Aromaterapia, curry e ‘a carretta di chi vuole di più

Ieri sera, mentre accendevo le candele e dosavo le gocce per i bruciatori, Laura mi ha chiesto quale fosse il mio olio essenziale preferito. Lo so perché lo fa… 🙂 ha patito un bel po’ per farmi il regalo di Natale. Alla fine, però, mi ha regalato un bellissimo libro “I’ve lived in East London…” che abbiamo letto assieme il 26 dicembre. Davvero molto azzeccato, direi. La cosa bella dei regali di qualsiasi tipo è che ci devi pensare. E, se ci pensi bene e se davvero vuoi fare un regalo con il cervello e con il cuore, lo trovi sempre quello giusto. Almeno, a me è sempre sembrato di averlo trovato. Poi, magari, chi ha ricevuto i miei regali penserà il contrario, però… almeno io ci ho provato. E tanto deve bastare. 🙂 Le ho insegnato a non fare i regali per farli e basta. Le ho insegnato a pensarci, ad accorgersi delle cose che interessano chi ha accanto ed ascoltare quello che le persone alle quali desidera fare il dono dicono, anche quando parlano del tempo o delle cose inutili. Nelle parole della gente ci trovi sempre, anche se non ci pensano, i loro desideri segreti. Sempre… Basta ascoltare con attenzione scindendosi dai canoni soliti dell’ascolto. Vabbé, tant’è che si sta preparando per i miei prossimi regali (e me l’ha pure detto) e io le ho risposto che uno preferito non ce l’ho perché sperimento da anni gli aromi migliori per i massaggi e i bruciatori. Ho preso i miei manuali di aromaterapia e i miei libri sulla coltivazione e la lavorazione delle piante aromatiche e le ho fatto vedere i miei studi. Si è meravigliata che io avessi dei manuali dove studio l’aromaterapia… 🙂 ragazza innocente… ci sono molte cose che molti non sanno di me. Lo sai che perfino in ufficio ho messo un profumatore dove brucio i miei olii essenziali? E lo sai che la gente che entra nel mio ufficio, aspirando l’aroma di limone e arancia, si addolcisce e sorride? Il naso è importante… Due o tre settimane fa, per esempio, ordinai dal take away del ristorante indiano. Adoro il profumo di curry e quella sera ne avevo proprio voglia. Quando il fattorino arrivò a consegnare la prima cosa che disse, entrando in casa, fu: “Oh, ma che buonissimo profumo! E’ quello, vero?!” e indicò il bruciatore che stava sulla mensola del corridoio… Sì, è quello… 🙂 E quanto fui contenta di vederlo sorridere estatico annusando il profumo di casa mia? E’ bello veder la gente sorridere perché tu hai fatto qualcosa per farli stare bene. Bello… Ultimamente sto provando il limone e l’arancio amaro. Effetto davvero sorprendente, credimi, se ci metti pure un po’ di vaniglia e due gocce (non di più) di cannella. Lo senti, vero? 🙂 Lo so che lo stai sentendo… 🙂 L’ho sempre detto io, che ci si innamora pure con il naso. Quando vicino a me passa un uomo che si è spruzzato un po’ di Drakkar Noir, marò… io ci lascio le ovaie, i muscoli pelvici e pure un pezzo del cavo del Douglas! Mah… i misteri dei nasi innamorati. Bel titolo, neh?

Continuo ad accendere le mie candele, anche oggi pomeriggio. Le accendo sempre, quando non lavoro. Ogni volta che lo faccio, con la prima candela che accendo, faccio una preghiera: “Pia Signora delle rose e di purezza, ti prego, aiutaci tutto e tutti. Sempre nel bene e mai nel male. Dovunque noi siamo e qualsiasi cosa noi siamo. Grazie“. Questa è la mia preghiera. Non è di nessun altro, solo mia. Me la diede qualcuno quasi 30 anni fa… una sera, quando ancora fumavo Cartier e mangiavo ghiaccioli. E non c’è giorno o notte che io non dica questa preghiera. Vabbé, poi continuo ad accenderle e sai la cosa alla quale tengo di più? Solo la prima l’accendo con l’accendino o con il fornello del gas. Tutte le altre le accendo dalla prima. Ogni singola candela viene accesa attingendo il fuoco dalla precedente. Così deve essere, come diceva Tolstoj. Altrimenti nulla avrebbe senso; nulla. E io spero ardentemente (è proprio il caso di dirlo) di essere una di quelle candele, nella giostra della vita. Almeno per un’altra candela come me.

Stasera, però, non ho fatto la preghiera. Stasera ho pensato a Pino Daniele. La prima candela l’ho accesa per lui. Quel cornuto di mio fratello, per farmi un dispetto perché non voleva che andassi al suo concerto (il primo della mia vita) mi tolse un contatto dalla 500 e la macchina mi si fermò in mezzo all’Aurelia, proprio mezz’ora prima che il concerto iniziasse, all’Ariston, nel 1985. Marò… sono passati 30 anni! Meno male che un signore si fermò e mi rimise a posto la calotta (chissà se ricordo bene…). Quanto fu bello a chi lo devo dire? A nessuno… Nei miei sogni di ragazza che suonava la chitarra e scriveva le sue canzoni sai cosa c’era? C’ero io che, un giorno, sarei salita sul palco a suonare con lui che mi avrebbe presentata dicendo: “C’è una ragazza che fa musica come me e che è brava – non come me – ma che vorrei conosceste….” e così, io e lui, a suonare e cantare assieme. Era il mio sogno. Avrei davvero voluto cantare con lui con tutto tutto tutto il mio cuore. Lo sognavo tutte le sere che chiudevo gli occhi. Poi ho smesso di sognarlo e solo oggi me ne sono ricordata. Quando ho letto la notizia. Quel concerto… Il mio primo concerto da sola. Avevo comprato il biglietto della galleria perché costavano troppo in platea e lui che fece? Visto che in platea non c’era molta gente (pensandoci… che pirla chi non ci andò) disse a tutti: “Guagliù, scinnite abbasc d’à galleria, tutti! che la musica si sente meglio da qua!” e noi scendemmo e ci godemmo Pino Daniele da tre metri di distanza e pure seduti. Marò… tutta la mia vita ha scandito, con le sue note, ancora ora. Non la sto a raccontare. Penso a “Chiove” che mi fa pensare a papà e a “Tira ‘a carretta” (…e nun te fermà, sputa ‘nfaccia a chi, ‘a strada cchiù grossa te dà) che non ho mai capito a chi devo sputare in faccia e a “Voglio di più” che mi ha dato il coraggio di dire e fare cose che, altrimenti, non avrei mai detto o fatto. Ogni volta che mi ribello a situazioni stagnanti o apparentemente impossibili da risolvere, mi dico: “Voglio di più…” e penso a lui. Sì, io vorrò sempre di più… “Sarò così… sempre pronto a dire no“. E, ora, mentre sto facendo la pastiera, l’odore dell’acqua di millefiori che verso nell’impasto mi stordisce per un attimo. La casa è invasa dai profumi degli olii essenziali che si sciolgono nei bruciatori. E’ in quel preciso momento che penso che certi santi si fanno sentire con il profumo dei fiori e il collegamento è facile da fare. Penso a lui e al fatto che Dio, forse, aveva bisogno di un genio della musica, in Paradiso, e così se l’è preso. Però, cheppalle… ci poteva avvisare… 😦 ca uno nun se po’ scetà accussì e, senza manc essere avvisato, legge ca uno come Pino Daniele nun ce stà cchiù… eh… checcazz… 😦

Un pensiero riguardo “Aromaterapia, curry e ‘a carretta di chi vuole di più

  1. Povero Pino Daniele… Anche io ci sono rimasto male quando mia moglie mi ha comunicato la notizia… Non sapevo neanche che fosse malato di cuore… Grande artista… Che bello sarebbe ritrovarlo in Paradiso che suona e canta…!!!! Preghiamo per lui… Ciao Albix

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