Ciao Micio…

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1 luglio 1993    –    8 giugno 2011

Mamma dice che, “quando se ne vanno”, succede perché si sono sacrificati per qualcuno  della famiglia che li ha accolti. Dice che lo fanno perché hanno “sentito” un pericolo incombente e preferiscono morire loro, piuttosto che veder soffrire chi li ha amati e coccolati per anni o anche solo mesi o giorni. Io non lo so. Io credo che, quando succede, il dolore della loro morte è simile a quello della perdita di una persona cara. Cagliostro, in arte Micio, è stato il compagno di vita, di avventure e disavventure della mia migliore amica, Elsa, per ben 18 anni. Il suo primo e unico animale. L’ha accompagnata nei momenti brutti e belli di 18 lunghi anni della sua vita. Sono sempre stati solo loro due, Elsa e Micio. Mamma dice che agli animali come lui manca solo la parola. Io credo che non ne avesse bisogno. Certi umani che conosco, potrebbero benissimo non aver la lingua, dipendesse da me, perché dicono così tante e troppe stronzate, paragonati ai gatti e ai cani che stanno zitti o anche agli altri umani che li stanno ad ascoltare. Lei tornava a casa tardi e lui le andava incontro rimproverandola con i suoi mieo; quante volte l’ho sentito per telefono “parlare” con lei grazie ai suoi versi a me sconosciuti, ma a lei così familiari. Lei si distraeva un attimo e lui la chiamava con un altro mieo che era diverso da tutti gli altri. Ogni mieo era riconoscibile e diverso per lei. Ogni mieo voleva dire qualcosa e lei sapeva cosa, senza mai porsi dubbi. Comunicavano come due compagni di vita, da sempre. Già, lui non ha mai avuto bisogno di parole. È stato l’unico gatto del quale mia figlia non avesse mai avuto paura. L’unica persona estranea dalla quale si lasciava accarezzare e con la quale giocava ero io. Strana combinazione, mia figlia è nata il suo stesso giorno, il 1 luglio. Elsa lo considerava suo figlio, così come io considero Laura e la cosa non mi ha mai sconvolto, anzi, mi rincuorava. Elsa aveva qualcuno da amare, qualcuno che la amava incondizionatamente, pioggia o sole, tutti i giorni della sua vita ed era stupendo. Che importanza poteva mai avere il fatto che fosse peloso e nero? Sì, li ami e ti amano così tanto che sembrano parte di te, come qualsiasi umano. Marco non ha mai voluto animali in casa perché diceva che il perderli era troppo doloroso. Quando, però, arrivò in casa Pallina, la nostra cricetina, morta di cancro a due anni e mezzo, lui si arrese alla sua dolcezza e non soffrì così tanto quando ci lasciò, perché capì che lui le aveva dato una vita stupenda. Lui era l’unico che la facesse scorazzare in casa come una pazza, libera da ruote girevoli o tubi di plastica. Ogni sacrosanto giorno della sua vita Marco se la metteva sul letto e la faceva giocare tra i tunnel di cuscini e coperte. La perdita, comunque, è dolorosa, nonostante tutto. Capisco benissimo e l’ho provata anche io, con tutti gli animali che ho avuto e perso… decine di loro, hanno riempito la mia vita. Elsa, mi ha chiesto ieri sera come ho potuto affrontare tutti i loro “addii”. Non lo so, le ho risposto. Sono solo felice di averli conosciuti ed essere stata amata da loro, dal più piccolo rincoglionito pesciolino rosso alla mia prima tartaruga di terra, passando tra asini, vitelli, cani, gatti, galletti amburghesi, scimmie, pappagalli e dio sa cos’altro e sai perché? Perché io sono sicura che li ritroverò tutti, dall’altra parte, se non tornano prima reincarnandosi in qualcosa di più bello di quello che ho amato io, qua.

Ieri sera siamo andate, io e Laura, a salutarlo per l’ultima volta perché oggi l’avrebbero soppresso dato che sta morendo per una gravissima insufficienza renale. Le ha provate tutte, cara, dolce, disperata Elsa, ma lui proprio non ce la fa più, è così stanco. Lo farà cremare e lo terrà vicino a sé, per sempre. Sì, 18 anni, mi dirai, sono tanti per un gatto. Non so se il calcolo è giusto, ma dicono che il primo anno vale 1 e gli altri 7, per gatti e cani; 120 anni, dunque, aveva, fino a oggi alle 18:00, il nostro caro Cagliostro detto Micio. Il mio dolore più grande, oltre a perdere Cagliostro, è stato vedere Elsa, che tra pochi giorni compirà gli anni, dire a Laura: “Quest’anno non potrete festeggiare il compleanno assieme tu e il tuo gemellino, neh…?”. Le lacrime, sai, delle persone che ami e alle quali non puoi porre rimedio sono colpi di frusta nell’anima che rimangono impressi là, per sempre. Cosa non avrei dato per non vederla piangere come un essere sperduto senza la sua metà costante. Ti prego, Elsa, cerca di stare bene presto perché lui si incazzerebbe se tu stessi male. Lui non vorrebbe che tu stessi male, ti prego, cerca solo di essere felice perché hai avuto questo prezioso tesoro: l’amore senza confini di un essere magico. Col tempo, ce la farai, ne sono sicura. Credimi. Credimi, ti prego, credimi. Cosa non avrei dato per non vederla soffrire così. Piangevo anche io mentre lo vedevo accasciato sul divano, senza più forze, assurdamente immobile, come una statua, metà del peso di un mese fa. Lui che saltava sugli armadi, distruggeva le testate dei letti a forza di graffi, giocava a nascondino con Laura quando era piccina, rincorreva Elsa per casa mieoando di felicità solo al vederla. I suoi occhi così grandi e splendenti, nonostante la malattia, rimarranno sempre nel mio cuore. L’ho accarezzato così tanto. Laura non riusciva a parlare dal senso di sgomento che l’ha presa. L’ho baciato in fronte e poi abbiamo deciso di andarcene dicendogli: “Ciao Micio, ci vediamo di là”. E’ stato in quel momento che mi ha spezzato l’anima in due. L’abbiamo visto scendere dal divano, così dolorosamente, così lentamente, sforzandosi in maniera assurda, traballando sulle zampe deboli e e sbandando contro l’aria. Si è fermato davanti a noi e ci ha guardato. Là ho capito. Era venuto per salutarci per l’ultima volta. Noi lo avevamo accarezzato, gli avevamo parlato, lo avevamo baciato per dirgli addio per tutta la serata, per un’ultima volta e lui, grandissimo Micio, ha fatto uno sforzo enorme, scendendo dal divano dove giaceva da ore inerme, cercando di non accasciarsi sul parquet; si è fermato ai nostri piedi, ci ha guardate, si è seduto per terra ed è rimasto fermo là a farsi dare l’ultima carezza bagnata di lacrime e a farsi dire addio per sempre… o forse no…

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Elsa & Micio (Milano – 1996)

25 pensieri riguardo “Ciao Micio…

  1. Ho pianto alla tua lettera.
    Ho pianto perchè ho avuto tanti gatti nella mia vita, come ne ho uno ora.
    Al solo pensiero di perderlo sento un dolore dentro che mi strappa.
    Ho sofferto e pianto per giorni quando ho perso i miei devil, saila, sniffo, schizzo, lulu …..
    Più conosco gli umani e più amo i gatti

    Ti sono vicino
    guido

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  2. ciao
    beh io ho avuto una gattina persiana bianca per ben 12 anni…
    e mi manca moltissimo……
    quando se ne vanno ci rimani piu male di quando se ne va una persona…perkè gli animali non ti fanno mai un torto …ti danno solo dolcezza e gioia…….non ti voltano mai le spalle

    mi manca moltissimo la mia luna……

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  3. Ciao Romala..

    che tristezza infinita mamma mia..

    Sai, nn oso immaginare qnd qlcn dei miei due
    mi lascerà

    Un abbraccio immenso

    P.S.: micio è stato fortunato,
    ha avuto tutto l’amore del mondo

    e da lassù ovunque sarà ti farà le fusa a modo suo
    per ringraziarvi

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  4. Mi è scesa una lacrima mentre leggevo la lettera e si è formato il solito nodo alla gola…. lo stesso per tutti quelli che abbiamo perso un caro….mi spiace tanto, fatti forza e sono sicura che un giorno saremo tutti di nuovo insieme.

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  5. Uno scritto meraviglioso. Vorrei soltanto che ogni essere umano fosse in grado di comprendere e condividere questo genere di amore. Chissà….. forse un giorno….. ma si tratta purtroppo di un giorno ancora molto lontano …..
    Un caloroso abbraccio, Marisa

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  6. Ciao.
    L’anno scorso mia moglie è stata ricoverata per una grave malattia, sapevo che non sarebbe più uscita dall’ospedale. Avevo un gattone, Ambrogio, con noi da 12 anni circa. Sempre stato benissimo, di colpo, durante il ricovero di mia moglie, si è ammalato. Ha avuto un ictus, sembra. Ha cercato di riprendersi e a giorni alterni sembrava sul punto di farcela. Ma non è stato così, dopo un mese se ne è andato anche lui. Ha cercato di farmi compagnia in quei momenti, a me e a mia figlia, ne sono convinto. Poi ha esaurito il suo compito, oppure non ce l’ha fatta nel vederci soffrire così, oppure non voleva impegnarmi in quel momento… non lo so, ma penso non sia stato un caso la casualità del momento. Rimarrà l’unico micio della mia vita, di certo.

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  7. ciao! Anch’io ho avuto un gatto per 10 anni. E’ stato un gatone stupendo. Quando arrivavo io o mio marito lo serntivamo dietro la posrta già a miagolare per la contentezza di rivederci. Quando è nata la mia prima figlia sono stati compagni di giochi e non ha mai sofferto di gelosia, malgrado lei gli occupava tutti i suoi spazi.
    Il giorno che è morto, per una grave forma di diabete che io nn ero riuscita a capire (beveva molto, più del solito, poi l’ho capito) siamo andati io, mio marito e mia figlia alla clinica dove era ricoverato e lì ho pianto tutte le mie lacrime, perchè veramente è come se se ne andasse
    una persona cara, è un dolore forte vederlo immobile che non ti viene più incontro.
    Anche noi lo abbiamo cremato e sta in casa nostra, così è come averlo sempre vicino e delle volte penso che lui vegli su di noi.
    Però solo chi ha avuto animali può capire queste parole, questi stati d’animo.
    Forza Elsa sono moltissimi ad esserti vicino.
    Sono sicura che Micio ti farà incontrare un altro esserino da amare e che non ti farà sentire più sola!

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  8. Bellissima lettera, con parole di vero amore verso quei grandi amici che chiedono solo un pò di affetto in cambio, ma danno tanta gioia.
    Anche io da poco tempo ho perso un spledido gatto di razza soriana, un giorno è uscito (come faceva sempre) da 5 anni a questa parte non è più ritornato(penso sia finito sotto qualche auto) da una parte vorrei sapere cosa sia successo ma poi rifletto forse meglio non sapere la realtà potrebbe essere più crudele della fantasia, rivedo con nostalgia le foto ed i momenti passati insieme………addio giovane guerriero.

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  9. Ho avuto 6 cani, tutti mi hanno detto addio!
    Mi è rimasta Paquita, una cagnetta meticcia,bianca con le orecchie fulve e nere e un cuore fra il marrò e nero, sul fondo schiena quasi sulla coda. Vivo sola, mia figlia è lontana per lavoro, viene nelle feste. Quando finiamo di cenare io mi guardo la televisione, paquita se ne va a letto (dormiamo insieme abbracciate), l’altra sera le dissi facendo la voce un pò da pianto:<lasci la mamma sempre sola, stai con me?..> Paquita se ne andò in camera… da non crederci!!! mi spuntò poco dopo col cuscino in bocca, lo mise ai miei piedi e vi si accovacciò. Speciale vero?! Ne avrei tante da raccontare di storie bellissime di tutti i cani che ho avuto:pastori tedeschi, alani, un barboncino nero di nome Tomino, da ragazza avevo uno spider, lui si spaventava, allora con le zampe posteriori stava sul sedile e quelle anteriori le metteva intorno al mio collo, con la macchina decapottata e un disco camminavamo per la città di Milazzo, ero felice più che se avessi avuto un fidanzato accanto.
    Non piangiamo quando muoiono, loro sia in vita che dal Paradiso sono sempre i nostri Angeli Custodi!
    Ho pianto, tanto per un Alano arlecchino :Aska, Aska ad un anno e mezzo comiciò a mordermi, feci ricerche su internet, chiamai istruttori, veterinari, era buonissimo, stava per settimane tranquillo ,poi all’improvviso mi mordeva, io non demordevo, continuavo le mie ricerche, ho le braccia tutte ricamate in ospedale,lo dovetti dare….. venne un signore io glielo misi sul camioncino, lui lo legò come un vitello, mi sono rimasti gli occhi increduli di Aska dentro i miei pieni di lacrime,
    incominciai a piangere gridando <Ora sono sola! sono sola!>
    mi si avvicinò Pachitina piccola piccola quanto un sorcio, la presi in braccio, e lei comiciò a leccare le mie ferite!

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  10. Leggendo la tua dolcissima lettura mi è scesa qualche lacrime, mi dispiace molto per il tuo gatto. A volte penso a quando il mio cane non ci sarà più, sarà molto dura da digerire. In certi momenti in cui sono arrabbiato o nervoso mi basta accarezzarlo e coccolarlo, in un attimo mi passa tutto e torno sereno. E’ il mio angelo custode. Gli animali ti accettano per quello che sei, ti danno amore e gioia e non chiedono niente in cambio solo affetto. Un abbraccio forte. Spero Elsa che tu un giorno possa rincontrare il tuo gatto per dirgli nuovamente GRAZIE.

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  11. bellisima lettera, e che tristezza
    io ho tre gatti e uno di loro è un gran chiacchierone proprio come il tuo.
    Sicuramente ora sarà sul ponte dell’arcobaleno nel paradiso degli animali.
    Un abbraccio forte
    Anna Rosa

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  12. Davvero bella tutta la descrizione mi sembrava di rivivere
    quel bruttissimo 8 marzo del lontano 2005 quando ho dovuto lasciare il mio micione alla clinica per lo stesso motivo di Cagliostro.Sono convinta che lo spirito del mio gatto aleggi
    nella mia casa come fosse vivo,comprendo il dolore
    grandissimo,ho pianto per mesi e piango tuttora se ci penso.
    Ho subito preso una gattina per consolarmi,ma non voglio
    pensare al momento che purtroppo avverra’ non si sa quando…….
    intanto mi godo le sue fusa,le sue rincorse e anche i suoi danni!!
    I gatti sono meravigliosi. Fatti forza.

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  13. non riesco a leggere tutta la lettera, continuo a piangere…..nell’anno 2009 abbiamo "perso" Cuky dopo 21 anni con noi. I l dolore nel vederlo lentemente spegnersi è stato immenso per me e mio marito, ma anche per Silver, micetto trovatello di 4anni che vedeva Cuky come la sua "guida"!Ho sempre avuto dei gatti, non ne ho dimenticato nessuno! ciao un’abbraccio

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  14. So cosa significa…ho perso due gattine e due gatti maschietti,io adoro i gatti…la piccola che avevo mi dava i baci,si i baci…saliva sul tavolo quando rientravo e miagolando piano si avvicinava al mio viso e poggiava le sue vibrisse alle mie guance e poi apriva quella boccuccia quasi a baciarmi…si erano bacetti quelli…e’ andata via una mattina sulla sua poltroncina preferita mentre l’accarezzavo piangendo,aveva un’infezione all’utero oramai estesa…la porto nel cuore 🙂

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  15. il mio primo gatto era nero e si chiamava cagliostro pure…
    non è un bel momento e quindi non passo molto neanche per il mio blog, per questo a volte non trovi commenti che invece hai lasciato…

    certo, adesso dopo questo post sono ancora più triste 😉

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