Lettera a una figlia già nata

Carissima,

forse noi due non ci siamo capite bene. Forse, negli ultimi anni, non ho urlato bene ciò che ho cogitato, maturato, concluso dopo averti partorita. Forse (e dico solo forse) una madre come me proprio non te l’aspettavi quando ti sei messa in fila, col bigliettino in mano, davanti al Dio Onnipotente che nulla ha di religioso, per tornare su ‘sta terra che tutti maledicono e tra le cui zolle tutti faticano a mescolarsi, quando arriva la loro ora.

Forse non mi sono spiegata bene. E allora, pensa un po’ tu che culo che hai, mò te lo spiego al mio meglio: nero su bianco, così non ci saranno più fraintendimenti. Io e te, che prima di nascere eravamo energia pura che si dilettava a giocare con i pianeti e le stelle, siamo tornate su questo campo di battaglia che chiamano vita terrena con degli obiettivi da raggiungere. Il mio obiettivo principale, tra i tanti, era di avere pazienza. Mi ci vorranno ancora tre o quattro vite per raggiungerlo e non necessariamente con te come figlia… I tui obiettivi? Non lo so, amore mio, sinceramente non lo so. So solo che, forse, ti manca solo un pochino-ino-ino di fiducia in te stessa e che non dovresti essere timidissima che più timida non si può (solo con gli altri, però, che con me mica lo sei…). Forse questi sono i tuoi obiettivi, amore mio, perché, per me, sei solo che perfetta. A parte… Già, a parte quando prendi e inizi a voler volare senza metterti la cintura di sicurezza o fare l’assicurazione per il volo di andata e ritorno che sempre ci si prospetta, ogni volta che apri la porta di casa nostra e vai via, tra la gente, senza di me. Ieri ho trovato una frase di Goethe (forse) su internet. Si trova una marea di roba su internet allocata a gente che, magari, mai avrebbe detto ‘ste cose. Ad ogni modo, la frase dice:

“Sono due le cose che i bambini dovrebbero ricevere dai loro genitori: radici e ali”

Quante volte abbiamo litigato, amore mio. Quante volte abbiamo litigato e continueremo a litigare perché, oramai, a 15 anni, a te non ti tiene più nessuno. Lo so che tu non vorresti litigare ma, credimi, senza le liti di questo tipo non arriveremo mai da nessuna parte; tu come figlia che cresce e io come madre che deve portare pazienza.

Le radici te le ho date, amore mio, quello lo so. Altrimenti non avresti voglia di stare a casa per stare bene con te stessa (come dici tu), di guardare la tele assieme, di raccontarmi di te, delle tue passioni, di quel libro che hai letto o di piangere con me per i dolori e le gioie che queste ore che respiriamo ci danno. Lo so che te le ho date, le radici. Per me è stato facile. Sò troppo figa e ‘ntelliggente… 🙂 Come si può non voler stare o confidarsi con una mamma stragnocca, dentro e fuori, come me?

A parte gli scherzi. E’ con le ali che ho dei problemi, amore mio. Se Goethe suggerisce di dare ai nostri figli le ali io, non so…  ho come l’assurda sensazione di averti dato ‘na ventina di pale di elicottero piazzate proprio sotto il sedere, amore mio. E la sfiga è che non so nemmeno come ho fatto e mò, credimi, faccio fatica ad accettarlo. E so che non son l’unica o la prima o l’ultima, ma è da sola che devo affrontare questo mio problema e nessuno mi può aiutare o, forse, sì, forse tu mi puoi aiutare, se vuoi.

Forse tu puoi, non dico concordare, ma cercare di capire o, se possibile, assecondarmi pensando che sono una povera pirla che ha bisogno di poco, pochissimo, per lasciarti andare senza avere, che il Dio di cui sopra faccia sì che non succeda, mai rimpianti o rimorsi. Mi basta poco, amore mio. Mi basta sapere solo dove sei e con chi sei. Ecco, l’ho detto. Vai, vai pure dove vuoi. Fai pure quello che il tuo cuore e il tuo cervello ti dicono di fare. In quei tuoi due, io ho una fiducia immensa. Ma tu, torna agli orari che ti dico io e dimmi solo dove sei e con chi sei. Solo questo voglio. Ora, sappi, e capiscimi bene, non è per seguirti o per farmi i cazzi tuoi. Ne ho già troppi dei miei da donna separata, senza n’uomo e un supporto emotivo che mi calmi quando tu sei fuori e non so che fai. Lo devo sapere per poterti aiutare. Lo devo sapere per poter avere i mezzi per poterti venire a cercare, se tu hai bisogno di me. Si vedono troppe cose brutte in giro, lo so, che sono accadute a gente che non è nemmeno andata troppo lontana da casa e aveva pure detto dove andava, eppure, ora non c’è più perché gli è successo qualcosa di brutto. Lo so. So pure questo, però, voglio cercare di non avere rimorsi. Non voglio dovermi dannare per sempre. Pensa pure che sono un’egoista, ma tu me lo devi dire. E se mi dici palle su dove sei e con chi sei? E’ una tua responsabilità e mi sembra giusto così. Su quello io non posso farci nulla e speriamo di non doverlo mai appurare. Sai, ieri in tv ho visto, di sfuggita, a Forum, una madre che non dava nemmeno le chiavi di casa alla figlia di 19 anni che doveva rientrare sempre alle 10 di sera e dipendere solo da lei. Mi vien da ridere. Io t’ho dato le chiavi di casa a 9 anni. Sai, lo so bene io cosa vuol dire trovarsi a casa di amici e vedersi fiondare la madre che ti trascina via per i capelli urlando come una pazza isterica che tu a casa degli altri non ci puoi andare anche se hai 13 anni e ti prende a calci e urla e schiaffi per tutta la strada da casa della tua amica fino in pizzeria dove t’aspetta da lavorare e guardare gli altri amici, oltre le vetrine del ristorante che, invece, fuori ci vanno pure e si divertono come pazzi, alla faccia tua… Lo so, amore mio, credimi. Proprio per questo io ti lascio andare, sai? Io ti darò pure tutta l’energia necessaria per far andare a mille quelle pale dell’elicottero che hai sotto il culo e tu potrai andare fino in capo al mondo e ritornare indietro (se vorrai) senza preoccupazioni, ma io devo sapere dove sei per un semplice motivo: poterti aiutare. E se tu non volessi essere aiutata? E vabbè, quello lo deciderai tu, io non ci posso e devo fare niente. Io entrerò in gioco solo se ci saranno elementi esterni che non ti fanno tornare a casa da me, ok? Almeno questo me lo devi dare. Io devo poter sapere dove sei che, se succede qualcosa, posso almeno illudermi di poterti venire ad aiutare o, magari, farlo davvero, capisci? Spero di sì…

8 pensieri riguardo “Lettera a una figlia già nata

  1. Che bella lettera d’amore a tua figlia! Come dicono a Napoli “i figli so’ pezzi’ e core” ed è proprio vero! La vicenda di Forum della madre che non vuole lasciare le chiavi di casa alla figlia di 19 anni, mi lascia perplesso. Poi i ragazzi li chiamano bamboccioni, la colpa è delle persone come quella signora che crescono i propri figli ovattati fino alla loro morte. Saluti!!!

    "Mi piace"

  2. Oggi ribadisco, nei miei pensieri, che due genitori che si occupano seriamente dei figli, senza invadenza e con intelligenza, sono un miracolo per i figli stessi, tu che sei da sola, sei più di un miracolo.
    Non ti abbattere e continua sempre cosi.

    🙂

    "Mi piace"

  3. Sono alla terza figlia (i due più grandi ormai volano da soli su uno shuttle) e … quanta fatica lasciarli andare! E proprio per tutti i motivi da te scritti in questa bellissima lettera a una figlia gia nata!
    (Oh,ma lo sai che mi hai fatto commuovere?)

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...