Papà aveva ragione…

E’ quando inizi a concordare con quello che dicevano i tuoi genitori che ti rendi conto che stai invecchiando. La differenza, però, sta sempre nella stessa cosa: ricordarsi di averle contestate, quelle cose, e, di conseguenza, capire meglio chi ti contesterà, per l’ennesima volta, in questo folle e inarrestabile giro di giostra che chiamano vita genitoriale. Beh, io non ho contestato mio padre su questa cosa, anzi, gli ho chiesto aiuto e lui, come sempre, c’è stato. Però, il pensiero mi è venuto e, perciò, l’ho scritto. Anyway… Un po’ più di due anni fa, traslocai dalla mia bellissima e grandissima casa con terrazzo di 30 metri all’ultimo piano, causa separazione e mancanza di fondi per mantenerla, per iniziare a vivere la mia avventura di donna separata con figlia a carico in un bilocale con due balconcini striminziti al secondo piano di un palazzo a 20 numeri da dove abitavo prima. Le mie fantastiche piante, traslocarono con me. Perirono, nel nuovo appartamento, una rosa cespugliosa, un rododendro, un gelsomino, un olmo appena nato per caso, un rosmarino, una lavanda, un numero indefinito di belle di notte in attesa di germogliare e, più doloroso di tutti, ben 18 agapanto… 😦 devo dire che ci piansi. Vedevo, nel perire dei miei adorati, e coltivati con amore infinito, agapanto un riflesso del perire del mio matrimonio e la cosa, ovviamente, non mi gratificava. Avevano visto la neve, il sole, la pioggia grazie a me e ora morivano, tra le mie mani. Erano nati tutti da un singolo getto che avevo trapiantato negli anni e che mamma aveva rubato per me davanti alla Lidl di Taggia, quando avevo appena partorito. 18 agapanto immensi che mi regalavano circa 25 fiori ogni anno. Io le vedevo come un successo personale. Erano legati a Laura e alla sua nascita e a mamma che basta che le dici che ti piace la polvere di luna e lei te la va a cercare senza dirti nulla e te la fa trovare sul piattino a colazione. 🙂 già… E poi, sai, ci sono certe piante che ti “sentono”. E tu senti loro, bada, e il vostro rapporto è un fiorire stupendo, anno dopo anno. Altre, invece, che, nonostante tutte le cure che tu gli possa mai dare, ti schifano dal fondo della loro clorofilla e preferiscono morire, piuttosto che farsi curare da te. Succede… Oserei dire che è un po’ come l’amore per qualcuno che non vuole essere amato da te. Hai voglia a dargli tutto il meglio del meglio. Se non ne vuole sapere, non ci sprecare tempo, credimi, e dallo a chiunque o qualsiasi altra cosa lo meriti, il tuo amore. Tanto, se continui, ne otterrai solo umiliazione, dolore e lacrime. Oh, marò… mi sono persa di nuovo nei miei pensieri vaganti. 😦 Vabbè, ricomincio. Le piante morirono. Non ci fu nulla da fare. Le mie adorate piante morirono, una dopo l’altra. Gennaio uccise le rose, il rododendro e i tuberi di belle di notte. Febbraio tolse la vita al rosmarino, al gelsomino e alla lavanda. Marzo si portò via gli agapanto più belli. Tutti, uno dopo l’altro. A Pasqua, andai da papà quasi piangendo. “Pà, ma com’è che le mie piante sembra che non ci vogliono stare nella nuova casa e si stanno lasciando morire? Come devo fare?” Lui si accese la sua immancabile sigaretta, mentre sorrideva sornione, e disse: “Ecciert! Chèll ‘è piant s’hanna stabilizzà, Rosè. Nun ‘è mica ‘na strunzata ‘nu trasloco, pur pè loro, che te crir? Faje passà due anne e vir chell cà succere… Chelle s’abbituan e po’ ropp, se remettn a fà e sciure… Tu jà avè pacienza, Rosè. Comme cu è cristian..”. Ti ho mai detto che ti voglio un bene grande accussì, papà? :-)… Dio (e Elsa) lo sanno che io, di pazienza di aspettare, non ne ho molta. Anzi, diciamo che è la mia lezione karmica di ‘sta vita, và. E non so se l’ho imparata. Tant’è che… Oggi sono andata a curare le mie piante, come ogni domenica pomeriggio, e, mentre pucciavo le mani felice nella terra dei miei 3 agapanto sopravvissuti, guarda cosa ti ho trovato… 🙂 Hmmm, sì… Papà aveva proprio ragione. 🙂


2 pensieri riguardo “Papà aveva ragione…

  1. Ti stavo giusto scrivendo che il tempo ti darà ragione, poi tuo padre mi ha preceduto :). Il tempo lenisce un dolore, non lo dissolve, lo attenua, e la pianta lo percepisce, e ora sa che tu hai il cuore relativamente tranquillo dalla vicinanza della tua persona.
    E poi non è vero che ci sono “piante che ti schifano”, forse ci sono quelle che avvertono di più il tuo tormento e, portanodoselo nel profondo, non c’è la fanno e muoioni per il tuo dispiacere. Naturalmente è una mia opinione. l’importante è che oggi ci siano nuove piante a godersi nuova linfa.

    🙂

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