‘A paura mia…

Una volta, in ufficio, chiesero a tutti quanti di spegnere il pc per un po’, fino a quando il server aziendale non sarebbe stato riavviato e messo a posto dal tecnico in maniera remota, dall’Inghilterra. La collega che era in contatto con il tecnico inglese e che ricevette, dopo un po’, l’ok ad accendere i computer, ebbe la geniale idea di accendere il suo pc e mandare a tutti noi, che stavamo gironzolando in attesa di un ok a ritornare alle nostre scrivanie, un’email dicendo: “Ora potete accendere i pc…” 😦 Vabbè, a volte il cervello della gente si spegne del tutto… proprio come i pc.

E’ così che mia mamma si comportò, quando avevo 7 anni e, nella camera scura e nera dove dormivo, incominciai a piangere e singhiozzare urlando e dicendo che avevo paura del buio. La mia furbissima genitrice, da 6 metri di distanza (nel suo caldo lettone della sua calda e accogliente camera da letto), rispose: “Vabbuò, viene ccà, và….”. 😦 😦

Mò, secondo te, uno che ha il pc spento può vedere il tuo cretino messaggio che gli dice di accendere il pc? E mò, secondo te, una bimba piccina e terrorizzata che ha una maledetta paura del buio, si alza e affronta proprio quel buio impestato per venire da te a farsi consolare solo se tu glielo chiedi?!

Ecco, questi sono gli errori madornali dei genitori. E questa è la ragione per la quale, alla venerabile età di 48 anni, lotto con chiunque condivida la mia camera e il mio letto fino all’ultima listarella della persiana e tengo le veneziane aperte e mi godo la luce della luna che si affaccia al mio balcone accarezzando, con i suoi candidi raggi, la pelle verde del piano della mia scrivania dei primi del ‘900.

Con Marco non ci fu storia. Quante volte si metteva il cuscino in faccia dopo l’ennesima litigata per la persiana che tenevo perennemente su. A volte, sai, penso che sarebbe davvero difficile per me se trovassi un uomo che vuole rimanere al buio e nello stesso letto con me. Io e il buio non andiamo a braccetto, anzi, io lo schifo proprio. Io devo vedere. Devo. Devo sapere che c’è una via d’uscita. Devo vedere la tua faccia, se dormi accanto a me. Devo sapere che ci sei anche con gli occhi non solo con le orecchie e le mani. Devo poter riconoscere le cose intorno a me. Odio il buio, lo odio.

Sì, ho ancora paura del buio e, sai ‘na cosa?, sto già pensando che, quando morirò, non mi farò sotterrare (e chissenefrega se dici che non me ne accorgerei mai perché, tanto, so’ morta). Nossignore, no… Io mi farò serenamente bruciare e spero che mia figlia abbia il coraggio di lanciare i miei resti in aria, come eburnea polvere di vita che vola via, allegramente, con il vento, invece di soffocare di paura al buio.

E la tua paura?… Qual’è?

Un pensiero riguardo “‘A paura mia…

  1. Beh, dai le persiani sù di sera, dove vivi ad Amsterdam? Comunque, conosco persone con la tua stessa paura del buio. Ho dovuto dormire con la luce del wc (accanto alla camera) accesa tutta la notte. Mi dà fastidio, lo ammetto. Amo il buio, non sopporto nemmeno la luce che immette la luna nelle righe della tapparella. Abbasso quasi completamente la serranda.

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