Me l’avevi giurato…

Mi avevi detto che saresti tornato. Mi avevi giurato che ci saremmo ritrovati di nuovo a giocare a scala quaranta, sotto il sole cocente, e a mangiare ghiaccioli come dei bimbi, macchiandoci le T-shirt, mentre ridevamo degli altri che si fiondavano in acqua, al mare, mentre noi restavamo là per tutto il pomeriggio, sotto le tende del dehor del ristorante in attesa che io ricominciassi a lavorare di nuovo, per il servizio serale, a parlare di noi, della tua vita a Torino, con le tue zie anziane e tuo nonno, dell’università e del servizio militare che non volevi fare e che ti faceva diventare cupo e triste ogni volta che se ne parlava. Me l’avevi promesso. Mi avevi dato la tua T-shirt con Snoopy prima di partire. Te l’avevo chiesta perché ero innamorata di te. Tu facevi finta di non sapere. Tu ora sai. Sai cosa vuol dire per una che non aveva mai nemmeno parlato con un ragazzo, invitarti a mangiare le lumache fatte alla ligure? Ora sorrido. Allora tremavo. Tremavo perché sapevo che eri troppo grande per me e troppo “pensieroso”. Pensavi troppo… La tua vita era già scritta. Mamma e papà morti. Le zie ti avevano “ereditato”. Saresti diventato commercialista come tuo nonno, tuo padre, le tue zie, a Torino. Avresti trovato una bella ragazza torinese del tuo rango e avresti fatto il turista in Liguria vita natural durante con la tua bella famigliola torinese. Le lumache le andai a mangiare con Stefania (opportunamente declinasti l’invito…). In cambio, portasti me e mio fratello su per i bricchi fino alla diga di Tenarda. Guidavi quella vecchia Citroen delle tue zie che, quando l’avviavi, si alzavano gli ammortizzatori e a me veniva da vomitare, su e giù per i tornanti. Profumavi di buono. Inalavo il tuo profumo, quando passavi accanto a me, come una droga. Mi sedetti dietro di te, in quell’auto, solo per “respirarti”. Te l’ha mai detto qualcuno che ti vuole “respirare”? Non credo.

Ieri, cercando tra le mie cose vintage da far vedere e dare a Laura, che rimane estasiata davanti a tutto ciò che ho tenuto di quando ero ragazza, ho ritrovato la tua Tshirt di Snoopy. L’avrò messa una o due volte; non voglio che perda quel suo colore rosso fuoco. “Questa no, questa non te la darò mai”, le ho detto. Mi sei entrato nel cuore, di nuovo. Mi sono seduta sul letto stringendola al petto e ho annusato un profumo che non era più il tuo. Ho ricordato quella sera di giugno. Ero tornata da Londra, dove abitavo, per una vacanza. Erano passati anni dall’ultima volta che ti avevo visto. L’ultima volta mi avevi regalato quella Tshirt. Mamma mi disse di sedermi. Le mamme sanno. Mi disse che avevi iniziato a fare il militare; che era successo qualcosa, nonnismo, forse… oppure… che si diceva che tu fossi troppo “sensibile”, troppo “carino”, troppo “gentile”, troppo “buono”, troppo “femminile”, troppo “poco maschio”. Che là, al militare, te l’avessero fatto notare; che tu, un giorno, hai preso quella Citroen con gli ammortizzatori che mi facevano vomitare; l’hai portata su, in montagna davanti a un bel panorama. L’hai fermata e l’hai lasciata accesa mentre tappavi il buco di scappamento. Poi ti sei chiuso dentro e via, a volare verso nuove avventure; ma non in questa vita. Dio mio quanto ho pianto. Non ti dimentico, sai? Gli anni passano ma non ti dimentico mai. E’ come se ti avessi qua accanto a me, da sempre. Lo sai che i ragazzi non sono più obbligati a fare il militare? Lo sai che evito sempre di andare a Torino, che mi fa venir voglia di respirarti? Mi sa che stanotte ci dormo con la tua Tshirt, lo sai? Così, magari, ti sento più vicino. Lo sai che se ti fossi trovato un fidanzato, ora te lo saresti potuto sposare? Perché non hai aspettato? In un minuto si nasce, si vive e si muore. Tu hai scelto l’ultima. Lo sai che eri stupendo con quella tua aria dinoccolata e gli occhialoni grossi da miope su quel corpo magro come un chiodo? Lo sai? Sì, tu lo sai.

10 pensieri riguardo “Me l’avevi giurato…

  1. Stupendo. Un dolce pensiero rivolto ad una creatura troppo fragile per questo duro mondo.Un omaggio urlato a bocca chiusa, denso di emozione. Ho la pelle d’oca. Spero che l’abbia sentito lui, e tutti.
    Un caro e affetuoso saluto.

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  2. Stupendo. Un dolce pensiero rivolto ad una creatura troppo fragile per questo duro mondo.Un omaggio urlato a bocca chiusa, denso di emozione. Ho la pelle d’oca. Spero che l’abbia sentito lui, e tutti.
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  3. Ora capisco il tuo commento nel mio blog, Torino ti rattrista, e lo capisco… Questo post è una sorta di continuazione amara… Ma dove le mettiamo le lumache alla ligure? L’ho assaggiate alla festa di Verezzi e ancora mi lecco i baffi!

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  4. Riecheggia nel profondo
    blù una melodia,un suono
    un canto errante, sfuggente
    sempre gemente, sempre fremente
    nel buio piu’ assoluto e nelle profondita,
    si intravede una figura ella si avvicina
    cantando alla mia anima dolcemente
    Il suo petto col suo inno al dolore,
    una melodia nativa dal cuore
    più grande del mondo eppure del sole
    più cupa del buio, più bella d’un fiore
    la rosa di tutti i colori,
    la musa di tutti i dolori,
    la verità dei pieni rancori,
    la voce di tutti i cantori

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