A me gli occhi, Romala!

Non guardavo da un po’ i miei occhi. Hai visto Marghe? Un po’ con l’apostrofo e non con l’accento, contenta? 🙂 Mi sono fermata un attimo, dicevo, a guardare i miei occhi. Questi occhi che ho messo in bella posta qua, nella home page di me stessa. Che tu ci creda o no, quello che leggi, oramai, sono io. Anzi, sono solo io. Chissà se qualcuno sa perché questo blog si chiama RoMaLa. Quando lo creai, molte lune fa, ero una giovane e fiduciosa mogliettina da poco divenuta madre. Mi sembrava di aver avuto tutto, dalla vita. Un tutto che si era completato con un marito un po’ (vedi di nuovo l’apostrofo…) cagacazzo e pigro, ma amorevole e una figlia adorabile che tale si è mantenuta nel tempo con un po’ (aridaje…) della cagacazzeria del padre che saltava fuori quando meno te lo aspettavi. E che ci vuoi fare, da qualche parte, qualcosa di lui la doveva prendere, no? Beh, per essere brevi, Rosa, Marco e Laura divennero RoMaLa: il blog dove parlavo di lui, di me, di lei e delle scoperte che dovevamo fare assieme. Eh, sì… Ne abbiamo fatte di scoperte; forse anche troppe. Abbiamo imparato abbastanza cose da poter dire cosa fa male al cuore e cosa fa bene all’anima. Abbiamo pianto, vegetato e riso assieme. Poi, tutto è finito o, meglio, tutto si è evoluto. Ho avuto la fortuna di poter scrivere e tener conto delle cose simpatiche, antipatiche e importanti che ci capitavano, proprio per non dimenticarcele. Almeno, a me serviva non dimenticare. Io detesto dimenticare perché penso che ricordare serva a comportarsi meglio, sia con sè stessi che con gli altri. Ricordarsi delle proprie gioie e delle proprie disgrazie ti fa scendere a patti con Dio e ti fa resistere al Diavolo. In questo, io credo fermamente. Credo nel Diavolo e credo in Dio. Non si può credere a uno senza credere all’altro. Se guardo questi occhi capisco perché li ho messi qua, in questo blog. Li ho messi per guardarti dentro (come diceva il lupo a Cappuccetto Rosso), quando entri in casa mia. Questo blog è casa mia, dopotutto. Li ho messi per ricordarmi di non mentire a me stessa. Li ho messi perché sono di una fotografia che mi fece Laura pochi anni fa e che mi ricorda l’ultima volta che… L’ultima volta, punto. Li ho messi perché non mi piace nascondermi dietro a foto di tramonti o pseudonimi o cazzate varie. Ritengo che se una persona si prende l’onere (così come il piacere) di pubblicarsi su internet e, dunque, visibile da tutti, questa persona ha, come minimo, il dovere di farsi vedere in faccia e dire il suo nome. E’ troppo bello nascondersi dietro nick fantasiosi, esotici e altre amenità pseudokitch varie. Chi sei? Che fai? Dove vai? Due fiorini! 🙂 Sì, li ho messi perché, come dice Laura, io non ho paura di guardare e farmi guardare dentro. Beh, Marco, oramai, non c’è più. A parte quando viene ad annaffiarmi le piante quando sono in vacanza e quando mi dà l’assegno mensile (Christ lo abbia in gloria – e non quella di Tozzi – perché è un ex-marito fantastico che mi dà il mantenimento di Laura a fine mese anche due giorni prima, annaffia le piante anche se gli ruga le palle, chiama la figlia tutte le sere, spesso la porta fuori e altrettanto spesso mi parla della sua vita e delle sue avventure perché non ha la benché minima idea di tornare assieme). Ormai di lui, in questo blog, proprio non c’è più traccia a parte qualche flebile ricordo che spunta qua e là, di tanto in tanto. Laura? Hmm, Laura non fa più cose carine da bimbina simpatica e amorevole che io possa raccontare e dalle quali io possa attingere lezioni di vita, per me e per gli altri, come facevo una volta. Laura è, ormai, un’adolescente carognetta in pieno sboccio ormonale le cui briglie fatico a tenere a causa del fatto che sono da sola a tenerle. Certe cose, sì, possono farmi ridere (ad esempio quando mi chiedo, facendo le pulizie nella sua camera, che cazzo ci facciano le mutandine sporche nella tasca della borsa della chitarra), ma non facciamo più tante cose assieme e, per ora, non mi faccio e non le faccio più di tante domande. La lascio libera di venire ad accoccolarsi accanto a me, la sera, mentre guardiamo la tv, le racconto di me e le chiedo se ha bisogno, ma non la obbligo a rendermi conto delle ore che ha trascorso senza di me. Insomma, in questo cacchio di blog ci son rimasta solo io e se guardo questi occhi, mi rendo conto che sono cambiata moltissimo. Capisco che ho altre cose da dire che non hanno più a che fare con le scoperte da fare, ma con gli scoprenti che te le fanno fare. In breve, si arriva a un certo punto della nostra vita che si capisce che bisogna cambiare. E mi sa che questo è il momento per me e RoMaLa. RoMaLa ha fatto il suo lavoro. RoMaLa ha vissuto quello che doveva vivere. RoMaLa resterà come blog, certo ma, in questo momento, io sento di avere altri progetti, altre idee, altri sogni, altre illusioni verso le quali incamminarmi. Volevo scrivere “veleggiare” invece di incamminarmi, ma poi mi sono resa conto che soffro di mal di mare e mi piace di più scarpinare… perciò, sì, mi sa che, piano piano, RoMaLa, si esaurirà o, forse, rimarrà solo Rosa e mi sa che io mi sto già incamminando verso un nuovo progetto che già sta prendendo vita. Mò ci penso bene, inizio a costruirlo e poi vediamo, và…

3 pensieri riguardo “A me gli occhi, Romala!

  1. Quanta malinconia ci regala la vita, cara Rosa! E meno male che la chiamiamo malinconia: sempre meglio che la tristezza! Qual è differenza?: non ci ho mai pensato; vediamo se mi viene qualcosa di buono dal prurito delle dita sulla tastiera: la tristezza è un naufrago senza ricordi e senza speranze; la malinconia è sì dolore anch’essa, ma intrisa di ricordi e, forse, anche di speranze che quei ricordi possano tornare ad esser vita. Ciao Rosa. Auguri per i tuoi nuovi viaggi; ovunque essi ti portino, spero siano dei viaggi pieni di sentimento e di soddisfazione. Buon week end. Albix

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  2. Qualche giorno fa sono passato nel tuo blog, ho letto l’ultimo post, l’ho commentato, ma poi ho chiuso, e probabilmente non ho inviato il commento, ma che cavolo ne so… Comunque, ti faccio prima di tutto i complimenti per la schiettezza in cui esprimi tutto quanto in questo post… Hai dato vita al blog nel maggio 2008, e c’è qualcosa nel tuo primo post di familiare… Un’amalgama di tre nomi creano una pagina, una sorta di “trinità” letteraria… Oggi il tuo cerchio, come detto in questo post si è chiuso, o almeno, è cambiato il senso del blog, ma nulla vieta di continuare e di mantenere lo stesso nome al blog… Come dici tu, non vuoi dimenticare, dunque, tieni stretto il passato per darti un forte slancio per il futuro. Con grande affetto Peppe:)

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  3. Ciao RoMaLa
    Non male il nik che riassume tutto il tuo mondo che gira e ancora gira e sai…la forza centrifuga scaraventa via le parti periferiche che sono meno solidamente legate al nucleo. La tua scatola di cioccolatini ne aveva alcuni insipidi o il tuo palato è diventato più esigente c’è da chiedersi…
    Ro tutti abbiamo diritto alla felicità e se con queste scelte l’hai raggiunta tutto ben fatto.
    Se no….
    Medita.
    Buon fine estate

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