In treno… per tutta la vita

Ciò che ricorderò di te, negli anni, è l’insaziabile fame di conoscenza, la voglia sfrenata di vivere, gli sguardi quieti prima del sonno, la gioia del risveglio quando correvi nel lettone, il desiderio di voler provare tutto, il coraggio stoico della sofferenza fisica, la rabbia adolescenziale, sorniona e subdola, che ti rende vittima della tua libertà, gli abbracci forti e irruenti con i quali mi spiazzi e mi riscaldi, e questa tua frase: “Vorrei vivere in un treno, mamma. Vorrei viaggiare per sempre senza mai fermarmi in un posto. Voglio vedere il mondo senza mai fermarmi, mamma.” L’hai detta, eccitatissima, quando ti ho chiesto di venire a Napoli e Sorrento con me, per il ponte dell’Immacolata. Eri così felice. Mi sono ritornate in mente queste foto fatte alla vecchia e nuova stazione di Taggia. Più o meno 10 anni di distanza, l’una dall’altra. Bizzarra, questa vita.

Quanto ti amo, Laura, tu non lo sai e mai lo saprai. Ogni amore è confinato nel cuore e nell’anima di chi lo prova e nessuna parola, per quanto si sia bravi ad usarle, potrà mai descriverlo; nessuna, ricordatelo. Io te lo auguro, sai? Ti auguro con tutto il mio infinito amore di poter trovare il tuo treno e non doverti mai fermare, per nessuna ragione, batata bulenta. E’ tutta una corsa, qua. Che almeno qualcuno riesca a fare quella che gli piace di più, con il mezzo che preferisce. Ieri sera, nel pieno di un atroce attacco di cervicale, fregandotene del fatto che io fossi mezza morta a letto, praticamente più di là che di qua a causa della puntura che mi aveva fatto la dottoressa, mi hai sottoposto un test in inglese, che era un compito per oggi, e c’era una domanda: “Sei mai stata invidiosa di qualcuno?” Automaticamente, a voce alta, hai risposto per me, ridendo: oh no, figurati! Tu no, mamma. Ecco, grazie, io no. Io non posso essere invidiosa. Non lo sarò mai; di niente e di nessuno. Io posso essere solo felice se qualcuno sta meglio di me perché, se qualcuno sta meglio di me, può voler dire solo una cosa: che può succedere anche a me. E allora? E allora, fiduciosa e tranquilla, aspetto. Non sono brava ad aspettare, questo no, lo ammetto, ma la fede, oh, quella, quella sì. Quella ce l’ho e ne ho pure tanta. Così tanta che continua a moltiplicarsi ogni volta che ti guardo e ti immagino sul tuo treno che corre veloce attraverso la vita e che, almeno qualche volta, spero passi dalla mia stazione, almeno per farti bye bye con il fazzoletto…

10 pensieri riguardo “In treno… per tutta la vita

  1. L’amore che si prova per i figli è diverso da tutti gli altri, è più che immenso. Ed è importantissimo falo sapere alla prole che comunque passerà sempre dalla “stazione” dei genitori, a quelli che se lo meritano almeno!!

    🙂

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  2. Stavolta Rosa non sono d’accordo con te! 😉
    Perchè correre tanto?Spesso è nel vivere slow che ci si rende conto dell’intensità della vita!

    Un simpatico bye bye col fazzoletto! 🙂

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  3. “Ogni amore è confinato nel cuore e nell’anima di chi lo prova ”
    Certe sintesi si cercano una vita e poi le si scoprono non sperandoci più in un post inciampato per caso.
    Vedrai che scontro quel treno che non vorrebbe mai fermarsi quando incontrà l’espresso giusto…
    Amoreeeeeee fermatiiiiii

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  4. ciao voglio regalarti questa mia ultima,visto che ho ,deposto la mia penna
    ti ringrazio dal profondo del mio cuore per tutto
    ciao
    Cammino su strade sconosciute
    senza meta,senza destinazione
    non so dove andare,dolcissima notte
    ooooh mia regina avvolgi la mia anima
    accarezza i miei pensieri,io tuo poeta errante
    illumina la mia strada.
    Nel fascinoso incanto del tuo apparire amica,
    tu regina strega velerai l’incombere di letali insidie,
    giunto alla fine del mio pelligrinaggio ti dono la mia penna
    le mie poesie e mi nascondo, dedico a te questa mia ultima.
    L’inchiostro è finito resta men di una goccia, in questo pennino
    in questa notte senza stelle,nascoste nelle tasche della Luna
    che raccolse dalla terra l’ultima lacrima di un uomo che camminò
    come un equilibrista sul filo di un sogno
    Fine.
    Grazie

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    1. Oh Roby! Ma dove vai?! e perchè deponi la penna? è una poesia stupenda, grazie infinite, grazie dal profondo della mia anima. un forte abbraccio… ora vengo a trovarti… 🙂

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