Per i cani non si prega…

Avrei da scrivere di una marea di cose. Un mio amico blogger si lamentava, in uno dei suoi recenti post, di non avere più argomenti da trattare. Beh io, invece, mi ritrovo ad avere queste dita che trotterellano allegramente e famelicamente sulla tastiera ogni volta che si ritrovano davanti a un foglio bianco. A onor di cronaca, io uso tutte le 10 dita, signori e signore. Eh sì, perché la Prof. Bagnasco, che assomigliava alla Rottermaier solo di faccia, ma non di carattere, metteva il foglio sulla tastiera delle macchine da scrivere e noi, con le mani sotto, dovevamo scrivere senza vedere i tasti e senza fare errori. Una figata assurda. Sai cosa succedeva? Prima avevamo stenografia (sistema Cima, ladies and gentleman, che io ricordo ancora come si scrive e per il quale mi qualificai alle regionali e vinsi pure!!!), poi dovevamo riportare lo stenografato su un foglio per i compiti in classe, scritto a mano, e poi dovevamo battere il tutto sulle macchine da scrivere supermegastratosferiche della Olivetti che ti si incastrava sempre quel caxxo di nastro con l’inchiostro e tu sbagliavi, ovviamente, a ribattere. E vai a manetta di sbianchetto! Che goduria, quando arrivarono i foglietti di plastica con lo sbianchetto sopra che ti permetterono di non usare più i pennelli con il liquido! Altro che Ipad, Iphone, Tablet e pirlate varie…

Vedi? Come ti dicevo, le mie dita (e il mio cervello) vanno, vanno, vanno… E io scrivo, scrivo, scrivo. Ok, basta, smetto.

Una settimana fa siamo andate in canile, io e Laura, e siamo tornate a casa con un cane. Non voglio dire “ho preso un cane”. Non voglio dire “ho adottato un cane”. Voglio solo dire che abbiamo una nuova inquilina, in casa: un cane femmina di 11 anni, ammalata di Cushing, bianca, piccola e abbandonata dai padroni in canile quattro anni fa perché una delle loro figlie si era ammalata e non poteva più sopportare i germi e peli del cane. Ecco, solo questo. Non parlerò dei canili e del percorso di adozione che abbiamo fatto prima di finalizzare il tutto. Non parlerò di come mi sento o come si è sentita Laura il primo giorno. Maika, questo è il suo nome, è un cane femmina e a me piace. E, a quanto pare, anche noi piacciamo a lei.

Scriverò, invece, di uno che oggi mi ha detto che andava in posto religioso e io gli ho detto, con allegria: “ok, allora fai una preghiera per Laura e Maika” e questa persona si è permessa di dirmi che “la preghiera per il mio cane non la faceva, ma che la faceva per me e mia figlia. Che agli animali non si dà amore. Che alle bestie si dà affetto e si trattano bene, ma per gli animali non si fanno preghiere. Che l’amore si dà agli ominidi”; così mi ha detto… gli ominidi.

Beh, sai una cosa? Non ti dico molto. Ti dico solo di:

– scordarti il mio nome

– scordarti il mio numero

– scordarti il mio blog

– scordarti il mio tutto

– ricordarti di San Francesco (tu gran religioso che non sei altro) che, forse, a vedere certi “ominidi” avrà ben pensato che non ne valevano un cazzissimo di pena nemmeno a guardarli in faccia perché pensavano di essere meglio delle bestie pur comportandosi molto peggio di loro e avrà scelto di vivere con “le bestie”, come le chiami tu, che, spesso, si dimostrano più umani di certi “ominidi di merda” che conosco pure io e che ho avuto il dispiacere di conoscere e viverci assieme.

Detto questo: per tua opportuna informazione, mia figlia non ha bisogno delle tue preghiere e nemmeno io. Noi preghiamo da sole, per noi stesse e per il nostro cane che, come vedi dalla foto, non sarà “pregabile” ma ti fa una bella pernacchia, da bestia che è…

 

5 pensieri riguardo “Per i cani non si prega…

  1. per me quella persona e un falso discepolo
    chiamarlo religioso e un complimento
    TU INDIVIDUO CONOSCI la storia di San Francesco e il lupo di Gubbio? PRESA DA UN SITO DEI CATTOLICI CHE TU SICURAMENTE NON SAI COSA VUOL DIRE
    ECCOLA
    Francesco, giunto un giorno nella città di Gubbio, apprese con dolore che la popolazione era spaventata, a causa di un grosso lupo e feroce che si aggirava nei dintorni e faceva strage di animali e persino di uomini .
    Egli ebbe compassione di quella gente e, ispirato dal Signore, andò, solo ed inerme, ad affrontarlo. Quando la bestia gli apparve, si fece il segno della Croce e, tenendogli le braccia, disse: « Frate lupo, vieni qui da me; io ti comando da parte di Cristo che tu non faccia male né a me, né ad alcuno». Immediatamente il lupo si accostò a lui.
    La folla che spiava da lontano tra il fogliame, tratteneva il respiro, mentre Francesco, chinato sul lupo, così parlò: «Frate lupo, hai fatto molti danni da queste parti, assalendo le creature del Signore e persino gli uomini , fatti ad immagine di Dio. Per questo ti meriti la forca, come ladro e assassino. La gente grida contro di te e ti è nemica. Ma io voglio, o frate lupo, che si faccia pace fra te e costoro».
    Il lupo, come se comprendesse quelle parole, chinando il capo e agitando festosamente la coda, mostrava di accettare la proposta.
    Francesco allora, volle precisare bene l’impegno, e aggiunse: « Frate lupo, poiché ti piace fare e mantenere questa pace, io ti prometto di farti dare gli alimenti ogni giorno, finchè vivrai, dagli uomini di queste terre, sicchè non patirai più la fame». Il lupo, rizzandosi in piedi, alzò la zampa anteriore e, in segno di fede, la pose nella mano del Santo, che la strinse felice e sorridente, fra lo sbalordimento e le lacrime dei presenti.
    Da quel giorno la bestia, ammansita, entrava nelle case e riceveva cibo abbondante.”
    (Torretta Valentino, Proposte di Pace e Amicizia, Qui san Francesco
    d’Assisi, Santuario Porziuncola, Santa Maria degli Angeli, 1977.)
    Tutti gli uccelli del cielo, lodate il Signore (Esortazione alla lode di Dio, 12)[3].
    [Lodino lui glorioso i cieli e la terra]: ed ogni creatura, che è nel cielo e sopra la terra e sotto la terra e il mare e quanto è in esso (Lodi per ogni ora, 7-8)[4].
    In virtù della santa obbedienza l’uomo si sottomette non soltanto allo Spirito santo, al fratello, a tutti gli uomini che sono al mondo «ma anche a tutte le bestie e le fiere» (Saluto delle virtù, 16-17)[5].
    Tutte le creature che sono sotto il cielo, secondo se stesse servono, conoscono e obbediscono al loro Creatore meglio di te (uomo)! (Ammonizioni, v, 2)[6].
    Ordino a tutti i miei fratelli tanto chierici, quanto laici che vanno per il mondo o che sostano nei luoghi, di non avere presso di sé né presso altri né in qualunque altro modo alcuna bestia. Né sia loro lecito andare a cavallo, se non vi siano costretti da infermità o grave necessità

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  2. Di veri religiosi c’è ne son pochi!! Una preghiera è una preghiera, e va detta a chi si desidera, a volte anche a tutto il creato, compresa la mia pianta che resiste dal 2001 nonostante il mio pollice non sia verde del tutto. E che caz!!

    🙂

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