Ho scritto a Fabio Volo (terza tappa letteraria)

Ed ecco che il terzo fine settimana di luglio scorre ancora serenamente tra Trenitalia e il mio mitico e-book. Dato che una settimana fa le mie letture vertevano decisamente sul depresso andante, questi ultimi 3 giorni mi sono data alla pazza gioia. Ero indecisa tra PG Woodhouse in inglese e Fabio Volo. Opto per il secondo, ma solo perché sono stanca e Woodhouse me lo godo sempre parola per parola, lettera per lettera… Inizio a sfogliare telematicamente “Esco a fare due passi” di Fabio Volo che sono ancora in metro, verso la Centrale. Avevo già letto un altro suo libro, qualche anno fa (non mi chiedere il titolo…) e mi era stato simpatico. Perciò, mi son detta, questo non mi affonderà come Pirandello, Verga et Co.. Beh, più o meno. Diciamo che, alla fine, ho capito che Fabio Volo ce l’ha piccolo (LO DICE LUI!!!) e che, senza saperlo, mi ha copiato l’idea di un libro… 🙂 Il libro è in realtà una lunga lettera. Una lettera di auguri di compleanno dal Fabio Volo di 28 anni al Fabio Volo che ne ha 33. Una lettera piena di dubbi e di incertezze che, alla fine, danno tante certezze e dissolvono molti dubbi. Tipico di Volo.. 🙂 Ci sono tante chicche simpatiche in questo libro. Tante sue frasi che puoi prendere seriamente o solo ragionarci sopra un po’ e decidere che sono pirlate, tipo quella dove dice “Una donna che non sa fare il caffè per me può essere solo un’avventura”.. vabbè, Volo, questa te la perdoniamo, và… ma solo perché sei giovane e inesperto delle donne che, secondo te, se non bevono caffè non lo fanno… 😉 Oserei anche di più: questa cosa sbatte sull’altra affermazione che fa: “se una donna mi dice che il suo libro preferito è Profumo di Patrick Suskind io le chiedo all’istante quando vuole andare all’Ikea con me per iniziare la nostra convivenza.” Vedi, Volo, il mio libro preferito è proprio Profumo e te lo potrei recitare dall’inizio alla fine fermandomi perfino un attimino a farti un escursus linguistico sulla traduzione di “fishy smell”  (pagina 28, riga 6, versione inglese del volume – quando lui scopre e descrive l’essenza della donna come viene da lui percepita, nella sua globalità… che perfezione…) che in tedesco non rendeva, ma in inglese sì (lingua magica, l’inglese, per i dualismi) e, quando l’ho letto pure in italiano, mi son cadute le braccia… ma non bevo caffè, come la mettiamo?! 😀 Andiamo da MondoConvenienza?! Ma sai una cosa? Io ti scrivo proprio, và!… Ok, l’ho fatto… 🙂 gli ho mandato un’email a radio DJ… 🙂

Buongiorno Sig. Volo,
sicuramente non gliene importerà, ma desideravo solo metterla al corrente del fatto che il mio libro preferito è Profumo di Süskind e glielo potrei recitare dall’inizio alla fine fermandomi perfino un attimino a farle un escursus linguistico sulla traduzione di “fishy smell” (pagina 28, riga 6, versione inglese del volume – quando lui scopre e descrive l’essenza della donna come viene da lui percepita, nella sua globalità…) che in tedesco non rendeva, ma in inglese sì (lingua magica, l’inglese, per i dualismi) e, quando l’ho letto pure in italiano, mi son cadute le braccia… ma… non faccio il caffè perché non lo bevo (aaarghhhh)…come la mettiamo?!  Andiamo da MondoConvenienza invece dell’Ikea?!

Buona vita

RP

Infine ho apprezzato, a parte lo spirito goliardico del volume, una frase molto vera: “Innamorarsi è una droga, amare è una medicina”. E non la commento perché è magica da sola. Voto: 7 (solo perché non apprezza le donne che non fanno il caffè) 🙂

L’altro libro che ho letto durante il ritorno è stato “Storia di due anime” di Matilde Serao. Uè, ho capito una cosa: NON LEGGETE I LIBRI CHE INIZIANO CON “STORIA DI QUA” E “STORIA DI LA’…” Sono davvero triiiisttiiiii!!! Ma come si può, dico io? Dopo “Storia di una capinera” dovevo averla capita. E invece no. Ho insistito perché il richiamo partenopeo è stato forte. Lei mi piaceva da ragazza e ci ho riprovato. Per me è una delle grandi scrittrici italiane… Il libro parla di un uomo umile, onesto, generoso, timido e ricco grazie al suo lavoro e della sua famiglia. Ultimo superstite a mandare avanti la bottega dei santi dove fanno le statue per le chiese, in gesso. Innamorato di una nobile caduta in disgrazia solo per i soldi riesce a sposarla. Non si accorge di una sua simile, però, che è innamorata di lui e che gli sta vicino fino alla fine. Bello il libro, bella la Serao. Però, Matì… ci hai messo 9 pagine e mezza per descrivere il negozio delle statue che tra un po’ mi venivano le emorroidi alle orecchie!! E poi, vabbè, ti sei salvata… Lui è dolce, sincero, buono… Lei è St… con la S maiuscola. L’altra è Sfigata con la S maiuscola. Insomma, mi sembrava di leggere una commedia di Eduardo De Filippo e tutte le scene, le zone, le case, le cose che lei descriveva, me le sentivo dentro. Ancora ora, a volte, mia mamma dice “Acquaiò, l’acqua comm’è? E’ comm à neeeveeee!” (detto napoletano) e lei, Matilde, descrive un matrimonio con la presenza di un acquaiolo che vendeva l’acqua fresca… E poi, la sai quella canzone napoletana, Napule ca se ne va, che dice: e nu cumpare viecchio “capo ‘e suggità”? Ecco, l’atmosfera del matrimonio era proprio quella. Che bellissime descrizioni. Si sarà pure dilungata un po’ all’inizio, ma, credimi, serve per capire la fine. Tragica ma colma di emozioni. Voto: 10 (perché, come dice mia figlia Laura, anche se finisce male non vuol dire che è stato brutto!)

Mò, non ho capito come ho fatto a cambiare il font e non ho voglia di capirlo. Perciò, me lo tengo così e buonanotte a tutti quanti!!

4 pensieri riguardo “Ho scritto a Fabio Volo (terza tappa letteraria)

  1. Ao’ a me la Serao piace. Che donna! Il libro che citi non l’ho letto madsto che sono in zona mo’ lo vado a cercare. Neo pomeriggio avevo giusto intenzione di buttarmi a port’Alba.)

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  2. Ah, Fabio Volo… Beh, ho letto Un posto nel mondo, e mi è piaciuto parecchio, poi, ovviamente, ci mette sempre quelle sue frasi filosofiche, a volte inopportune… Peccato che tu non beva caffè, e ovviamente non lo sai fare… C’è comunque, sempre, quella sorta di insofferenza e cinismo verso alcune situazioni che mi divertono abbastanza, il suo disgusto verso il matrimonio potrebbe tenere insegnamenti in tutto il mondo… Però, credo che alla fine, sono solo tante chiacchere che portano a una riflessione che per arrivare a duecento pagine deve d’altronde scrivere anche qualche stronzata… La tua lettera a Volo? Aspetto con ansia notizie se ti risponde! Potete incontrarvi, o vai alla radio, e parlate di Profumo.
    Ps. Per l’altro post, sono felice che tu abbia preso in considerazione l’idea del videoracconto della giornata/e alle prese con rulli, pennelli, secchi di vernice, e magicamente, anche l’authan!!! per le mosche e zanzare? Rifletto…
    Un saluto.

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    1. Ciao Peppe! Non credo proprio che Volo mi risponderà… 🙂 sarebbe assurdo. Sono contenta che tu sia contento che io sono stata contenta di fare il filmato. Sì, l’Autan era per le zanzare… 😉 E vabbè, non bevo caffè ma questo mica vuol dire che non lo so fare… Ho una tecnica tutta napoletana e male non è, dicono… 🙂

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