Miiii… ‘sti siciliani!!

Le intenzioni erano buone, credimi. Ancora prima di salire sul treno per Arma, venerdì scorso, avevo deciso che Cecco Angiolieri sarebbe stato il prossimo a varcare le soglie delle mie memorie letterarie MA… Subito dopo i primi versi m’è venuto siffatta difficoltà nel recepire le sue sofferte rime che ho declinato il suo invito a dolermi per l’amor perduto, posticipandolo a giorni migliori (per lui…). Gira che ti rigira, son capitata su Camilleri. Avevo iniziato a leggere un suo libro che pensavo di non aver letto e, a pagina 45 mi sò bloccata perché mi è venuta tutta la trama in mente… 😦 vabbè, te l’ho detto che sto diventando vecchia. 🙂 Mò, deciso che avrei letto Camilleri, ho trovato una sua chicca. Adoro Montalbano e il mio più grande desiderio è di andare in Sicilia, negli stupendi luoghi che lui descrive perché mi affascinano moltissimo. Prima o poi accontenterò Marcella, mia dolce amica eoliana, che mi invita da anni nel suo agriturismo di Lipari e, da lì, poi farò il giro di quella stupenda isola, lo prometto, fosse solo per provare a colazione la brioche con la granita! Camilleri, però, non è solo Montalbano (che figo è mai Zingaretti?!). Camilleri è tantissimi altri suoi meravigliosi libri che ho letto e che nulla hanno a che vedere con Montalbano. Inizio a leggere “Le pecore e il pastore”. Storia vera di un sacrificio di 10 monache di clausura che, nel lontano 1945, per salvare un vescovo di Agrigento (GB Peruzzo), esercitano una “auto-eutanasia forzata” dando in dono la loro vita al Signore per salvare quella del vescovo. Sapevo che alle monache di clausura vengono commissionate le preghiere, ma questa poi… La storia è stata arricchita da ricerche accurate di Camilleri che la narra in maniera delicata e forgiata come solo lui sa fare. Ti dirò la verità, come l’ha messa lui (e come sicuramente è andata) non è che sia stata una cosa così facile e paradisiaca, ma vale la pena leggere questo libro perché è uno spaccato di Sicilia che viene da lontano. Inizia con il narrare le ragioni della clausura (tristissime) e la storia di Santa Rosalia (che io non conoscevo) che è bellissima e molto avvincente e termina ai giorni nostri con le sue considerazioni in merito all’eutanasia. Voto: 9

Beh, Camilleri non mi bastava e, naturalmente, mi sò fatta un altro siciliano. A Varazze ho iniziato a leggere “Storia di una capinera” di Verga. Giuro che non sapevo che pure questo parlasse di una monaca di clausura e mi è venuto un forte dubbio sulla casualità delle cose… 😉 Ho letto il suo incipit e mi son detta: “Marò, pure questa va a finire a puttane…” Ma lo volevo leggere da così tanto tempo che l’ho praticamente bevuto in un sorso… Sai una cosa? Verga sarebbe stato una bloggher fantastica. 🙂 Sì, una bloggher. Il modo in cui descrive le sensazioni di questa ragazza, i sentimenti che nascono, poco a poco, nel suo cuore sono così forti, così vividi che le cose sono due: o Verga era una donna o Verga aveva una sensibilità strabiliante. Ogni parola, ogni piccola cosa che scrive è perfetta. Ho immaginato di essere Maria e quasi mi veniva da piangere. Ho odiato le persone che le hanno fatto male. Ho pensato che la vita fosse maledettamente ingiusta perché, pensando a lei, pensavo a quelle 10 suore di cui avevo letto prima e non potevo impedirmi dal pensare che, a volte, la società è proprio crudele, soprattutto quando condanna l’amore e lo bolla come peccato. Voto: 10

Sabato è passato senza toccare l’e-book, lo giuro… E oggi sono perfino andata al mare con Laura per il mio primo bagno della stagione (marò, che acqua fredddddaaaa!!!!). Sul treno, però, la mano ha fulmineamente acchiappato il mio amico elettronico e mi son detta: “Beh, Camilleri, Verga… Se davvero non c’è due senza tre, mò mi devo fare un altro siciliano!” E chi vuoi che abbia scelto? Pirandello. Hmmm, avevo deciso di leggere pochino, pochino, credimi. E, infatti, ho letto “L’uomo dal fiore in bocca”. Volevo leggerlo da tanto. 17 pagine di pura arte scribacchina. Lui che scrive come è fatto il palco, come si muove l’attore, con che tono deve dire le cose. Ah… L’attore! L’ho voluto leggere perché mi era rimasto impresso, circa 30 anni fa, uno spettacolo di Gassman al quale andai, al Casinò. Adoro il teatro e, quando lo vidi recitare “L’uomo dal fiore in bocca” in quel monologo, che nulla aveva di monologo, decisi che mai avrei potuto provare emozioni talmente forti. E così fu. Il mio unico rimpianto è di non aver visto De Filippo, che forse lo avrebbe surclassato, ma non lo saprò mai. La storia non te la dico, la puoi immaginare, e se non la immagini, vattela a leggere, tanto è breve. Voto: impossibile dare un voto.

E poi? E poi, credimi, con l’aiuto di Trenitalia che ha incominciato a scassare i cabasisi con un ritardo di un’ora, mi sono messa a leggere, sempre di Pirandello, “L’esclusa”. Beh, diciamo che lo avevo iniziato anni fa ma, dopo le prime 10 pagine mi ero detto che iniziava troppo a schifìo e che era deprimente. L’ho ripreso in mano con l’ottimismo delle tre opere che avevo letto nelle ultime 48 ore (immagina tu…) e la sensazione non è cambiata… 😀 Solo che, stavolta, sono andata fino in fondo e mica tanto lentamente… Ma tu ti rendi conto che Pirandello scriveva ieri con la J? Jeri, portinajo, noja, ajuto, operaj… perfino GUAJO!!! La J era dappertutto, in questo libro! E poi dicono che l’alfabeto italiano è diverso da quello inglese!!! A me, se uno mi dice guajo, la sensazione di disastro viene più forte! A te no?! 🙂 Vabbè, il libro inizia a schifìo… l’abbiamo detto. E’ la storia di una donna che viene cacciata di casa dal marito perché, secondo lui, l’ha tradito. Lui, misero mollusco, sa che non è vero ma deve fare l’UOMO. Lei, antenata delle suffragette secondo me, se ne fotte e cerca di trovare comprensione e giustizia da sola. Se non avessi letto le tre opere precedenti, a un certo punto ti farebbe pure incazzare, lei, nei suoi patimenti autoinflitti e nel vittimismo permeato da una velata Sindrome di Stoccolma ma, ripensandoci, ti incazzi e non con lei. Ti incazzi con le manovre politiche che sempre ci sono state e sempre ci saranno, con la gente bigotta e falsa che pecca più e più spesso di tutti, ma poi va a confessarsi, si netta l’anima con le preghiere e tutto finisce bene (basta che non lo sappiano gli altri), con il perbenismo e l’ignoranza che fanno più danni di dieci bombe H e l’unica cosa che vorresti dirle è: “Scappa, Marta! Scappa!!!” Ma non si può… 😦 come dicevo… è iniziata a schifìo ed è finita peggio… Voto: 9 per il “religioso” realismo di Pirandello e per le sue splendide “J” sparse un po’ ovunque. 😉

Un dubbio… Ma c’è uno scrittore siciliano che faccia ridere?!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...