A ognuno il suo…

…oleandro.

Il mio oleandro milanese, amico di avventure botaniche da più di 15 anni, è fiorito di nuovo. E’ cosa rara, sai, per un tipo che si è visto “evirare” più volte, fino a diventare solo un tronchetto spaurito di 20 centimetri, a causa di insetti incazzosi, funghi malavitosi, malattie senza scrupolo, arsura, freddo, neve e chi più ne ha più ne metta. Ogni volta, però, ne è uscito fuori sempre più galvanizzato e combattente che mai, magari zoppicante sì, ma fiero e orgoglioso di avercela fatta. Lui è un guerriero. E’ così che stamattina, mentre gli accarezzavo le foglie annaffiandolo, mi è venuta in mente una serata d’estate di circa un anno fa. Avevo anche scritto il post, ma ero così svogliata, allora, per fare il filmino da accompagnarlo, che non lo pubblicai. Ora, guardando il mio guerriero fiorito, ho deciso di pubblicarlo, perché il mio compagno di poltrona, nel suo silenzio fiorito, mi ha detto qualcosa: “Nonostante tutto e tutti, sai Rosa, ce la possiamo fare; o almeno, ci possiamo provare con la quasi certezza di potercela fare.” E le 4 foto del filmino che gli ho fatto stamattina, lo dimostrano…

Arma di Taggia, somewhere in August 2010

C’è una ragazza di circa 15 anni seduta davanti a me. La noto perché è seduta in una maniera così compita e immobile che stona, con tutto il casino che la circonda. La piazza è gremita di gente che si affolla davanti al palco per assistere allo spettacolo serale che il Comune offre ai villeggianti. Laura è concentrata sul suo gelato. La guardo, incuriosita dalla sua ricerca, lenta e metodica, mirata a non far cadere dal cono la puffosa piramide di panna che sovrasta la menta e il mirtillo. Lei è famosa per far cadere sempre la panna dal gelato… Dilettanti allo sbaraglio che cantano canzoni di tutti i tipi. Tra gli intrattenimenti proposti abbiamo scelto questo, stasera, perché è l’unico che ti permette di sederti. Mi sarei vista un po’ male e quel tantino disperata, arrampicata agli alberi e alle liane del mini Parco Avventura di via Blengino, fosse mai che a Laura fosse venuta la malsana idea di propormelo… 🙂 meno male che lei non è quel tipo di avventuriera… Mi allontano un po’ per fumare una sigaretta e mi appoggio a uno degli oleandri che, come impettite sentinelle, uno dietro l’altro, sfilano sulla passeggiata che costeggia le spiagge, filtrando l’aria fresca del mare e facendola arrivare, colma dei loro effluvi, alle mie narici. Dimmi quello che vuoi, ma il mare è il Mare e la montagna nun ce tene niènt à che fà… Canzonette. Laura ha finito il gelato e mi guarda contenta. Questa volta l’abbiamo scampata… Mentre mi accomodo di nuovo accanto a lei, le faccio segno di pulirsi un baffo di panna e mi sorride ancora di più. La amo. A volte, è una rompipalle che pensa di dover avere le mie attenzioni al 300%, ma la adoro. La ragazza, davanti alla mia sedia, non si muove. Che strano. Ha vicino i due genitori. Assomiglia molto alla mamma. Le canzoni passano, una dopo l’altra. Poi, arriva lui. Un bambino di circa 12 anni. Lo presentano come il tenore della Riviera di Ponente. Mi vien da ridere. Ma chìst sò pazz… Siamo alle cozze, penso… Laura mi chiede la bottiglia d’acqua, che io le passo prontamente. Mi accomodo meglio sulla sedia e lui inizia a cantare “Un amore così grande” di Mario del Monaco. Adoro questa canzone, anche se mi mette addosso una tristezza infinita. La ragazza, improvvisamente, si scuote. Alle prime parole, fibrilla nella sua seggiolina bianca di plastica. Si gira indietro cercando di nascondere qualcosa; sé stessa, i suoi occhi, non lo so… Non so dire il perché, ma penso che una tale reazione, considerata l’età, gliel’avrebbero potuta dare le canzoni di Tiziano Ferro, magari una come Sere nere, chessò… Invece, al ritornello di “Un amore così grande”, lei non regge più, non ce la fa e crolla… Scappa via, nascondendosi la bocca con la mano. Cerca rifugio e trova il mio oleandro di pochi minuti prima. Ci si appoggia e vedo il suo corpo scosso dalle lacrime. Nessuno la guarda. I riflettori e gli occhi del pubblico sono puntati su questo ragazzino dalla voce portentosa che le sta strappando l’anima, senza saperlo. Nessuno se ne accorge. Piange così tanto che la luce della luna mi fa uno strano scherzo. Non riesco più a vedere i suoi occhi. Vedo solo un mare immenso di lacrime. Una incredibile luce fatta solo di lacrime. Capisco che si è accorta di me perché il suo lago di dolore mi fissa. Rabbrividisco, ma non volgo lo sguardo.  Avrei  voluto andare là e stringerla forte. Avrei voluto dirle che tutto sarebbe andato bene e che, tra qualche mese, certo non ne avrebbe riso ma, sicuramente, sarebbe stata un po’ meglio. Le avrei voluto dire che è solo un percorso del cuore e che ce l’avrebbe fatta; che niente è mai certo, a parte la morte, e che tutto può succedere, proprio quando meno ce l’aspettiamo. Certe cose non si possono fare. Certe cose non si possono nemmeno pensare di fare. C’è un impercettibile, diafano, invisibile ma inespugnabile muro, tra te e la gente, che non ti permetterà mai di fare certe cose, anche se sai che potrebbero recare sollievo, benessere e speranza. Merdosissimi tabù ed etichetta sociale… 😦 Non so cosa è stato. Sarà stata la canzone, sarà che, a volte, l’empatia fa brutti scherzi. Sarà che un amore così grande, in un modo o nell’altro, lo abbiamo avuto tutti e mai scomparirà dalle più recondite pieghe della nostra anima e del nostro cuore. Ho detto a Lala che andavo a fumare un’altra sigaretta. Le sono passata davanti e le ho sorriso dolcemente, mentre la sentivo tirare su con il naso. Mi sono appoggiata a un altro rododendro, vicino a lei e, lo ammetto, qualcuna delle mie lacrime è riuscita a scappare via dalla prigione dove le tengo serrate, ormai, da milioni di anni…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...