Ci risiamo…

Piango. Non posso fare altro. Continuo a piangere. I singhiozzi mi scuotono il petto e non riesco a frenare il tremito delle mie mani mentre le dico, con voce calma ma emozionata, che non si deve più permettere di dire una cosa del genere. Lo so, sono esagerata, e so pure che non sto scherzando, ma nessuno si può permettere, davanti a me, di dire certe cose, per quanto amore io possa provare per loro. Il 2 giugno lo scatenerà sempre ‘sto casino, nella mia vita, non c’è niente da fare. Sarò stata un garibaldino o un partigiano o l’Agnese che è andata a morire, io non lo so. Io so solo che il 2 giugno o qualsiasi altro giorno della mia vita, nel quale qualcuno mi dirà che questo è un paese di merda o che non è contento di essere italiano, io perderò le staffe e non mi potrò trattenere. Come ti permetti? Come diavolo ti permetti di dire una cosa del genere? Ma ti sei guardata dentro? Ma ti sei guardata allo specchio? Ma tu, chi cazzo credi ti abbia dato la possibilità di alzarti il 2 giugno del 2011, alle 11 meno un quarto e vestita solo di una canottiera e una mutandina sbadigliando e lamentandoti perché io ho alzato il volume mentre il presidente deponeva l’alloro davanti alla tomba del milite ignoto? Ma tu ti rendi conto dell’immensa e fortunata vita che ti è stata data di vivere? Ognuno è libero di pensarla come vuole, mi dici? Ah si?! Beh, deficiente, lo sai che quello che stai pensando e mi stai dicendo, lo puoi pensare e dire solo perché qualche milione di poveri stronzi figli di mamma si è svegliato più volte, nell’arco di centinaia di anni, e per anni e anni, e ha deciso di combattere per dare a te questo fottutissimo diritto?! Ma tu lo sai che potresti benissimo essere stata uccisa ancora prima di nascere solo perché sei femmina o, in questo momento, potresti stare a fare la mini-prostituta in un ghetto di qualche improbabile nazione del corno d’Africa? Vuoi che ti continui a fare la lista, piccola presuntuosa che non sei altro? Mi guarda esterrefatta. Forse non si ricorda la scenata dell’anno scorso, quando suo padre mi disse la stessa cosa che mi sta dicendo lei e si beccò lo stesso trattamento. La separazione è cosa buona e giusta. Se lui, ora, fosse qua, griderei addosso a due persone e non solo a una. Buon per lui.

No, dice, forse mi sono sbagliata, sono contenta di essere italiana, ma questa manifestazione fa comodo solo a quelli che riscaldano le poltrone. Che frase del cacchio. Forse ti sei sbagliata, demente? No, scusa, mò mi fai finire. Mentre i granatieri, in televisione, suonano la marcia d’ordinanza del primo reggimento decido di chiudere il cerchio: “Per curiosità, tu sai quante madri, mogli, sorelle, fratelli, parenti, amanti, fidanzate, amici, padri e figli hanno pianto lacrime e si sono dannati per aver mandato i loro amati in guerra? Sai quanti poliziotti, carabinieri e quant’altro simile sono là fuori, in questo preciso momento, che rischiano la vita per proteggere la tua di vita? Sai quanti giudici e politici italiani sono stati ammazzati solo perché volevano garantire a te il diritto di dire quel che cazzo ti gira per la testa in questo momento e in qualsiasi altro momento della tua vita?! Tu sai quanti italiani sono stati messi dentro un forno, fucilati o gassati a morte solo perché avevano deciso di venerare Dio in maniera diversa da te, senza nemmeno fare male a nessuno? Tu sai quante donne italiane e quante crocerossine sono state ammazzate perché volevano solo avere il diritto di parlare o perché volevano aiutare? Tu lo sai quanti poveri pirla si riempivano il grembo di bombe a mano, nel 1909, e poi le lanciavano sul nemico mentre tenevano in mano il volante di un improbabile e malconcio aereo cercando di non cadere giù?” Zitta. “Non lo sai? Allora, te lo dico io. Milioni. Milioni, Laura. Milioni di persone hanno dato, a te e a quelle due donne che stanno sfilando là nella banda dei carabinieri per la prima volta al mondo, la possibilità di una vita fatta di scelte e di libertà di amare, odiare, ridere ma, più di tutto, VIVERE. E tu sai cosa devi fare?  Tu devi solo stare zitta. Devi stare zitta e pregare di non vedere mai una guerra con tutti i suoi orrori. Devi stare zitta e mostrare rispetto, per un giorno all’anno nella tua vita, rendendo onore a chi non c’è più perché si è sacrificato per te e per tutti quelli che verranno dopo di te.” Sta zitta e non riesce a tirarsi su dal divano, tanto le pesano addosso le mie parole bagnate di lacrime e veemenza. Passano i lancieri di Montebello, di ritorno dalle missioni in Iraq seguiti dagli alpini in uniforme storica con quel loro stranissimo cappello del 1872. Sfilano davanti ai capi di stato di tutto il mondo. La guardo e quasi mi fa pena, ma non troppo. Concludo: “Laura, io ti amo da impazzire però, fammi solo un favore, quando puoi. Vatti a leggere l’inno italiano e la canzone del Piave,  parola per parola e ragionandoci sopra. E quando l’avrai fatto, fammi un altro favore, se puoi: stai zitta. Stai solo zitta, se non ti viene da cantarli e piangere.”

Italia

5 pensieri riguardo “Ci risiamo…

  1. Ciao, premettendo che sono d’accordo nel ricordare ed essere orgogliosi di un passato che ha visto giovani e meno giovani morire per un ideale, per potr oggi godere di un Paese che sfido chiunque abbia un minimo visto altre nazioni, non considerare un Paese grande e libero.

    Una cosa solo mi domandavo, giusto festeggiare, ma forse se in modo meno fastoso a Roma, con quei soldi forse da far arrivare alle nostre Forze dell’Ordine, per qualche auto, uomo e mezzo in più, si poteva concedere?

    Qualche anno fa non ricordo sotto quale governo, si accese le luci sulle spese per cerimionie quantomeno da ridurre nei costi e credimi, parlo con ragione di causa, “dentro” il problema, non puoi neppure immaginare quanto costi una parata del genere.

    un altra cosa cerchiamo di ricordarcelo anche il 3, il 4. il 5 giugno …. per tutto l’anno l’orgoglio di far arte di un Paese.

    "Mi piace"

  2. Povera Laura! Mi sa tanto che il 2 giugno se lo ricorderà, il prossimo anno! A meno che non decida di aderire al Partito Monarchico Italiano (sempre che esista ancora!)! Naturalmente spero di no: lo spero per la mamma, di cui condivido la passione e l’orgoglio di appartenere al Popolo Italiano (nonostante certi cialtroni con la poltrona incollata al sedere in quel di Roma…) e lo spero anche per lei; ciao Romala e perdona i giovani: spesso non sanno quello che dicono e non dicono quello che sanno… Albix

    "Mi piace"

  3. @ Henry: hai ragione, ci ho pensato pure io quando il presentatore ha detto che gli ospiti sarebbero andati a pranzo e poi a cena e poi ad uno spettacolo con il presidente. Mi sono chiesta se lo stato italiano avesse pagato i biglietti di andata e ritorno e l’albergo di ogni ospite e la cosa non mi è piaciuta troppo, lo ammetto, e l’ho ammesso anche con mia figlia. Sono d’accordo sui soldi per le forze dell’ordine. Non so quanto sia costato ma confido che, magari, l’anno prossimo non sarà così sfarzosa, ma ci sarà, e qualche cosa sarà destinata anche a chi prova a farci vivere meglio, comunque e sempre. E hai pure ragione quando bisognerebbe pensarci anche gli altri giorni dell’anno… un abbraccio! 🙂

    @ Albix: sì, mi sa che se lo ricorderà… 😦 io non riesco a trattenermi e le ho chiesto scusa. abbiamo discusso e parlato e ora stiamo giocando assieme, serene, dopo esserci chiarite. Hai ragione anche tu, in merito ai cialtroni, purtroppo… 😦 un caro saluto!

    "Mi piace"

  4. Rusiné nun te ‘ncazzà, e uagliuni so’ accussì. Puro nuie erem cumme a lloro e va vedenne quanta strunzate amma itto. Nu iuorno puro lloro capisciarranno.:)

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...