Dire,fare e baciare… (5a e ultima parte)

TESTAMENTO

Successe qualche anno fa; mentre stavo aspettando, in aeroporto, che ci chiamassero per il boarding. L’areo doveva partire alle 10:00 (ricordo tutto…). inate era il solito casino e io ero diretta a Napoli, con Air One. Alle 10 meno un quarto siamo ancora là, ad aspettare e guardare gli altri che vanno e vengono. Poco dopo ci fanno salire sull’aereo. Era una fantastica giornata primaverile e, dunque, non ci sarebbero stati problemi di neve, perturbazioni o pirlate varie. Quello era il mio unico problema visto che, da qualche anno, non sopporto più di volare perché sembra che tutto il mio corpo stia volando con l’aereo mentre, invece, l’anima del mio stomaco resta saldamente ancorata a Madre Terra e non ne vuol sapere di sballottamenti e simili. Saranno gli ormoni, chettedevodì…

Anyway, mi vedevo già, tre ore dopo, a mangiare da Reginella la mia fantastica pizza per poi dirigermi verso Cicciano, da mia zia, lentamente, con l’effetto del post-prandiale cullato dal ritmo del trenino che si fa tutti i fantastici paesini della campagna campana. Beh, invece, stiamo mezz’ora sull’aereo e. dopo aver sentito il capitano che diceva più volte… “Check… salamadonna…” e tutto sembrava ok, ci fanno scendere dall’aero dicendoci che qualcosa non va con il motore… GASPPP!!!!! 😦 e che avremmo dovuto cambiare aeromobile (ricordo ancora ‘sta parola…). Bene, meno male, ci si dice… Almeno se ne sono accorti. E, non appena rientrati nella boarding lounge, tutti alle vetrate, allora, a vedere se l’aereo dal quale siamo scesi, viene portato via. E sai cosa succede? No. L’aereo resta e ci fanno risalire dopo un’altra mezz’ora. E’ stato in quel momento che ho deciso di fare il mio primo testamento. Elsa ne è testimone. Le ho mandato un sms con le mie ultime volontà perché, ne ero sicura, quel merdosissimo aereo non mi avrebbe mai portato a destinazione. Invece, se sto qua a raccontarlo, sicuramente ciò non è successo… Oppure sono in un’altra realtà? Boh, fatto sta che, ora, ogni volta che parto con aereo, treno, nave, auto o bicicletta, io apro il mio quaderno sulla scrivania, là, dove ho scritto le mie ultime volontà che, ovviamente, si aggiornano di volta in volta dipendentemente da quanti anni ha Laura e da quante password ho aggiornato sui miei account e simili. Sì, sono abbastanza previdente…

‘Nzomma… ‘na roba strana che, mò te lo dico, se quell’aereo fosse partito e arrivato già dall’inizio senza problemi, io mica me la sarei fatta ‘sta bella pensata? Non credo, o forse si? So solo che il testamento sta là e che prego sempre il Signore che qualche anima intelligente si faccia venire il dubbio di andare a guardare sulla mia scrivania, invece di decidere di sotterrare per intero il mio grasso, grosso, vecchio, stanco corpo che, nonostante tutto, è destinato a donarsi in tutti i pezzi possibili e immaginabili a chi più ne vuole far qualcosa di buono per qualsiasi altra persona ne abbia bisogno. Sì, questa è una preoccupazione. E poi c’è Laura che sempre destino, fino alla maggiore età, a Elsa che sa cosa farne e che, nei limiti del possibile, la capisce e la curerebbe come me. E poi ci sono le mie cose che andrebbero tutte a Laura che sicuramente saprebbe cosa farne. Ecco, non è che ci siano tante voci, neh? L’ultima, infine, sarebbe di sotterrare quel che resta di me in un posto accessibile e poco ingombrante, che vorrei un angolino piccolo e senza pretese, se si può. Bruciata o no, è irrilevante. Basta che si sappia dove venirmi a trovare pure da morta, ‘che io, in questa vita, sono sempre stata una che apre la porta a chiunque ne abbia bisogno, in qualsiasi momento, se necessitano di me. E poi, basta. Poi, tanto, ritornerei presto e, dunque, chissenefrega degli avanzi di questa vita qua visto che sarò impegnata a viverne un’altra sicuramente migliore? 🙂

2 pensieri riguardo “Dire,fare e baciare… (5a e ultima parte)

  1. Dodici rintocchi riecheggiano
    nella notte,luci tremolanti
    accompagnano i mie pensieri,
    leggere gocce di rugiada,segnano
    il mio cammino,la rauca voce di
    una fontana dipinge una lacrima
    che aspetta di essere asciugata,
    cercami in questo silenzio.
    Le ore passano lentamente
    il tempo nicchia,e riposa.
    Ora resto a fissare l’immensita
    di questa notte,che brucia d’amore,
    mi prendo gocce di tempo
    e il respiro delle stelle
    per dirti che non sei solo pensiero
    ma respiro e battito.

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