Le minuscole particelle del mondo, in un raggio di sole.

Vieni con me… Ti porto in una camera da letto di un appartamento dei Camaldoli; circa 40 anni fa. Ok, apri bene gli occhi del cuore e allaccia le cinture dell’anima… si parte :-). C’è una bambina di 6 anni in questa camera. I suoi occhi, cangianti dal castano al verde scuro, sono grandi e sorpresi.  E’ magra. Due sottili trecce castane le incorniciano il viso. Indossa un vestitino di velluto bordeaux che le ha cucito la mamma. E’ ferma proprio sotto l’unico finestrone della camera che è attraversata da un raggio di sole che si allunga dolcemente accanto a lei e va a finire in mezzo alla camera, sul lettone dei suoi genitori. E’ da sola. E’ andata là molte volte, negli ultimi mesi, dopo la scoperta. Ferma e immobile, guarda fissamente proprio nel mezzo del fascio di luce. Ci si accovaccia accanto e tende la mano verso di esso. Quando le cinque piccole dita sono dentro la luce, timorose iniziano ad aprirsi e chiudersi, spasmodicamente, cercando di afferrare qualcosa. Poi, porta le manine davanti al nasino e osserva, speranzosa… Nulla.. 😦 Le fatine e gli omini del sole non si fanno acchiappare facilmente. Sorride felice, comunque, perchè, se non li può prendere, allora può essere una di loro. E così, lentamente, si alza e si immerge nel raggio di luce. Il calore del tramonto le riscalda la fronte e sente le fatine e gli omini giocare con i suoi capelli e la sua pelle, facendole il solletico. Quando arriva suo padre, pochi minuti dopo, la trova ancora là, ad occhi chiusi; un sorriso estasiato stampato sulle labbra e le braccia tese verso il finestrone. Sicuramente avrà cercato di capire cosa stesse facendo, ma non gliel’ha chiesto. Le ha solo detto una cosa: “Rosè, lièvete ra miezz a’ polvere!” 😦 Uhm… Ancora adesso, sappilo, quando li incontro, chiudo gli occhi e cerco di acchiapparli; non saranno mai polvere, per me… 🙂

P.S. Cercando la foto per questo post, ho trovato questo brano tratto da “P. Droit Roger, Piccola filosofia portatile, Rizzoli, Milano, 2001“… già a 6 anni ero una filosofa e non lo sapevo… 😀

Osservare la polvere in un raggio di Sole ci aiuta a vedere l’invisibile

Un esercizio per il 2007

Durata: dai quindici ai trenta minuti
Materiale: una camera, un raggio di luce
Effetto: rassicurante

Una stanza alquanto buia. Imposte socchiuse. Attraverso esse un raggio di luce. Sole vivo, cocente, raggi obliqui dell’alba o del tramonto. Nella luce che attraversa l’ombra si stagliano innumerevoli scintillii. È certamente uno degli spettacoli più emozionanti e più magici che gli uomini possano contemplare.

Migliaia di piccolissime schegge che trattengono e riflettono la luminosità piroettano, girano, passano e ripassano. Puntini, bastoncini, microscopiche piume, infimi fiocchi, minuscole cose aeree, leggere, danzanti attraversano la luce in modo sublime, serio e gioioso, terribilmente indaffarati, agitati da vortici e itinerari impossibili da seguire. Frammenti di traiettorie, puri lampi di vita.

Ciò che colpisce di più in questo miracolo dello scintillio è la densità. Tralasciate i ricordi dell’infanzia, i giochi di un tempo, le case di campagna, l’odore degli armadi se è il caso. Non vi aggrappate a questi strabilianti granelli. Il confine tra la luce e le tenebre è improvvisamente così rigido, netto e diretto che ci sembra quasi possibile toccarlo con mano. Il brulichio delle particelle appare e scompare dall’altra parte della barriera. Ed è qui che è possibile sognare.

Sono poche le esperienze semplici che danno così intensamente la sensazione di un mondo invisibile improvvisamente svelato. Nel raggio di luce appare come un pezzo di spazio diverso, inserito nel nostro, un universo dell’altra faccia, del rovescio del globo, dell’altrove, reso di colpo visibile come per effrazione.

Come sarebbe il mondo se vedessimo scintillare continuamente, ovunque e sempre la polvere? Non c’è continuamente, ovunque e sempre uno strato invisibile e al tempo stesso presente? Uno strato che è possibile raggiungere, uno spazio incastrato in quello che conosciamo?

E se si trattasse solo di saper socchiudere bene le imposte?

 

8 pensieri riguardo “Le minuscole particelle del mondo, in un raggio di sole.

  1. Esperienza fatta più volte e sempre bello ripeterla. Lascia da pensare a quanta polvere inconsapevomente respiriamo e insieme a quella l’inquinamento di gas e particelle mp10 sciote nell’aria. Tempo fà i tronchi degli alberi erano puliti si lavorava con le mani senza guanti adesso i guanti si sporcano continuamente di nero, di unto. Quanto siamo esposti respiarre aria malsana?

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  2. Gloria Gaynor rende questo post qualcosa di anni ’80 molto nostalgico, quasi fastidioso. Ho dovuto staccare la musica. L’esercizio descritto nel post può essere piacevole. Buon fine settimana.

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