Drin, drin…

Bronchite e laringotracheite. Colpo di coda dell’inverno che, nonostante il vaccino antinfluenzale, riesce a sfondare il muro dei miei anticorpi e a farmi venire una voce rauca degna di Amanda Lear. E’ sera. Io e Laura stiamo guardando la tele. Sul divano io sono circondata da antibiotici e medicine varie, lei è sulla poltrona. Squilla il telefono. Tre colpi di tosse, prendo la cornetta e rantolo un “Sì?” da voce dell’oltretomba mentre mi accascio tra i cuscini. “Cavolo, è messa proprio male…” Hmm, eccolo qua, l’ennesimo impiegato dell’ennesimo call center che mi vuole vendere un abbonamento telefonico tutto incluso a 45€ al mese. Marò, penso, quanto ci restano male quando gli dico che ho un “all inclusive” di Tiscali a 19.95€ al mese con internet 24 ore su 24 e telefonate urbane senza limiti. Restano là di sasso e poi chiedono: “Ma lei è un cliente storico di Tiscali?” Sorrido, compiaciuta, tra me e me e dico: “Certo!” e metto giù la cornetta. Stavolta no, il tizio inizia a scusarsi: “Senta, mi scusi se la disturbo, ma ho trovato il suo numero facendo il 69 con il mio telefono”. Mi raddrizzo, ansimo e tossisco mentre penso che stavolta, invece, è un pervertito e non il povero ennesimo impiegato. Non so perché ma, invece di buttare giù la cornetta, gli rispondo. Mi sò rotta le palle di buttare giù cornette. Stavolta voglio proprio vedere come se ne esce. La bronchite mi rende aggressiva. “Scusi, cosa intende per 69?” Silenzio imbarazzato. “No, ecco, hmm, oh… ah… no…è che sul mio telefono se si digita 69 vengono fuori i numeri delle chiamate perse e io ho trovato il suo numero. Mi dice con chi sto parlando?” Oh… davvero? Ma questi sò pazzi. “No, guardi, semmai sarà lei che mi deve dire chi è. E’ lei che ha chiamato me, non io.” Suo sospiro di pazienza “Guardi, io ho trovato il suo numero sul mio telefono. Lei mi ha chiamato alle 19 stasera e io non ero in casa. Non è che mi dice almeno il cognome e magari riesco a capire?” Mio sospiro di pazienza seguito da colpo di tosse e voce che diventa sempre più rauca: “Guardi, io alle 19 ero in casa e non ho chiamato nessuno. Qua ci siamo solo io e mia figlia e le assicuro che non ho chiamato nessuno”. Proprio allora mi viene in mente che potrebbe essere un ladro che vuole controllare gli orari e i nomi e, non vivendo più Marco con noi, gli dico: “Comunque, guardi, semmai il nome me lo dovrebbe dare lei” Sereno, subito risponde: “Davide” Hmmm, e mò? Che me ne faccio del suo nome? Che pirla che sò.. Così scendo a patti e gli dico. “Guardi, potrebbe essere stato mio marito” – e gli dò il suo cognome, che tanto non troverà mai né sull’elenco né sul citofono. Il tizio resta un po’ là… “No, non mi dice niente. Davvero strano, scusi ma lei in che quartiere abita?” Occhei… Questo è un ladro, stavolta ne sono sicura. “Scusi, ma lei cosa importa? Lei, piuttosto, in che quartiere abita?” Lui sospira di nuovo: “No, guardi, non è per intromettermi, ma è davvero un bel rompicapo, comunque io abito a San Siro” E vabbè, che ci vuoi fare, le coincidenze… Eppoi, così come per il nome, non me ne può fregare di meno dove abita ‘sto tizio. “Bene, gli rispondo, ne sono lieta”. Resta un p0’ in silenzio e, in quel momento, vedo Laura che mi fa ciao con la mano. Che scema, penso, mi fa ciao e sta ferma sulla poltrona. Lui si arrende: “Vabbè, sarà davvero un mistero questa cosa, mi spiace di averla disturbata e, davvero, si prenda un’aspirina ‘che ha una tosse davvero brutta!” Ma tu pensa questo qua! Un ladro che si preoccupa della salute delle sue vittime. “Non si preoccupi” rispondo “sarà fatto”. Proprio mentre sto per mettere giù la cornetta sento che urla: “Scusi! Scusi! Mi scusi, le posso dire solo un’ultima cosa?” Ah, marònna mia d’ò Carmine… Tosse, sospiro… “Sì, mi dica…” Silenzio imbarazzato, mentre vedo Laura che continua a farmi ciao e alla quale faccio ciao con la mano mentre penso che è proprio cretina. “Ecco, le volevo solo dire, e mi perdoni l’ardire, che, nonostante la tosse e gli starnuti, lei ha davvero una voce molto sexy e calda. Comunque si curi, eh?!” Rido, checcivuoifàre? Rido, ringrazio e metto giù la cornetta. Rido pensando che la vita è davvero strana forte e chiedo a Laura perché continuava a farmi ciao con la mano. “Ma che ciao e ciao, mamma! Ti volevo fermare perché ti volevo dire che io ho chiamato Sanduni alle 19 e mi sono resa conto di aver sbagliato numero perché, invece del 7 ho digitato il 4, solo questo”. 😀 😀 Marò salvami tu… Povero cristo d’un signor Davide che mai saprà che mia figlia ha chiamato quattro palazzi più in là e ha beccato lui… 😀 😀 Ah, la vita è davvero un mistero…

4 pensieri riguardo “Drin, drin…

  1. Ciao Romala, che dici, se mi metto a sbagliare numeri col tuo prefisso?
    Ce la farò a rintracciarti?
    Scherzo anche perchè non conosco nemmeno il prefisso. Io sono assillato da venditori di vini, cantine e frantoi che offrono promozioni e sconti.
    Sono convinto che hai passato dei bei minuti, ti sei sentita almeno un investigatore?

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