La vita che vorrei

Vocali e consonanti. Cosa mi manca di più? Le nuvole. Stavo con lei in darsena, qualche giorno fa. Ad Arma, in darsena, è troppo bello dopo pranzo. La gente sta chiusa in casa, a fare la siesta come nei paesi del sudamerica, soprattutto d’estate, perchè fa un caldo boia. Io e lei, invece, spesso usciamo e andiamo in darsena. Lei siede e legge o parla con le sue amiche al telefono. Io, invece, mi sdraio su tre quarti di quella panchina che condividiamo, all’ombra delle palme che giocano con il vento della foce dell’Argentina che si incontra con il mare, e sonnecchio mentre, di tanto in tanto, guardo il cielo. Voglio volare. Vorrei volare. Insomma, sarebbe una cosa grandiosa volare. Quando sogno di volare, mi sveglio felice. Sogno di alzarmi muovendo le braccia su e giù e poi, senza indugio, vado avanti e indietro per il mondo sorvolando tetti e alberi. Queste nuvole che corrono… Quando tornavo a casa, nella vecchia casa, mi spogliavo frettolosamente, facevo la doccia e poi con un ghiacciolo d’estate o un thè caldo d’inverno, mi sedevo in poltrona, sul terrazzo a guardare le nuvole per ore. Ora, dal secondo piano, non le vedo più come prima. 😦 cheppalle… Dalla darsena vedo centinaia di nuvole che, dal mare, si dirigono verso gli appennini e sono felice, come se volassi con loro. Che stupida, vero? Si stendono nell’azzurro del cielo che ci sovrasta e penso a chi non sta così, come noi due. Penso a gente che ha tutto e pensa di avere niente, come me. A gente che ha niente e lo sa e vorrebbe almeno un pochino. A gente che ruba e non si vergogna. A gente che fa del male e non si vergona… E poi… penso a una che conosco solo di nome, ma che mi sta sulle palle in maniera assurda. Sarà che in un’altra vita mi ha tagliato la gola ma, credimi, a pelle, mi sta troppo sulle palle. Ha sicuramente almeno 10 anni più di me ma, dalle foto che mi si propinano davanti, senza che io le cerchi, sembra che ne voglia avere molti di meno. E’ di una volgarità assurda, nelle sue pose pseudosexy con quei capelli tinti e quel trucco esagerato; fatto per attirare l’attenzione di ignare e stupide prede maschie su altro che non sia dal collo in giù. Da donna, lo vedo e me ne accorgo. Fossi uomo direi “che figa”. Da donna, dico: che tristezza. Scrive in maniera forbita, per tirarsela e non per condividere o arricchire gli altri, e pensa di avere ed essere tutto quanto ci si possa aspettare dalla vita perchè ci mette assieme foto di sè stessa al limite della decenza. Mi sono perfino tolta da una lista di Facebook per non vederla perchè mi deprimo all’idea che sia donna come me. E poi mi dico che magari mi ruga (notare il doppio senso… 🙂 )… Non si sa mai, no? Il beneficio del dubbio bisogna sempre darselo, anche se non ci piace. E poi invece no. Poi penso che proprio non vorrei essere come lei. No, grazie. Mi verrebbe da piangere ogni sera, a struccarmi davanti lo specchio, tirarmi giù la pancera che mi comprime la panza, mettere via improbabili e ridicoli vestiti da ragazzina e ritrovarmi da sola anche se, magari, intorno ho tanta gente… No, davvero no. A ognuno il suo tempo e la sua realtà, se se ne ha il coraggio. Stimo zero le donne che cercano di nascondere la loro età. Sarà che sono fortunata e non ne ho bisogno. Sarà che ho una madre che mi ha insegnato a fregarmene delle rughe, anzi, a tenerne conto perchè sono ferite di guerra da mostrare ai più giovani. Sarà che invecchiare è solo ed unicamente una questione di coraggio. Sì, è una questione di coraggio. Invecchiare e accettare sè stessi e le proprie imperfezioni con il relativo decadimento fisico è un atto di coraggio enorme. Puoi conoscere paroloni difficili e fare la strafiga ma, alla fine della fiera, non sei diversa da nessun altro. Mi piacerebbe dirle che caghiamo tutti seduti e lei pure, fino a quando non proverà il contrario o le verrà un attacco di cagarella a spruzzo incontinente. Mi piacerebbe ricordarlo a più di una persona. Forse per questo, quando lo faccio, mi dicono che sono indisponente e cattiva e insensibile… Ma, la pazienza, che cacchio, non è un mio forte… La verità, credimi, dà proprio un gran fastidio a certe persone. Soprattutto quando te la chiedono e tu gliela sbatti in faccia… Assurdo… Grottesco… E poi? Niente… E poi, alla fine, sono solo felice di guardare le nuvole, sulla panchina della darsena, mentre Laura continua a ciappettare con la sua migliore amica di Cassino. Penso a Voltaire che disse: “Ogni uomo è colpevole di tutto il bene che non ha fatto” e ci aggiungerei: “…soprattutto a sè stesso…”. E chiudo, alla fine pensando che, grazie a Dio, sto invecchiando senza il desiderio di nasconderlo, anzi, e mi va benissimo così perchè questo è ciò che vorrei. Sì, dopo tutto, questa è la vita che vorrei.

4 pensieri riguardo “La vita che vorrei

  1. Non è che fai come la volpe che non arrivando all’uva va dicendo in giro che è acerba? 😀 😀 😀

    Scherzo naturalmente. Non riesco a collegare la storia che leggo, ma se scrivi e pensi d’invecchiare tranquillamente allora questo è sinonimo di maturità interiore, accetti quello che è effetivamente il normale ciclo vitale. L’importante è non invecchiare nello spirito, ma una donna che ha passato dei momenti difficili ed è ironica come te può stare tranquillissima. E poi vuoi mettere una donna al naturale con una piena di botox??

    🙂

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  2. Brava !Condivido in pieno…il tuo punto di vista.Invecciare?Vuol dire che hai vissuto, hai conosciuto ,hai fatto…e puoi andare con serenità dove più ti piace
    ciao

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