Tutta colpa delle donne

“Sciùra, dai… Sem mica qua a pettinar le bambole, neh?!” 😦 Cribbius!!! Mò, tra il fatto che io sono beneventana e che, quando mi si parla in milanese, mi viene in mente mia suocera con tutti i filistei, penso che ‘sto medico sta marcando davvero malissimo e la cosa più triste è che non se ne è accorto. Ho tirato giù mezzo reggiseno, la canottiera, la camicetta e pure il maglione. Mi sono pure tirata su i capelli per rendergli più agevole la mossa e lui? Lui si arrabbia perché io tentenno! “Mi scusi, sono sicura che le bambole lei non le stia pettinando ma io, con quell’ago enorme che mi vuole ficcare nel collo, non è che mi senta proprio a mio agio, sa?!” Nel mentre, indietreggio e lui avanza verso di me con la siringa in mano scuotendo la testa incredulo. “Ma l’è minga un ago per gli elefanti, neh?! Dai sciùra! Che minga l’à pagà el ticket per niente, neh?!” Marò… 😦  Ma chissenefrega del ticket? Mi avevano detto che mi dava la terapia antidolorifica per la cervicale, che cavolo! Mica che mi ficcava il farmaco su per il collo, proprio sotto il cervello?! Glielo dico. Prendo coraggio, metto le mani avanti, respirando a fatica e implorando il time out. Lui ferma la marcia verso il mio collo. Si appoggia al lettino e fa: “Dai, mi dica… Cusa gh’è ‘ncora?!” Oh, mamma mia… Non ce la faccio.. “Ecco, mi scusi, non è per la poca fiducia, ma lei è sicuro che nel collo, proprio sotto il cervelletto, sia il posto giusto? No, sa, è solo perché penso che sia una zona delicata. Io non ho mai fatto le punture là… Insomma, non ho paura, però.. sì, ho paura..” Ok, lo vedo. Si sta incazzando. “Sciùra, lei il male ce l’ha alla cervicale, si o no?! Lei è entrata qua dicendo che non vuole più avere le crisi fotofobiche, la nausea, le vertigini, i dolori al capo e alla spalla. Ora, sciùra, secondo lei, la puntura, SE LE FA MALE AL COLLO, dove gliela dovrei fare?! Sull’alluceeee?!” 😦 😦 non fa una maledetta grinza. Sto zitta. Sospiro. Mi giro pensando che non ho ancora fatto testamento. Stringo in maniera spasmodica il lembo di maglione, mentre lo sento avvicinarsi. Mi tocca il collo con il cotone imbevuto di alcool. Sento i fumi del disinfettante arrivarmi alle narici e penso che tra poco potrei essere morta perché mi ha toccato la giugulare che non mi ricordo più se sta davanti o dietro… “Ecco, fatto; donna malfidata e senza coraggio, tra le tante, come lei…” Fatto?! No, scusa… Ecco.. Non l’ho sentito  😦 Mi giro esterrefatta. Lui butta via la siringa e poi mi guarda dritto negli occhi: “Sì, la colpa è tutta solo delle donne. Se Eva non si fosse mangiata la mela, non si soffrirebbe di cervicale e io non dovrei lottare con le sciùre come lei che pensano che le voglia ammazzare con un aghetto di un millimetro dopo 50 anni che faccio ‘sta cosa. Ci vediamo martedì prossimo alle 18:00 e prenda 15 gocce di Valeriana prima di venire, và, ma solo per rilassare i muscoli, ok?!” 🙂 Ok… Marò, i che figùr emmèrd… 😀 😀

2 pensieri riguardo “Tutta colpa delle donne

  1. “A pettinar bambole!?” – simpatica espressione! Io conoscevo “Pettinar cani!”. Che dire: io ti capisco, cani e bambole a parte! Insomma, una puntura è sempre una puntura; nel collo, poi!!! Capisco comunque che è andato bene! e come dice il proverbio: “Tutto è bene quel che finisce bene!” E auguri per la cervicale. Albix

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    1. 🙂 ebbene sì, caro Albix! Qua al nord dicono proprio così! E pure ne rimasi sorpresa perché a Napoli non si dice né dei cani né delle bambole 🙂 Sì, è andata bene… Però, che pauuuurraaa 😀

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