Milano calling 020202

Ho dato prova del mio radicato e convinto “non razzismo” sposando un milanese; lo dico sempre. Quando lo dico, però, ridono tutti. E mica l’ho capita… Mai visto una terrona razzista? Io sì. Mica si può essere solo razzisti del nord che non sopportano quelli del sud o pseudo-bianchi che odiano tutte le altre tonalità, no? Ecco, il fatto, poi che mi sia separata (per tutt’altre ragioni che hanno nulla a che fare con la regione di provenienza) non mi contraddice affatto. A me Milano piace. Mi piace il Nord per come si è strutturato e per come “precariamente” sembra non essere precario per niente. In breve: Milano è una città organizzatissima, laboriosissima con evidenti risultati e coerente anche nelle stronzate. Per favore, lasciamo perdere le solite pirlate politiche. Io guardo ai fatti. Sì, sì… lo so… Siamo arrivati tardi con il registro delle unioni di fatto e Napoli ha battuto tutti (e questo è pure un altro orgoglio che posso fare mio…) ma, credimi, non è colpa della città, ma di chi la governa (e la differenza è tanta). Una cosa che adoro di Milano l’ho scoperta lo scorso 1 novembre. Noi napoletani abbiamo il culto dei morti molto radicato. Spesso, prima di Natale, Marco mi diceva: “Eh, mica posso prendere le ferie io a Natale, neh? Ci sono i miei colleghi terroni come te che scendono in terronia per i morti e là restano fino a Pasqua perchè si fanno dare la malattia… Và che voi terroni siete proprio il male del mondo…” 😦 Lo so, lo so… Ero innamorata, ok? E poi.. A lui, sicuramente, mai daranno la medaglia di stakanovista, pur non essendo terrone, ma che te lo dico a fare? Fatto sta che, sin da quando l’ho conosciuto, Marco non è mai voluto andare al cimitero a trovare suo padre. L’ha perso che non aveva nemmeno 10 anni e non mi sono mai capacitata di questo modo così diverso dal nostro di affrontare la morte: evitandola, svicolandola al meglio delle mosse come Neo durante le battaglie contro l’agente Smith. Noi, invece, vi ci crogioliamo dentro, ci sbattiamo dentro le nostre anime, la imbrattiamo con il nostro cuore, la infariniamo, la impaniamo e la friggiamo e poi, con lacrime inconsolabili e mal di cuore, ce la mangiamo e la facciamo nostra. La fagocitiamo e la esorcizziamo. Impariamo a conviverci. Loro no. Loro non ci vogliono pensare. Non esiste. Ogni anno una lite. Ogni anno un recriminare che non ti puoi immaginare. Ogni anno, più o meno, facevo una corsa a Napoli per onorare i miei, di morti, da sola. Fino a quando, l’anno scorso, ormai separata, decido di iniziare Laura al culto dei morti, come si deve: alla napoletana. Chiamo mia suocera chiedendole il nome del cimitero e il posizionamento della tomba di mio suocero. Sgomento. Non ricordava nè l’uno nè l’altro, anzi era sicura che fosse stato tolto dal loculo e messo nella tomba comune. E poi, alla fine, che mi fregava a fare di andare al cimitero il 2 novembre? E’ una cosa commerciale, no? 😦 Non ci credevo. Chiamo mio cognato: stessa scena senza la storia del commerciale. Erano le 10 di sera e ho pianto. Ho pianto per mio suocero, per mio marito, per me e per Laura. Ho pianto perchè non mi potevo immaginare che le ossa di mio suocero, il padre di mio marito, il nonno di mia figlia, fossero ammucchiate e mischiate in una fossa comune con tante altre “senza padrone”. Se lo sapesse mio padre che ha fatto costruire una cappella più grande di un bilocale a due piani, a San Martino, che c’è già il suo posto con le altre 10 tombe e che ogni volta che ci vado mi fa spazzare e pulire come la migliore delle faccendiere… E mia mamma che tiene le foto dei morti con i lumini davanti alla camera da letto, poi… 😦 Marò… Poi mi è venuto in mente un numero: 02 02 02. Me ne aveva parlato Andrea perchè ci lavora la sua fidanzata, Gabriella. Diceva che basta che chiami (aperti 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno…. incredibile) e il comune ti aiuta su tutto, meno che i soldi…  😀 Vabbè… Chennesai… magari… Fosse mai che ‘sta vita di merda mi facesse un regalo. Oramai ero fissata. Quando devo avere una cosa, non mi ferma nessuno. Dovevo assolutamente trovare mio suocero ed andarlo a trovare il 2 novembre, come tutti i terroni. 😀 Inizio di nuovo a piangere non appena il ragazzo mi dice: “Buonasera sono XX, come posso aiutarla?” Gli dico che vorrei trovare mio suocero anche se è nella fossa comune, ma non so niente di lui a parte il nome e che era milanese. Mi chiede quando è morto e io gli dico che  non lo so, che, se faccio un calcolo con l’età di Marco, potrebbe essere dal 1967 al 1968 e che faceva freddo che Marco, le poche volte che me l’ha detto, se lo ricorda. “Non si preoccupi signora, ce la faremo. Ora l’aiuto io.” Ricordo di essermi seduta per terra, nell’attesa, con gli occhi chiusi, le labbra serrate, le dita incrociate e le ginocchia contro il mento. “Oh, bene! Cimitero Maggiore, sezione xx, corridoio xx, loculo xx…. Signora, è ancora là?” Volevo morire. Non ci potevo credere! Ho incominciato a ridere e ridere e ridere e ringraziarlo come non mai. Avrà pensato sicuramente che ero pazza. Il giorno dopo, 2 novembre, ho trascinato Marco e Laura con fiori e ceri e tante preghiere al cimitero. E’ stato bellissimo e a Marco ha fatto effetto, si è visto… E’ in questi momenti che il mio senso di protezione nei suoi confronti prende il sopravvento, ma non posso e non devo farlo uscire fuori. E’ deleterio per lui e inutile per me. Penso solo che avrebbe dovuto farlo tanti anni fa. Le cose sarebbero state diverse, sicuramente, ne sono convinta. Certe cose ti uccidono dentro e nessuno lo vede; nemmeno tu. Ti uccidono dentro e tutti fanno finta di niente; pure tu. E’ questo il grande danno…

Ok, cambiamo pagina, che la storia non è finita… 😀 Stamattina dovevo andare a cambiare il medico a Laura. A 14 anni non si può più avere il pediatra. Il comune mi aveva mandato la lettera ricordandomelo (siete grandi…) e io l’ho persa (sono pirla…). 🙂 Allora chiamo di nuovo lo 020202. “Buongiorno, sono Valentina, come posso aiutarla?” Le chiedo gli orari della ASL di Piazza Bande Nere. “Mi spiace, noi siamo il comune di Milano, non l’ente che gestisce le ASL” 😦 “Peccato… mi spiace, grazie lo stesso”… 😦 “Uhm… Però, vediamo un po’ se la posso aiutare lo stesso… ” ASSURDO, INCREDIBILE, BESTIALE. La signora Valentina, stamattina verso le 08:45, dopo essersi meravigliata per qualche secondo di aver “planato telematicamente” sulla ASL di Cinisello Balsamo, si è fatta il mazzo a trovarmi non solo il n. di telefono, ma pure gli orari e i giorni per il cambio del medico!!! In breve (si fa per dire…) alle 10:00 avevo cambiato il medico a Laura. Ecco, io vorrei dire che di Signora Valentina e Signor XX (mi spiace immensamente non ricordarmi il suo nome – forse Roberto? – perchè è stato colui che mi ha dato una gioia immensa in un giorno tristissimo e fiducia nella gente in un periodo che mai ce l’aspettiamo….) ce ne sono in giro e io li ho conosciuti e ho potuto approfittare delle loro encomiabili capacità ed efficienza. Sì… ho avuto anche un trattamento diverso dallo 020202 per la carta d’identità di Laura ma, quando ho mandato l’email al customer service lamentandomene, mi hanno richiamata subito consolandomi e chiedendomi cosa potessero fare per aiutarmi. Niente… davvero, siete grandi, anyway. Va bene così. A proposito, mi spiace solo una cosa: che lo 020202 sia nato quando era sindaco la Moratti… 😀 😀

9 pensieri riguardo “Milano calling 020202

  1. A Napoli con un defunto da ricercare nella fossa comune avresti avuto le tue brutte gatte da pelare. Napule è mille culure e pure mille problemi. Io sono pro sud per partito preso ma non posso che essere d’accordo con te. E Milano ha il suo fascino. Sarà che mi piace la nebbia. Pero’ non ho il culto dei defunti . Mi sarebbe piaciuto invece avere le loro ceneri per deporle in giardino e piantarci sopra un albero. Avrei innaffiato volentieri l’albero di arance di mio padre, la quercia di mia nonna o il rosmarino di mio zio. Abbi pazienza, questa m’è venuta cosi:)

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  2. bella l’idea degli alberi… molto ecologica e lungimirante. Curiosità: avevi già allocato da tempo gli alberi ai morti che hai menzionato o te li sei inventati ora che hai scritto? forse ti interesserebbe sapere (o sai già..)

    arancio: rappresenta le cose buone che viviamo, gli affetti, il dare e ricevere amore, gioia e speranza di amare ed essere amati

    quercia: forza, maestosità, dignità. è il re degli alberi, dicono…

    rosmarino: (non è un albero ma un cespuglio…) ad ogni modo, rappresenta l’immortalità dell’anima. è legato alla costanza, alla devozione e alla memoria. veniva utilizzato come incenso, se non erro, per scacciare i demoni e gli spiriti cattivi. proteggeva, in breve.

    curiosa, vero, questa cosa? 😉

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  3. In materia di razzismo, uno del mio paese, che aveva girato il mondo, di rientro dal Sudafrica, a un amico che gli chiedeva di raccontare qualcosa dei suoi viaggi rispose così: ” Per gli scandinavi, i tedeschi sono semplicemente dei mangiapatate, con l’aggravante di essere meridionali; i tedeschi se la prendono con gli svizzeri che, oltre ad essere meridionali, sono pure montanari; gli svizzeri chiudono le frontiere a quelli di Como e dintorni, perché, pare, a sentir loro, che portino malattie come i topi, mangiano spaghetti, sono disoccupati e meridionali; quelli di Como e dintorni sostengono che da Roma in giù c’è la fogna meridionale, il profondo sud, la muerte; ma qualche meridionale italiano un giorno voleva ricacciare indietro i maghrebini perché hanno il grave torto di essere ancora più a sud; e i marocchini, per non restare indietro, rivendicano di essere al nord dei senegalesi, dei congolesi e degli ivoriani, e così via. Ma non ci hai detto niente del Sudafrica, disse l’amico un po’ confuso al viaggiatore. Il viaggiatore rispose che per i sudafricani il globo è un crogiuolo dentro il quale si fondono i metalli: in superficie salgono le scorie, nel fondo resta l’oro; infatti loro hanno le miniere d’oro e di diamanti più ricche del mondo. Eppoi, siccome la terra è sferica, , se vai a cercare, c’è sempre qualcuno più meridionale di te!!!

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  4. Il culto dei morti è dentro di noi, certo è che se i genitori non trasmettono ai figli certe tradizioni queste si perdono strada facendo. Il sud, appunto, è più tradizionalista, più tranquillo, fa più caldo e c’è il sole, e quindi amiamo le luuuuuunghe pause come quelle seduti fuori al tavolino di un bel bar anche d’inverno e il cimitero non è solo il 2 novembre. Il nord è sinonimo ti nebbia, di lavoro e solo ed esclusivamente del sabato sera, il resto della settimana si rimane tappati in casa stanchi e logorati. Anche da me puoi chiamare il comune se desideri aiuto, e sai come va a finire? Che sei poi tu a spiegare, a chi ti risponde, quello che deve fare e come lo deve fare, e alla fine niente hai risolto.

    😀 😀

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    1. Sei troppo pessimista, Re… 🙂 ci sono molte persone come Valentina e Roberto e non solo nelle giornate di “buona”… Per quanto riguarda il culto dei morti al Nord, una mia amica (bergamasca) mi ha contraddetto… 😦 mah… si vede che io ho conosciuto quelli diversi, chettedevodì… 🙂

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  5. Dimenticavo……

    Il numero, in questo caso, che hai elencato è fatto da uomini (e donne chiaramente) , e se trovi lo sbandato di turno, che ti risponde, può non soddisfare le tue richieste per zero desiderio lavorativo a discapito di chi opera con diligenza e professionalità. Tu hai trovato, fortunatamente, due persone serie, competenti che hanno messo l’efficienza di un servizio a tua disposizione.

    🙂

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