Libro o libro delle mie brame…

… quale sarà la trama più bella del reame? 🙂

E-book-Reader-Boox-60

Ho deciso che, quest’anno, invece di infognare sulle mensole delle mie librerie mentali (che iniziano a perdere i colpi, lo ammetto), i ricordi dei libri che leggo durante i viaggi verso il mare che farò a Luglio, tutti i santi fine settimana, per andare a trovare Laura che si gode i meritati 2 mesi di vacanze da mia mamma, posterò qua i commenti e le mie personalissime recensioni. Al mio amico Andrea, che tanto criticava il fatto che io avessi comprato un e-book reader (Boox della Onyx, con il wireless, quello nella foto, che consiglio vivamente sia per il costo che per la qualità!), asserendo che mai e poi mai l’avrei utilizzato perché il piacere delle pagine da sfogliare è incomparabile, posso dire che si sbaglia di grosso, anzi, di grossissimo. Prima di tutto, risparmiamo la carta, non ingombriamo le borse, non ci appesantiamo le spalle e poi, vuoi mettere la soddisfazione di non cercare più quelle antiestetiche orecchiette che si usano per tenere il segno? 😉

Tant’è che, nei mesi scorsi, mi sono caricata sul reader circa 300 (!!!) libri che avevo voglia di leggere e, puta caso, il primo fortunato ad essere scelto, tra la Stazione Centrale e Rogoredo, è stato Italo Svevo 🙂 ; e non uno dei suoi soliti libri. Ho avuto il coraggio di leggere “Corto viaggio sentimentale”. La cosa più bella di Svevo è che scrive in maniera davvero pulita e così gentile; così educata, così delicata… Così, Svevo. Ecco, in questo libro ho trovato termini dolcemente antichi e rilassanti che richiamano i moderni e la mia ricerca di legami tra le parole di oggi con le sue è stato un viaggio a parte. Quante scoperte, quante parole vecchie eppure nuove. La trama: un signore parte da Milano per andare a Trieste (lui è triestino) a pagare un debito. Parte con l’idea di essere uomo maturo, forte, incompreso dal figlio giovane e stanco della moglie che è tutto quello che lui ha voluto che fosse, ma che, proprio per come lui l’ha modellata, si rivela essere “troppo come voleva lui”, non so se mi spiego. Parte con l’idea di svincolamento dalla famiglia, almeno per due giorni, libero da tutto e tutti, fiducioso nella gente che incontrerà e voglioso di fare nuove esperienze, dando e ricevendo “gentili azioni”; guardando, quasi, con supponenza il mondo (almeno, questa è stata la mia impressione). Bellissime le descrizioni del Carso e la storiella della terra inglese piena di bestie rare che avrebbero dovuto trasformare in Eden la terra triestina. Belli i pensieri e le descrizioni del treno, della gente. Bella la storia della bambina contadina che saliva sul treno per la prima volta ma, forse, letta oggi, è anche un po’ scontata… Beh, alla fine, come si dice a Napoli, ne esce “curnùt e mazziàt”, ma con tante belle esperienze nel cuore. Voto: 7 e mezzo, và! 🙂 E questo è stato il viaggio di andata più qualche ora del sabato sera.

Domenica mattina, mentre Laura dormiva della grossa, mi sono spaparanzata sulla sdraio in terrazzo, a pochi metri dal mare e, cullata dagli stridii dei gabbiani e dallo splendido mare di casa mia, ho iniziato “Non ti muovere” di Margaret Mazzantini. Premetto che non ho visto il film e non ho intenzione di vederlo. Premetto che avevo amato “Il catino di zinco”, per la sua soavità quando era uscito, tanti anni fa. Non ti muovere non ha niente a che vedere con il catino. Il catino è più delicato. Non ti muovere è aggressivo, stupefacente nelle sue esternazioni dell’emotività umana. Ogni pagina è un “accadere improvviso” che non ti aspetti e che ti lascia in ansia fino alla fine, peggio di Stephen King, quasi! La trama: un amore inaspettato (DAVVERO); due persone assolutamente incompatibili, secondo i canoni tradizionali, che si incontrano in maniera violenta, quasi irreale; si ritrovano, si lasciano, si ritrovano perché qualcosa, un filo invisibile ma più forte del titanio (dicasi AMORE), costruisce una prigione trasparente attorno ai due e li attrae inesorabilmente e…. E mi ha preso così tanto che le 5 ore da Arma a Milano sono letteralmente volate e, instancabile e affamata di sapere come finisse, l’ho terminato stanotte verso le due di mattina! 🙂 Mò, a dirti la verità, la fine mi ha scioccata (e non te la dirò) ma ho pensato che fosse l’unico modo per come era stato scritto e pensato. Lode alla Mazzantini, che mi ricorda vagamente gli scrittori sudamericani, e lode alla storia. Voto: 8 (le avrei dato 9 se non fosse stato che tutti l’hanno osannato… ;-))

Considerazione: due libri in un fine settimana son troppi… Ma a me piaceeeeee leggere, checcipozzofà?! Eppoi, scusa, tevo tenere il ritmo! Sono in gara con Laura che, in un giorno solo, ha letto Un sacchetto di biglie di Joffo! 😀

2 pensieri riguardo “Libro o libro delle mie brame…

  1. questa tecnologia è veramente favolosa ma per leggere quei libri occorre molto tempo libero.

    Cmq la lettura fa bene! Dovrebbbero dirlo ai giovani che hanno una profonda ignoranza scolastica….commettono errori di ortografia ed hanno un pessimo rapporto con congiuntivo e condizionale.

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  2. @antoniodelsol: mah, non so sul tempo… io acchiappo le pause, i momenti piccoli piccoli di relax… ed è vero, comunque, sugli errori… 😦 soprattutto perché i cellulari con i loro short messages hanno fatto prendere il sopravvento alle maledette Kappa che io brucerei… 🙂

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