Se hai un amico assicuratore…

Non pensavo avrei mai scritto una cosa del genere ma, come la vita insegna, mai dire mai. Due anni e mezzo fa mi hai assillato di telefonate per sottoscrivere un’assicurazione. Lavoravi per Ina Assitalia. “Ah, se non vuoi aiutarmi tu, a fare una polizza, almeno dammi il n. di qualche amico tuo, dai!” E ti diedi, tra gli altri, quello di Elsa che, per come l’avevi assillata, mi insultò e litigammo ferocemente. Nonostante ti avessi dato i numeri, sei ritornato all’attacco e mi hai torturato di telefonate e, quando ti ho accordato un appuntamento veloce, durante una pausa pranzo (solo per toglierti dalle balle, questa era la mia intenzione) quell’ora di “lavaggio del cervello” è stata tutta impostata su: “Ma tu non ci pensi al futuro di Lauretta? Io sì, che cavolo! Guarda che è come una figlia, per me, credimi. Quanto puoi mettere? 100 euro? E vanno bene anche solo 100 euro, dai! Quest’assicurazione, anche di soli 100 euro al mese le potrà garantire un gruzzoletto nel futuro, per l’università, no?! Tu non vuoi che lei non abbia un futuro economico, per quanto minimo, su cui contare, no?! E comunque, mica ti mentirei, no? Sono tuo amico, fidati.” Gruzzoletto, quante volte lo hai detto? Non lo so… Io tentennavo, tu insistevi. “Guarda Rosa, 100 euro al mese, per 20 anni e poi, tra 3 anni, se vuoi, puoi riscattare tutto e ti ridanno tutto indietro, senza interessi, naturalmente, no? Altrimenti che ci guadagnerebbero? E tu ti ritrovi tutto. E guarda che la rata non cambierà mai! Ma ci pensi? E’ pure indicizzato; il che vuol dire che, 100 euro di ora sarano pari a 100 euro tra 20 anni, e non ti aumenterà mai la rata, credimi!”…. “Ma io ‘sti 100 euro li metto in Posta, ogni mese, magari prendo di meno, ma nelle Poste io li ho sempre messi, per Laura…” Risata… Oh, quanto hai riso… “Ma vaaa! Che Poste e Poste, credimi, sto facendo la stessa polizza a tutta la mia famiglia, domani parto per Napoli per stipularla con degli amici che me l’hanno perfino chiesta e pure io ce l’ho! Mica ti mentirei, no?! Ma non ti fidi?” Silenzio… Sono stata molto in silenzio… Tu non mi avresti mai mentito, mai. Tu eri amico mio.  “Non è che non mi fido, ma com’è che poi li posso riprendere senza pagare niente di mora? Mi sembra davvero strana questa cosa…” E ridi di nuovo: “Oh, ma allora non hai capito niente! Loro mettono i tuoi soldi e quelli di altri assieme ai tuoi, li depositano e ci fanno gli interessi, per tre anni… E tu, poi, ti puoi riprendere quello che hai versato senza interessi, ma dai, non hai capito?!” Vabbè, se lo dici tu… Io ero stanca, sai? Tanto stanca. Marco sarebbe andato via di casa 5 mesi dopo. Quello era un momento davvero brutto della mia vita. Continuavamo a litigare. Laura aveva problemi a scuola. Io al lavoro. Periodo orrendo. Quei 100 euro erano linfa vitale per me. Con 100 euro, lo sai che io ci faccio la spesa per una settimana? Comunque, ho pensato: vabbè, tanto lui mica mi mentirebbe, Poste o Assicurazione, va bene lo stesso, se lo dice lui. “E poi, Rosa, se non li vuoi riscattare dopo i 3 anni, li tieni là e quando vuoi, te li puoi riprendere, senza problemi e senza spese tutto il tuo gruzzoletto. Pensaci, tutto per la tua Lauretta”. Già… La mia Lauretta. Quella che oggi, quando le ho detto piangendo che, in realtà, mi hai mentito e fregata e pure bene, mi ha abbracciata e mi ha detto: “Sai, mamma, quando io perdo qualche euro dalla tasca dei jeans mi dico che, magari, è stato il destino; che, magari, è come se avessi pagato qualcosa che invece mi è stata data gratis perciò, è come se non li avessi persi.” Già… 😦 Peccato che io non ho perso qualche euro dalla tasca dei jeans. Peccato che, ad oggi, ne ho sicuramente persi 2.400, grazie a te. E sono 2.400 se blocco tutto ora. Continuo a pensarci. Perdo 2.400 euro e non mi ritrovo niente in tasca. Nemmeno la carta della polizza è buona per pulirmici il sedere, perchè non è assorbente, anzi… è copiativa e mi potrei ritrovare sul culo la tua firma fatta talmente in fretta e furia che io ti chiesi: “Andrè, ma fammi almeno leggere quello che sto per firmare!” e tu rispondesti: “E dai, tò, tieni, che ti devi leggere? Non ti fidi di me!?” La cosa più assurda è che mi girano in mano centinaia di migliaia di euro, con il lavoro che faccio, tra proposte, ordini e fatture e ci sto davvero attenta e poi, per i miei soldi, che ci sto attenta dieci volte di più perchè a fine mese ci arrivo sempre con l’acqua alla gola, mi sono fidata di te… 😦 E così  ho firmato. Ho firmato pensando che dopo 3 anni avrei ripreso tutto. Ho firmato pensando che, almeno, non avrei avuto la tentazione di ritirarli, come quando succede che li metti in Posta. Erano bloccati là, per tre anni, in attesa di essere ripresi tutti, uno dopo l’altro. Sfiga vuole che tu hai lasciato quel lavoro e la tua sostituta mi ha chiamato qualche giorno fa dicendomi che allo scadere dei 2 anni della polizza, loro chiamano tutti i clienti per dirgli che il premio mensile aumenterà di almeno il 25% proprio perchè è indicizzato, che posso aumentare la rata per mantenerla fissa (e l’aumento è pari al 25%)  e che io andrò a pagare, anche se non l’aumento per mantenerla fissa, almeno 125€ al mese, se non di più, fino alla fine dei 20 anni che ho stipulato. Io le dico quello che mi hai detto tu e lei che fa? Ride… Beh, è una figata che tutti voi, in Ina Assitalia, ridiate quando parlo io. Chissà perchè, io no… Così che faccio? Ti chiamo e tu mi dici: “Ma và, Rosa, è una delle loro tattiche persuasive di convincimento! Secondo te, perchè me ne sarei andato? Tu hai il tuo contratto? Ce l’hai là? Guardalo, là ti dice quanto riscatti. Massì, certo che allo scadere del terzo anno prendi tutto quello che hai versato, figurati!” Io non ce l’avevo là il contratto. Ce l’avevo a casa. Così ti dico che lo guarderò e ti chiamerò per capire meglio, se non capisco. Oh, se ho capito… A mezzanotte ho smesso di leggerlo e quello che ho letto non mi è piaciuto per niente e alla fine di quel foglio c’era la mia firma… T’ho chiamato, non mi hai risposto. La mattina dopo mi mandi un sms chiedendomi se avevo inavvertitamente fatto il tuo numero o se avevo bisogno di te. Non ti rispondo. Mando un’email alla signora che ride di Ina Assitalia (e metto in copia te) con allegate le scansioni di tutto quello che ho firmato scrivendo ciò che tu mi avevi detto e chiedendole di confermarmelo. Peccato che nè lei, nè tu mi abbiate mai risposto. Peccato che richiamo te altre 4 volte a casa e 4 volte sul cell: NIENTE. Ti mando un sms: “Ciao, per favore, mi chiami che ho bisogno di parlarti?” Nessuna risposta. Chiamo lei che ribadisce che lei è il capo e lei sa di cosa sta parlando. Che non sa cosa tu mi abbia detto, che lei non giudica il modo di lavorare di certi colleghi (e sottolinea la parola “colleghi” in maniera sarcastica), ma:

1) al terzo anno, se tutto va bene, dopo aver versato 3600 euro, mi ritrovo in tasca meno di 1200 euro. PERDITA NETTA DI 2400 EURO.

2) se tutto va bene (sempre se tutto va bene…) SOLO dopo il decimo o undicesimo anno di pagamento completo, volessi riscattare, mi ritrovo una cifra simile a quella versata.

3) che posso bloccare il pagamento, certo, ma non mi ritroverò nulla se lo faccio prima dei 3 anni.

4) che sta tutto scritto nero su bianco…

Già… Nero su bianco. Non ho niente di scritto, di tuo. Potrei essermi inventata tutto, lo so. Peccato, però, che io non dica palle, anzi… Peccato che io dica anche troppo la verità e per questo litigo sempre con tutti. E la verità, la conosciamo solo io e te. E questo mi basta. Questo penso, mentre esco con Laura per andare all’Ikea. Poi, qualche ora dopo, mentre sono nel reparto lampade, arriva il tuo sms: “No. Ciao”

“No. Ciao” ?! Mi metto a ridere e la cosa più assurda è che, mentre rido, mi sale addosso un’ira, una rabbia così intensa e feroce che, se potessi, butterei giù tutte le lampade dell’Ikea e spaccherei mezzo mondo… 😀 😀 :-D… Non ci posso credere. No, davvero, mi hai scritto “Ciao”?! Ti ho subito richiamato, ben 3 volte, e mi hai staccato il telefono, tutte e 3 le volte. Bene. Ma lo sai che io quest’sms non lo cancellerò più fino a quando non mi si fonderà il cellulare?! E la sai una cosa? “No” mi poteva pure andare bene. “No” è una scelta. “No” vuol dire che non hai nemmeno i coglioni per affrontarmi e farti vedere per quello che sei. “No” va bene perchè la mia era una domanda e “No” poteva essere una risposta che io avevo considerato ma, credimi, “Ciao” non te lo permetto… Ciao a me, ora, non puoi più dirlo. Questa è una parola, un saluto “amichevole” e “sincero” che riservo alle persone oneste e sincere, come me; mie pari. Tu non lo sarai mai più. E questo MAI, vale davvero come MAI perchè, dopo questo post, tu non esisterai più per me. Mi toglierò lo sfizio di condividere questo post con te e con un altro centinaio di persone su Facebook. Poi ti cancellerò dai miei amici di Facebook perchè non esisterai mai più. Farò quello che mi ha detto Laura. Penserò di aver pagato il soggiorno al mare durante gli ultimi due anni, invece di essere stata a casa di mia mamma e tu, come sei entrato nella mia vita, sparirai perchè sei solo un bluff e dei peggiori, pure. Sei solo un povero bluff che puzza di merda.