in casa. Prima o poi mi libererò della paura del buio. Una come me, che dice che ha paura del buio, fa ridere, lo so, però ce l’ho e me la tengo. Evito di leggere Stephen King e di guardare Ghost Whisperer, mentre penso che son proprio cretina a dormire con la lampada accesa, ma chissenefrega, prima o poi mi passerà. Arrivo a casa quando il tramonto si è già disteso comodamente sulla morbida collinetta di San Siro e gli ultimi sprazzi di viola, rosso e rosa mi strappano un sorriso. Affondo le mie stanche membra nella vecchia poltrona del terrazzo e, mentre dò il primo mozzico selvaggio al ghiacciolo al limone, mi guardo intorno e penso: “Marò, ‘ste piante le devo proprio mettere a posto. Siamo quasi in estate e il gelsomino ha deciso di tirare le cuoia, ‘sto maledetto, con tutte le cure che gli ho dato.” Vero è che terra fertile, guardandole, poi così tanto non sono, neh? Mia mamma dice che, quando muore un animale in casa, vuol dire che ha preso il posto di qualcuno della famiglia. Mah, si vede che il gelsomino, che forse era posizionato su un gradino più alto del nostro pesce rosso (Zoro, sì, zoro con una r sola) si è sacrificato per noi… 🙂 Hmm, vabbè, tanto, era già da un po’ che non ne voleva sapere più di fare fiori. Via col secondo mozzico al ghiacciolo ed ecco che lo vedo. Lui è la new entry in questo terrazzo invaso da esperimenti di Laura e piante sudafricane da me trapiantate che resistono alla gelida neve milanese. Lui, sinceramente, non ce lo aspettavamo, o forse si? Avevo visto un pezzo di legno, verso Natale, sbucare da uno dei vasi più grossi di agapanto. Mi ero detta: “Toh! Ecco dove avevo messo il bastone per tenere la bandiera italiana!” Avevo cercato di tirarlo via ma lui era rimasto ancorato, saldo e cocciuto. Là avevo capito che non era il bastone per la bandiera… 😀 Così l’ho lasciato stare, chennesai, mica avrebbe resistito, con quel due metri di agapanto che lo circondava? Embè, mò te lo dico, tre settimane fa ha iniziato a germogliare. Laura era estatica, io un pò meno. Poi ha cominciato a crescere in altezza. Laura sempre più estatica, io sempre un po’ meno. Finché, parola mia d’onore, l’abbiamo visto svettare oltre il bordo del terrazzo ad una velocità stratosferica e la cosa ha iniziato perfino a preoccuparmi. I germogli sono diventate foglie e il giovane virgulto ha iniziato a mostrare la sua vera natura. Mò, con tutto il bene del mondo, posso accettare il cocomero che a Natale ha perso la vita grazie alla grandine, l’albicocco che, piccolo e forte, cresce sempre di più (ma nei canoni del mezzo metro sempre resta), i tulipani che sò venuti e se ne sono andati, la menta che ci rallegra con il suo profumo, i pomodori che sembrano non voler morire mai e gli innesti di Laura degni del miglior naturista sperimentalista, ma un ALBERO!! Un albero vero, no, ti prego! Lo guardo e mi spavento. Non so come, non so quando, ma la l’ha fatto di nuovo. Avrà visto qualche seme da qualche parte. Mi avrà chiesto, approfittando della mia distrazione, se poteva piantare quella cosa là e vedere cosa ne usciva e io mi sarò detta “vabbè, cosa vuoi che ne esca mai fuori?”. Ecco, così succede con lei. Dovevo capire. Mi vergognavo di chiedere ad Andrea Pac e così mi è venuto un flash. Ma vuoi vedere che la teppistella naturista ha raccolto un seme di uno degli alberi che sta nella nostra via? E così, tra una ricerca e l’altra, tra uno sguardo alle foglie dell’invasore e uno agli alberi di via Capecelatro, ho capito e quasi mi è venuto un infarto. Il suo nome è: OLMO. Marò… 😦 fa quasi più paura di Zoro con una erre sola. Ho un olmo in casa che sta crescendo in maniera spropositata e alla velocità della luce e quasi mi verrebbe da svenire nel guardare gli alberi della mia strada. Come farò? Come faccio a toglierlo da là senza farlo morire? A chi lo posso dare? 😦 Uè, quasi quasi vado da Sabrina e le dico: “Sabbri, non è che mi terresti questa piccolissima pianta per l’estate? Non cresce mica, sai, è proprio molto decorativa e carina..” 😀 La volta buona che mi cancella dalla lista delle amiche. Tu ridi, ridi… Io ho un olmo in casa e non so che fare. Mi viene male… mi viene male, te lo giuro. Quelli delle foto su internet sono spaventosamente aaaaalttiiii!!! E non avrei bisogno di guardare le foto perché mi basta affacciarmi dal terrazzo. Quando innaffio le piante mi ci avvicino e gli dico a voce bassa: “Guagliò, qua stai messo male, o fai finta di essere un bonsai o la smetti di crescere perché io non ti posso tenere su questo terrazzo se continui a crescere con questo ritmo”. Marò, marò, marò… Veramente, di tutte le cose che mi potevo aspettare, questa è la più inaspettata. Sorrido, dai, sorrido e penso che sono terra fertile e pure gli olmi stanno bene a casa mia. Chissà cosa significano questi alberi. Chissà cosa portano. Google, my friend, me lo dice. Nella cabala significano costanza e forza d’animo. Beh, se non ce l’ha lui che è riuscito a trovare posto in un vaso di agapanto. Da qualche altra parte ho letto che significa crescere e sorgere. Che bel segno mi ha dato Dio. Oh, quasi quasi mi ci sto affezionando, conoscendolo meglio. Sono cose belle, quelle che mi porta, ‘sto piccolo fusto. Ok, soccombo all’inevitabile e accetto QUALSIASI consiglio che non preveda la soppressione del virgulto. Ordunque, per favore, per favore, aiutatemi. Dove lo metto?! Come faccio?

07042011016

6 pensieri riguardo “Io sono terra fertile

  1. Eccomi Romala, finalmente posso leggere del tuo OLMO e del mio nome Andrea pac. Non ti meravigliare è una pianta facile da attecchire e audace.
    Hai una grande occasione non la perdere.
    Hai pensato di farne un bonsai?
    Vai su google e cerca, vedrai con opportune potature otterrai una pianta in primis bruttina e spoglia ma poi con mini foglioline e ramaglia opportunamente contorta con appositi tutori in filo di ferro.
    I primi anni potature solo alla parte aerea poi anche alle radici. Vedrai che ce la fai e potrai andare fiera del risultato, questione di almeno 3 anni.
    Buona fortuna

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