Voglia di maiale…

E’ tutta colpa di Anna. Mentre prendo le forbici da cucina, per tagliare in verticale il dorso degli scampi, penso che è tutta colpa di Anna. Da quando mi ha detto che la carne di maiale è decisamente più magra delle altre, non so perché, ho voglia di maiale perfino a colazione. O forse Anna non c’entra niente? Forse c’è qualcosa, a 47 anni, che ti fa diventare più carnivora? Più primitiva? Più aggressiva con tutta la dentiera orgogliosamente ancora a posto? Non lo so… La mia mente, mentre sto preparando i paccheri con pomodorini freschi, persico e scampi, corre inevitabilmente alla sua affermazione di qualche mese fa e alla mia voglia sfrenata di maiale, da allora. Adesso, quasi mi obbligo a mangiare l’adorato pesce che mai ho tradito. Ma la cosa bella è che non mi accontento della fettina di cotto sull’altrettanto fettina di pan carrè… ah, no… (bleah… :-() Io lentamente gusterei e rosicchierei solo costolette, rosticciane e costine alla brace, dalla mattina alla sera. Le innaffio con quel magico Primitivo o, meglio ancora, il soave e allo stesso tempo solido Morellino di Scansano e niente, davvero, niente (forse… 😉 ) è per me più appagante di quel sapore di “buono” che mi ritrovo in bocca. Il persico si deve tagliare a listarelle sottili, se ci si riesce, altrimenti diventa “papposo”. Hmm… Lascio soffriggere per qualche minuto l’aglio e sorseggio un po’ di  Chardonnay con il quale, dopo aver dolcemente adagiato il persico e gli scampi in padella, innaffio tutto. Cucino sempre lentamente. Adoro cucinare. I pomodorini tagliati a metà raggiungono i loro amici di ricetta e via, una spruzzata di sale, timo e qualche pezzetto di zenzero fresco. Ah, lo zenzero è un mio grande alleato culinario da qualche anno, provalo. Hmmm… E pure questo è un buon profumo, dai. Da quando ho smesso di fumare, un anno fa, sento i profumi e i sapori in maniera quasi esaltante; dentro e fuori di me. Il maiale, dicevo… A pensarci, torno indietro con i ricordi e mi vedo nel piazzale del casale di campagna di mio nonno paterno, a San Martino Valle Caudina. Era di questi tempi che si ammazzava il maiale? No, faceva più freddo, molto più freddo. Oh, mi sa che è meglio che non prosegui con la lettura, se non mangi carne, và… Non ricordo cosa facevano gli altri, ma io seguivo come un’ombra mio padre, che seguiva mio nonno, che seguiva il maiale… 😀 Il nonno urlava istruzioni a papà cercando di sovrastare le lamentele del maiale: “Tonì, mièttete allàààà…” Il porello, che urlava e strillava in maniera straziante perchè, secondo me, aveva capito che era arrivata la fine, veniva confinato dai due nel suo porcile/scantinato che si trovava proprio vicino alla porta della cucina della nonna che aveva il coltellaccio in mano e, ferma sulla soglia di quella cucina, dove ho bevuto litri di orzo invece dello schifato latte, ci guardava impassibile. Poi nonno e papà entravano nel porcile e, dopo pochi secondi sentivo lo sparo e gli strilli del maiale finivano. Ecco… Mò che l’ho detto mi viene un bel po’ di male al cuore… Mi sembra di essere ritornata la bimba di allora 😦 Strano, quando ho iniziato a scrivere questo post non pensavo sarei arrivata così lontano con i miei ricordi… Volevo solo dire che avevo voglia di maiale. Vabbè… That’s life.. Era in quel momento che entrava in azione la nonna che passava il coltellaccio al nonno. Lo sgozzavano e facevano colare il sangue in una tinozza di plastica azzurra che, dalla mia visuale, diventava piano piano color “nero chiaro” mentre si riempiva della linfa vitale del maiale che oramai non era più un essere vivente. Cosa strana, mio padre, in tutto questo, non aveva mai smesso di tenere la sigaretta floscia in bocca. Questo lo ricordo chiaramente. Sempre la sigaretta in bocca senza mai togliersela. Riusciva a fumarsela senza mai prenderla in mano, mentre inseguiva il maiale, lo teneva fermo, gli sparava e lo serrava tra le sue cosce durante il dissanguamento. La sera, poi, ci si ritrovava tutti in cucina. Tu, davvero, non sai cosa darei per rivedere quel quadro che la nonna aveva in cucina. Un quadro enorme, che stava proprio sul caminetto, con delle ninfe che volteggiavano in un prato verde brillante. Stasera chiamo mamma e le chiedo se se lo ricorda. Subito dopo averlo raccolto, nonna versava il sangue in un secchio di rame annerito dal tempo e dalle sue cotture e lo appendeva sul fuoco del camino a sobbollire lentamente. Marò che puzza di dolciastro che c’era in quella cucina. Mamma lo mescolava e ci metteva le spezie e, forse, il vino? Non lo so, pure questo le devo chiedere stasera. Si mangiava, forse, la carne del maiale e si finiva la serata a sgranocchiare le collane di nocciole che ci regalava il nonno e a bagnarci le labbra con i mandarini e le arance mentre il nonno prendeva le bucce e le metteva sulle braci del camino dopo averci meravigliato con i fuochi d’artificio profumati. Li hai mai fatti? Ti servono un camino acceso, un nonno magico, dei bambini con naso all’insù che guardano meravigliati e delle arance o mandarini. Prendi le bucce e spremile facendo finire le gocce della scorza schiacciata sul fuoco. L’alcol (o quello che sta nelle scorze) farà venire su delle scintille profumose.. 🙂 Stupendo… Ora? Ora lo faccio sul gas, qualche volta, e le bucce le metto sui caloriferi. Di necessità, virtude, si dice… 🙂 Hmm… dopo i mandarini, di solito, la nonna ci diceva di provare a mangiare il sanguinaccio. 😦 Gesù, Giuseppe, Sant’Anna e Maria… 😦 mai cibo fu altrettanto disgustoso e tale è rimasto per tutta la mia vita. Mi spiace à Nò.. Nun c’ià pozzo fà.. A me il sanguinaccio fa schifo, ma schifo che più schifo non si può. Ritorno alla realtà, per non ricordare quel sapore disgustoso. Oh, Deo Gratias, il sugo di pesce è pronto. Nel frattempo i paccheri si sono cotti, giusti al dente. Di tutta la pasta (della quale io non vado follemente pazza, lo ammetto) i paccheri sono gli unici che cucino veramente al dente. Farebbero proprio schifo troppo cotti, credimi. Sì, oggi è proprio meglio mangiare pesce, và. E il maiale? Non lo so… Il maiale è sicuramente là, in Paradiso, con nonno e nonna. Lui con la pistola che urla “Tonì, mièttete allàààà…” e lei con il coltellaccio e la pentola di rame che aspetta, impassibile, sulla porta del Paradiso, assieme a San Pietro. By the way, buon appetito… La Romala Airlines vi ringrazia di aver viaggiato con noi nel mio passato… 🙂

 

 

 

6 pensieri riguardo “Voglia di maiale…

  1. Mangio carne di maiale due volte all’anno, forse tre;arrosto, con un bel rosso Cannonau; il mio medico dice che più di tre volte all’anno, non fa per me: meglio carni bianche: pollo, tacchino e forse maiale magro, in fettina, credo; se avessi i denti di una volta amerei bene addentare quelle bistecche di vitellone arrostite sulla brace, nel caminetto della mia casa natale, al paese; il maiale, nella Sardegna di una volta, si cresceva in casa: la sua morte era una festa per tutta la famiglia; ma era un altro mondo: si mangiava la carne una volta alla settimana (quando andava bene); si digeriva tutto, anche il pane abbrustolito sulla brace e insaporito con il lardo di maiale. Adesso si mangia una carne cche non è più sana: se nmon èl’aviaria, è la mucca pazza, o la peste suina, o magari il morbo blu. Ti viene voglia di diventare vegetariano (se non proprio vegano). Naturalmente c’è anche il biologico; o magari una casa in campagna, con l’amico maiale, o forse meglio, con qualche gallina nell’aia… e i broccoletti e i pomodori nell’orto. Chissà… forse un giorno coronerò il mio sogno di tornare alla terra… quella da coltivare naturalmente; per l’altra c’è tempo ancora (se Dio vuole). Ciao e buon appetito: il piatto che descrivi è alquanto invbitante!!! Albix
    ps Se divento vegetariano mi rifaccio col pesce arrosto da consumare con un vermentino ma anche con un rosso amabile ben fresco!

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  2. Hei, sembra un piatto vincente presentato alla trasmissione “hell’s kitchen” dello chef Gordon Ramsay. E poi ricordo anche io le storie su maiali, galline, conigli, mucche, ecc. ecc. Da quei tempi, dove i nonni uccidevano a iosa, i miei traumi da strillo animale mi hanno convinto ad essere più cittadino che contadino. Però, quanto mi piace mangiare!!!!!!!!!!!!

    🙂

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  3. con la carne in genere non ho un buon rapporto soprattutto con quella di maiale ma ogni tanto mi concedo una tregua…

    ciao carissima

    (la settimana scorsa sono stato nella tua Città e ho mangiato una bistecca argentina)

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  4. @aley: grazie per il tuo commento e per esserti fermata da me 🙂 bello il tuo blog!

    @albix: vegana? naaaa…. 🙂 il cannonau lo gustai quando venni nella tua stupenda terra, anni fa… con il maialino arrosto.. sì, decisamente buono! e lo sai che anche il mio sogno è la campagna? magari vicino al mare? 😦 vabbè, tale rimarrà… spero, invece, che tu ci riesca… 🙂 grazie per il tuo commento!

    @re: hai ragione, sembrava una descrizione di hell’s kitchen! 😀 e quanto è bello mangiare di gusto!

    @antonio: una bistecca argentina?! ma non mi dire che eri dalle parti della vecchia Fiera! 😀

    @roby: sì, sarà pure meglio, il pesce, ma la carne chiama in maniera ipnotizzante soprattutto se ben cotta… 🙂 eh sì! il tuo blog era serrato come una cassaforte… si vede che stavi facendo le prove tecniche di trasmissione 😀 ciao!

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