Uomini che curano le donne

Lo vedo, mentre guido verso la questura per fare la denuncia dello smarrimento del bancomat. Magro, baffetti alla Charlie Chaplin, stempiato e anziano… Più anziano di 15 anni fa, quando lo incontrai per la prima volta, mentre stava mettendo a posto il terrazzo di suo figlio (il mio vicino). Da allora, l’ho adottato come idraulico, aggiustatutto, metti-mensole e bucamuri; un grande, per me. Mi disse, la prima volta che gli chiesi di aiutarmi a mettere su le mensole, “Sciura, non si lamenti di suo marito che non sa fare niente; sicuramente avrà altre doti. C’è chi nasce per fare tutto un po’ bene e chi fa poche cose benissimo”. Mah… Avrei da commentare in merito, ma sto zitta… 🙂 Attraversa velocemente il passaggio pedonale, guardandosi prima intorno e poi veloce,  su per via Capecelatro. Annuisce, mentre un altro signore della sua età, che lo accompagna verso casa, parla di qualcosa che, sicuramente, possono condividere. Ha in mano il sacchetto di carta del pane e  uno con le verdure. Deve averle comprate al mercato del lunedì  di via Paravia. Ci andavo pure io quando ero in maternità. Vendono delle belle verdure, là. Ieri è venuto a casa mia per vedere di mettermi a posto la tapparella, oltre ad altre cose che stanno mollando il colpo, in questa casa che lascerò tra meno di due mesi. Dicono che, quando stai per andare via da una casa, lei lo sente e allora, dal dolore, si lascia andare, pezzo per pezzo. Oh, potrei proprio dire che è così. La lavatrice ha dato forfait per prima a fine novembre. Deve essere stata lei la capa che ha dato l’ordine alla tapparella e poi alla presa della camera da letto e poi allo scarico della doccia e poi… e poi… Tante piccole cose che si stanno lasciando andare. Io no. E le rimetto a posto. Mi dicono: “E dai, lasciale così; tanto, chi te lo fa fare? A febbraio vai via…” No, mi spiace, io no. Sarà un dolore immenso andarmene, figurarsi se lo faccio lasciando i pezzi sparsi qua e là. Lo so. Lo so. L’ho deciso io. Ho voluto io la separazione e pure restare in questa casa fino a quando non mi sono resa conto che mi dissanguava ma, che cacchio, questo non vuol dire che non si soffra. E chi dice il contrario è un emerito pirla. Quando è salito su da me, ieri, mi ha guardato con gentilezza e mi ha fatto capire che sapeva della separazione. Non ci vedevamo da tanti mesi. Uomo di poche parole, mi ha detto: “Dai, su… Ce la si deve fare, neh?” Sì, ce la si deve fare. Poi, sbrigativo come sempre, si è buttato sul lavoro. Alla fine, gli ho chiesto se sarebbe stato disponibile per il nuovo appartamento (culo vuole che l’ho trovato nella stessa strada e solo a 10 numeri più avanti…). Lui sospira. “Eeeh, lei mi vede sempre lo stesso, ma io sono invecchiato, sa? Hai voglia a dire che dobbiamo prendere la pensione più tardi possibile! E poi, io devo curare mia moglie, sa… Non posso lavorare come prima. Voglio stare accanto a lei che ha tanto bisogno. Non più di 3 ore al giorno e sempre di mattina, va bene?” Avrei voluto abbracciarlo e dirgli che è un grande. L’ha detto con un orgoglio dentro che non ti posso spiegare. Sembrava vivesse solo per quello: per stare accanto a lei e curarla. “Grazie”. Ho solo detto grazie e gli ho dato l’appuntamento per fine gennaio, che lui ha le visite da fare con la moglie e tutto il resto che ne viene assieme. Stamattina, quando l’ho visto trotterellare verso casa, dove sua moglie lo aspetta e fa affidamento su di lui, ho avuto questo flash. Ho pensato che è uno di quegli uomini che curano le donne. Uomini che curano coloro che li accompagnano da sempre. Uomini che non hanno paura di bucare il muro o sostituire la tapparella o segare un’intera credenza in due solo perché glielo chiedo io, così come curare la loro altra metà, ammalata da anni. Non ce ne sono tanti come lui. Almeno, io non ne conosco tanti; forse due e lui è uno di loro. A loro, perciò, visto che domani è la festa della Befana e visto che non ci azzecca una mazza, visto che sta piovendo, visto che ho una casa di 100 metri da far entrare in una di 50 e non so come cazzo farò (in tutti i sensi) e visto che non ho un uomo che mi cura così come tanto vorrei, a loro, dicevo, va il mio rispetto e il mio augurio di benessere quanto più duraturo possibile, perché se lo meritano. E speriamo che mia figlia ne trovi uno come loro… 😉

9 pensieri riguardo “Uomini che curano le donne

  1. Mi incuriosisce la frase. come farò a mettere una casa di 100 in una di 50. Poi fai la cronaca e le scelte che maturi pubblicale.
    Uomini e uomini hai ragione, uomini col o senza cuore, uomini con le mani d’oro o disadatti. Mai giudicare mi dico, solo comprendere e porgere fiducia.
    Sono convinto che è più il bene che il male, più la voglia di fare che la vagabondaggine.
    Epifaina tutte le feste si porta via ma non il tempo e quello non lo buttiamo. Buon trasloco e pazienza a sacchi.

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    1. Ciao Andrea! Incuriosisce anche me, quella frase… 🙂 Oggi ho iniziato a impacchettare il salotto e, nell’ordine, ho sacrificato quanto segue: una cornice, una lampada, un servizio di piatti spaiato donatomi da mia suocera, una credenza a tre porte e tre cassetti dell’Ikea che avevo dipinto di nero e che aveva dato forfait da un po’, un numero dispari di posate di provenienza incerta, un serie di lampadine di natale che STRANAMENTE ha cessato di vivere proprio stamattina e che, se avessi voluto, avrei potuto riparare con il saldatore ma che, veramente… voglia e tempo non ce ne avevo e perciò, via pure loro. E lo so che è più il bene che il male però ci ricordiamo solo e sempre del male, in certi casi, credimi. Comprendere sì, Andrea però, a volte, la comprensione è molto comoda e poco coraggiosa… Ma, questa, naturalmente, è solo la mia opinione.. 🙂

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  2. Ciao Romala! A volte mi chiedo perchè la vita ci riservi così tanti affanni! Come sarebbe bello se tutti incontrassero la loro anima gemella, il comppagno o la compagna per la vita!!! E come sarebbe bello se tutti fossero felici e appagati! E invece, guardandomi attorno, mi sembra a giorni di vedere tutto il contrario! Lo spirito leopardiano prende il sopravvewnto nel mio animo e capisco che la vita è la nostra matrigna, che non ci riconosce come figli propri. Solo nella fede ho trovato, se non sempre una risposta piena ed appagante, quantomeno un lenimento del dolore quotidiano che ci affligge. E non parlo della fede ipocrita e formalista che già Gesù combatteva nei farisei; parlo di una fede fatta di riflessioni, di un dialogo stretto ed interiore, della frequentazione costante e continua dei Sacramenti. Non è facile cara Romala; forza e coraggio; sento che le risorse interiori non ti mancano; ce la farai senz’altro. Auguri per il trasloco. La nuova casa ti accoglierà con simpatia. albix

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    1. Ciao Albix! Hai ragione, è la fede (ma quella della quale parli tu, non l’altra) che mi fa andare avanti. Fede MIA, particolarissima, lo ammetto, ma mia e, in quanto tale, rinvigorente e saziante (almeno per ora). Grazie per gli auguri, me ne ricorderò nei momenti di sconforto! 🙂

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  3. Posso dare la mia opinione? Naturalmente rispondo con la personale visione data da quello che leggo e da quello che ho nel cuore per la mia situazione familiare.
    Ma una donna sposata da tutto per suo marito? Nel senso, si prodiga al massimo per far si che il suo lui potesse donare il proprio tutto a lei? Mi permetto di farti queste domande perchè spesso sento e leggo di donne che sposano orchi (anche consapevolmente) e poi guardano subito altrove dove trovano sempre l’uomo pieno di sentimenti. All’uopo ho una frase carinissima che ho trovato nel blog di "thepromisedland.blog.tiscali.it" (Nadir) che recita "tutte le donne aspettano l’uomo della loro vita, però, nel frattempo si sposano.

    Con stima un Re di passaggio.

    🙂

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    1. Oh, Re di Saturno, tutti possono dare la loro opinione… 😉 io non censuro nessuno… al limite non rispondo… Però, al tuo commento rispondo volentieri. Se una donna sposata dà tutto per suo marito? Hmmm… Personalmente e onestamente, nel mio caso direi proprio di no. E meno male, aggiungerei. Non so quale sia la tua situazione familiare ma, di solito, si hanno gli stessi obiettivi e gli stessi sogni e, al fine di poterli perseguire e raggiungere, si dà il massimo di sè stessi per facilitare il lavoro e lo sforzo del proprio compagno e ritrovarsi, la sera, lieti di essere assieme e nel proprio rifugio, tra le braccia del compagno che sempre ti proteggerà e ti starà accanto così come farai tu. Questo, per me, è il matrimonio. Nel mio caso, obiettivi e sogni erano completamente diversi e diametralmente opposti e ce ne siamo accorti troppo tardi. Se avessi dato tutta me stessa, avrei ottenuto tutto il contrario di ciò che sognavo e in cui credevo. Si dice che, quando si è innamorati, si hanno le fette di prosciutto sugli occhi; beh, diciamo che, nel mio caso, avevo quattro scrofe e cinque verri (per singolo occhio)… 😀 😀 Da qui, il mio commento di cui sopra (e meno male…). Mio marito non era un orco e non lo sarà mai. Lo rispetto e gli voglio bene, ma non ha i miei stessi principi. E’ solo, e lo ripeterò fino allo sfinimento, che aveva idee molto, ma davvero, molto diverse dalle mie. Ci ha provato, perché era innamorato, a far diventare sue anche le mie idee, ma non ci è riuscito e così, c’est fini. Sembra facile e senza intoppi emotivi ma non lo è, anzi, è ‘na roba che ti straccia il cuore e te la butta via, ma ce la si deve fare. Mi piace moltissimo la frase di Nadir. La comprendo benissimo e oserei dire che è davvero ciò che succede. Ci si accontenta, forse? No, direi che ci proviamo. Provarci, almeno quello, si può e si deve fare. Altrimenti che vita è? 🙂 un caro saluto.

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  4. Bella la frase del blog di Nadir (leggo nel commento) 🙂 Comunque, a proposito del tuo post, è importante prendersi cura del coniuge, e non scappare e darsi alla macchia alla prima difficoltà. Poi, ognuno è libero di fare come meglio credere, e se vogliono fare i conigli, liberi di farlo, ma non vantatevi di tutto ciò. Tanti saluti

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  5. Nulla da scrivere di più quanto hai “detto”, è chiaro che ogni caso, però, ha le sue ragioni diametralmente opposte e quindi con le varie tragedie d’animo e quant’altro. Mi dispiace, ma se questa decisione porta più “serenità” ben venga questo.

    🙂

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