Le cose innaturali

Ci sono delle cose che non sono naturali. Partiamo, per non fare pirlate, dalla definizione. 

Naturale: attinente alla natura in quanto realtà fenomenica ( scienzeleggi n. ), e soprattutto elementarità originaria ( colori n. ) o sussistenza oggettiva di prodotti, fatti, funzioni o competenze ( ricchezze n. ), talvolta riconducibile a indiscussa ovvietà ( è n. che venga anche lui ).

Dunque, presupposto quanto sopra, ci sono delle cose che non sono della natura umana. Tipo, fare la ruota come i pavoni (e allora è una cosa che sta solo nella natura dei pavoni o chi come loro, se lo può permettere…), oppure, magari, tipo… cambiare colore della pelle o dei capelli a comando, come i camaleonti. Ecco, queste cose, non sono della natura dell’uomo. Certo, se volessi fare la ruota con le penne attaccate al culo cambiandone pure il colore a mio piacimento e non potessi farlo, dovrei farmene una ragione e accettarlo. Magari ci starei male per un po’, ma poi mi arrenderei perché, fino a prova contraria, a quanto pare, nessuno si lamenta di questa impossibilità. Allora io mi domando: ma perché non si è capito che ci sono due cose che l’uomo non dovrebbe fare perché sono DAVVERO DAVVERO DAVVERO innaturali?! Quali?

Parlo del volare in aereo e dello svegliarsi presto la mattina presto per andare a lavorare. Ecco, l’ho detto. E chissenefrega dei sostenitori del volo aereo compulsivo e de “l’alba è la cosa più bella del mondo” etc. etc… NUN ME NE FOTT NIENT!! AGGIA SFUGA’ ‘NGOPP A’ STA COSA!!  Volare in aereo e svegliarsi presto la mattina sono due cose che non dovrebbero succedere e basta. Ma dove sta scritto che volare è normale?! Ma se Dio avesse voluto farci volare, secondo te, non ci avrebbe dato un bel paio di fighissime ali?! E se non l’ha fatto, una cazzo di ragione ci sarà, no?! No. Non ci sta. No, non ci sta e Leonardo ci ha dato dentro e io, grazie a lui, ogni volta che vado in aereo sgrano spasmodicamente il rosario chiedendo perdono a Dio per tutte le volte che ho detto “Tio bono” oppure “Zio padre…” in momenti di incazzatura verace. Poi, alla sgranatura del Rosario, segue il solito “Prometto di accendere 10 ceri se mi fai atterrare senza farmi morire…” che, metodicamente, una volta rimesso piede sulla benedetta e fantasmagorica terra, mi dimentico di fare ricadendo, così, nelle ire del buon Signore e dei suoi accoliti durante il prossimo volo che dovrò prendere. Odio volare, odio volare e, nel caso non si fosse capito, odio volare. Non sopporto di non avere qualcosa sotto i piedi e di sentirmi sballottata a destra e sinistra in mezzo alle perturbazioni che fanno di quel piccolo fuscello di metallo quello che ne vogliono. Ma qualcuno ha presente la potenza della natura e dei suoi soldati? Ma perché la sottovalutiamo così tanto? L’ultima volta che ho volato, nel mezzo di una perturbazione davvero bastarda, il mio vicino non solo se ne fregava, ma mangiava e ruttava e beveva fino a strafogarsi. Ma come si può? Come si può?! Forse lo faceva perché doveva arrivare dall’altra parte pieno e sazio? Boh… 😦 Anyway, odio, odio, odio volare. Ma lo devo fare. E, dunque, lo faccio. Ma non sto zitta. Ecco.

L’altra cosa innaturale è svegliarsi presto la mattina. Ma perché?! Perché Dio buono del Paradiso in croce? Chi l’ha deciso che l’orario lavorativo va dalle 9 alle 18? Chi è l’incommensurabile stronzo che ciò ha deciso? Ma se io, invece, avessi orari diversi? Se mi sentissi più operativa dalle 11 alle 21?! A lui, di grazia, che male farebbe? Niente. Eppure, per quanto dolce e tenera possa essere la suoneria del mio cellulare, ogni sacrosanta mattina mi sveglio già incazzata e mi chiedo quando finirà ‘sta tortura. Quando succederà che non avrò più bisogno di svegliarmi presto per andare a lavorare e maledire quel bastardo che ha inventato l’orario lavorativo? Ecco, ogni giorno, appena mi sveglio, non penso a quanto ti amo, a quanto amo mia figlia, al mondo intero e alla mia fantastica vita. Il mio primo pensiero va a lui, infido maledetto creatore di orari lavorativi. Tanto lo so cosa succederà. Succederà che aspetterò con ansia la pensione e, se sarò abbastanza fortunata da arrivarci, o continuerò a svegliarmi presto perché il mio corpo così si è abituato e non può più cambiare oppure, come fanno tanti anziani, mi sveglierò presto per fare tante cose inutili con le quali riempire la mia vuota vita e con le quali rompere le balle ai pendolari e viaggiatori lavoratori che si ammassano la mattina nei tram e negli autobus puzzolenti e sporchi. Tipo: andare al mercato perché di prima mattina si trovano le prugne migliori, visto che a una certa età si diventa stitici…

Svegliata presto e male? Sì… direi proprio di sì. 🙂

Un pensiero riguardo “Le cose innaturali

  1. mi sono fatto una risata non per il volo ma per l’alzarsi presto.
    le ali e le prugne, in aereo credo sia scomodo dare sfogo alla prugne e poi chi sa dove va a finire.
    alsarzi presto credo sia una cosa genetica, tu Rosa sei geneticamente notturna.
    strano però postare una tale inclinazione ma non vado dritto nemmeno io che posto sulla solitudine. Sarà il tempo e le crescenti pubblicità natalizie. buona domenica

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