Mai più pomodori per nessuno

Che poi, si sa, a volte succedono certe cose…; cose che ci cascano davanti quando meno ce l’aspettiamo. Da te, però, questa me l’aspettavo. Magari non ora, lo ammetto, ma me l’aspettavo. Ho i piedi a bagnomaria nell’acqua calda mista a olio essenziale di lavanda e rosmarino (20 gocce di ognuno) in questo bidet da quasi mezz’ora. E’ il mio rito serale, soprattutto d’inverno. Quando vivevo a Londra scoprii le gioie dei pediluvii e dei loro fantastici effetti calmanti, soprattutto se tocchi i punti giusti della pianta del piede e se stimoli determinati altri punti. Sto godendo delle sensazioni di benessere che mi arrivano fino al più recondito angolo del cervello e arrivi tu. Sorridi. Uhm.. 🙂 Quando mi sorridi senza che io ti abbia detto qualche pirlata, vuol dire che mi stai preparando un colpo mancino. Ti appoggi al lavandino con una strana nonchalance, mentre fai finta di guardarti quel brufolo che ha deciso di installarsi proprio sotto il naso e noto che ti sei allungata ancora di più. Ti si sono arrotondati i fianchi e quei jeans ti stanno davvero bene. Sei proprio bellina. C’è voluto davvero poco per sorpassare quel mio metro e 57… Ti mancano due o 3 centimetri per il metro e 70 e hai solo 13 anni e mezzo. Oh, questo lo devo ammettere… Da tuo padre hai preso qualcosa di veramente buono: l’altezza. “Mamma, avevo un dubbio. Insomma, non ho capito se tu l’hai capito…” Oh… Il dubbio ce l’ho pure io, ora. Di che cosa stiamo parlando? Che mi sono persa? Marò… Odio quando non capisco quello che dovevo capire e che gli altri non sanno se io l’ho capito… 😀 “Mamma, ma tu hai capito che io, prima o poi, me ne andrò lontano da te, magari anche quando avrò finito Brera, in una nazione straniera che può essere anche molto lontano? No, perché, io davvero lo farò e là resterò, capisci? Io devo partire, capisci?” Mò, diciamocelo onestamente, ero quasi fiera di aver comprato questa merdosissima pietra pomice all’Esselunga. E diciamoci pure che mi stavo segretamente congratulando con me stessa da circa 5 minuti perché più la passavo sul tallone, più me lo lisciava e più me lo lisciava più io godevo della sensazione di pelle levigata dolcemente, sotto i miei polpastrelli. E più io godevo, più mi dicevo che ne dovevo comprare almeno altre due di ‘ste pietre peccato che fosse l’unica che avevo trovato. Questa pietra che, ora, sto letteralmente sbriciolando tra le mie mani. L’ho fatta a pezzi, Lalina mia dolcissimamente amata del mio cuore, e tu non te ne sei nemmeno accorta. L’ho distrutta in una tale maniera, mentre tu dicevi ‘ste quattro parole e continuavi a guardarti il brufolo sotto il naso che, se questa pietra fosse stata l’ultimo pomodoro al mondo, non si sarebbe mai più trovato nemmeno un microscopico briciolo rosso sulla faccia della terra. Hai voglia a far andare in giro tutti i Cristoforo Colombo di tutto l’universo. Mai più pomodori per nessuno. Sorrido… Davvero, credimi, sorrido con il cuore. Sorrido con il cuore perché Dio te le fa pagare tutte, ora lo so e ne sono sempre di più convinta. Dio vede e provvede e chi dice il contrario, a mio parere, è solo qualcuno che non si è ben guardato intorno. Ricordo le lacrime di mio padre, che mi portò a Caselle sfidando una delle peggiori tempeste di neve degli ultimi anni, nel lontano 1985. Andavo a Londra e lui le aveva provate tutte. Dalle botte alle minacce alle lusinghe e al denaro. Alla fine si arrese. Avevo 20 anni. Ricordo la falsa indifferenza di mia mamma. Dura dentro e fuori, doveva sembrare, lei. Ricordo me stessa, che me ne fregavo davvero di tutto e di tutti. Avevo il mio destino, verso il quale correre. Altro non sapevo fare. Ora, Lalina mia dolcissima del mio cuore, sorrido… Sorrido, tiro via il tappo del bidet che tutto mi sembra gelido, ora. Sciacquo i piedi con accuratezza, che i rimasugli della pietra mi danno un fastidio cane, quasi sembrano schegge di vetro. Li asciugo e, contro ogni mia regola, non mi massaggio subito con la crema, lo farò dopo, e mi alzo. Vengo dietro di te e mi guardo allo specchio con te che sembri non averci niente a che fare, con me, tanto sei alta e bella e fiduciosa nella vita. Sorrido e dico: “Stai parlando con la persona sbagliata, Lalina. Io, a 20 anni, ero già fuori di casa e non ci sono mai più tornata se non per le vacanze. Lo so che cosa vuoi dire e l’ho capito bene, sin da quando ti facesti la valigia a 5 anni che volevi andartene a vivere da sola all’asilo perché ti volevo dare da mangiare le carote che non volevi e la Lina ti bloccò in portineria. L’ho capito, stai serena. Qualsiasi scelta tu farai, io starò qua, proprio dietro di te, ok? Così, se inciampi, ti reggo io, va bene?” Ok. Ok… Sorridi. Sorridi e mi abbracci. Anche io sorrido, Lalina dolcissima del mio cuore. Sorrido e ho il lago Ontario che vuol sgorgare dai miei occhi verde-castano e la faglia di Sant’Andrea che sta distruggendo con il suo “big one” il mio cuore rosso AB positivo. Sorrido e sembro calma e serena. Già… Serena… Serena una emerita minchia fritta e bollita in salamoia… 😦  Vado in camera da letto a mettere la crema ai piedi e il mio sguardo cade sul santino di San Giuseppe Moscati che mi guarda con aria paterna. E’ in quel momento che penso solo una cosa: “Dio, Allah, Krishna, Chiunque tu sia… Ti chiedo solo una cosa. Così come io sono stata fortunata ad andare via per sempre, passare attraverso un immane, immenso, puzzolente mare di merda ed uscirne viva e vegeta, per favore, fà che succeda almeno così, se non mille volte meglio, anche a lei, in qualsiasi angolo del mondo vada a capitare… Solo questo ti chiedo… Ah, e poi, se puoi, domani mi fai trovare un’altra di quelle pietre pomici speciali all’Esselunga che ci ho messo così tanto a trovarla; però, non è necessario, ok?!?”

4 pensieri riguardo “Mai più pomodori per nessuno

  1. I tuoi figli non sono figli tuoi,
    sono figli e le figlie della vita stessa.
    Tu li metti al mondo, ma non li crei.
    Sono vicini a te, ma non sono cosa tua.
    Puoi dar loro tutto il tuo amore,
    ma non le tue idee,
    perché essi hanno le loro proprie idee.
    Tu puoi dare loro dimora al loro corpo,
    non alla loro anima,
    perché la loro anima abita nella casa dell’avvenire,
    dove a te non è dato entrare, neppure col sogno.
    Puoi cercare di somigliare a loro, ma non volere
    che essi somiglino a te,
    perché la vita non ritorna indietro
    e non si ferma a ieri.
    Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani
    * Kahlil Gibran *

    "Mi piace"

  2. Fantastico quello che leggo. Farei anche io cosi, però mentre lucido la canna della mia pistola e lucidando lucidando metterei a fuoco il mondo, promettendogli di sparare in testa a qualsiasi cattiveria lei incontrerà.

    🙂

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...